Che poi alla fine mi ritrovo sempre qui, da solo, a pensare a perchè le cose debbano prendere sempre una piega così strana ed anomala.In mezzo alle seimila persona della discoteca piu' grande del centro Italia oppure da solo nel cuore di questa tormenta di neve che per Pasqua mi blocca su un pezzetto di Appennino poco importa.Le domande sono sempre le solite, seppur con sfumature diverse.Non è facile accettare che chi conosci da una vita, è cresciuto con te, ti ha guidato, si sia ritrovato di botto con un pendolo affilato sopra la testa.Un pendolo dalla lama che brama vita, inarrestabile, insensibile a farmaci e al lavoro di bisturi dell'uomo.Continua a nevicare. Le gomme estive slittano. L'auto sale in seconda ondeggiando al posteriore.Perchè?Quale logica guida la Mano che sceglie -Tu sì, tu no, tu domani, tu vai tranquillo- ?Io non posso credere che le cose debbano andare così.Ok, con acqua e zucchero non ti stanno curando, ma le mie preghiere sì.Si, sto pregando. E anche se da tempo non ci vediamo, sono certo che lo senti.Scavallato il passo appenninico ed iniziata la discesa, la strada si fa migliore e, da lontano, riesco gia' ad intravedere il bagliore della citta' pronta ad accogliere un altro dei suoi figli che stanotte rientra.Niente piu' neve. Tutto è semplicemente zuppo di fredda pioggia.Nessuna magia. Non c'è posto qui.Ed è proprio quello che non si potrebbequello che vorrei,ed è sempre quello che non si farebbequello che farei,ed è come quello che non si direbbeche direiquando dico che non è cosi il mondoche vorreinon si può sorvolare le montagnenon può andare dove vorresti andaresai cosa c’è ogni cosa resta quiqui si può solo piangeree alla fine non si piange neanche piùed è proprio quando arrivo lì che già ritornereied è sempre quando sono quiche io ripartireied è come quello che non c’èche io rimpiangereiquando penso che non è cosi il mondo che vorreinon si può fare quello che si vuolenon si può spingere solo l’acceleratoreguarda un pò ci si deve accontentarequi si può solo perderee alla fine non si perde neanche più!Buona fortuna. E un grazie a Vasco per aver parlato del mondo che vorremmo.
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Che poi alla fine mi ritrovo sempre qui, da solo, a pensare a perchè le cose debbano prendere sempre una piega così strana ed anomala.In mezzo alle seimila persona della discoteca piu' grande del centro Italia oppure da solo nel cuore di questa tormenta di neve che per Pasqua mi blocca su un pezzetto di Appennino poco importa.Le domande sono sempre le solite, seppur con sfumature diverse.Non è facile accettare che chi conosci da una vita, è cresciuto con te, ti ha guidato, si sia ritrovato di botto con un pendolo affilato sopra la testa.Un pendolo dalla lama che brama vita, inarrestabile, insensibile a farmaci e al lavoro di bisturi dell'uomo.Continua a nevicare. Le gomme estive slittano. L'auto sale in seconda ondeggiando al posteriore.Perchè?Quale logica guida la Mano che sceglie -Tu sì, tu no, tu domani, tu vai tranquillo- ?Io non posso credere che le cose debbano andare così.Ok, con acqua e zucchero non ti stanno curando, ma le mie preghiere sì.Si, sto pregando. E anche se da tempo non ci vediamo, sono certo che lo senti.Scavallato il passo appenninico ed iniziata la discesa, la strada si fa migliore e, da lontano, riesco gia' ad intravedere il bagliore della citta' pronta ad accogliere un altro dei suoi figli che stanotte rientra.Niente piu' neve. Tutto è semplicemente zuppo di fredda pioggia.Nessuna magia. Non c'è posto qui.Ed è proprio quello che non si potrebbequello che vorrei,ed è sempre quello che non si farebbequello che farei,ed è come quello che non si direbbeche direiquando dico che non è cosi il mondoche vorreinon si può sorvolare le montagnenon può andare dove vorresti andaresai cosa c’è ogni cosa resta quiqui si può solo piangeree alla fine non si piange neanche piùed è proprio quando arrivo lì che già ritornereied è sempre quando sono quiche io ripartireied è come quello che non c’èche io rimpiangereiquando penso che non è cosi il mondo che vorreinon si può fare quello che si vuolenon si può spingere solo l’acceleratoreguarda un pò ci si deve accontentarequi si può solo perderee alla fine non si perde neanche più!Buona fortuna. E un grazie a Vasco per aver parlato del mondo che vorremmo.