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CULTURA E GIUSTIZIA
 

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IL COLLEGIO DEI DOCENTI FORNISCE LE RUBRICHE DI COMPETENZA

Post n°2279 pubblicato il 25 Maggio 2019 da antonioi0

SAREBBE OPERAZIONE ESTREMAMENTE

UTILE, NELL’AMBITO DELL’INDIVIDUAZIONE DELLE ABILITÀ E DELLE CONOSCENZE,

STABILIRE ANCHE I SAPERI ESSENZIALI (IN TERMINI DI CONCETTI, CONOSCENZE) E I CONTENUTI

IRRINUNCIABILI;

 

 

 
 
 

IL COLLEGIO DEI DOCENTI FORNISCE LE RUBRICHE DI COMPETENZA

Post n°2278 pubblicato il 24 Maggio 2019 da antonioi0

ARTICOLA LE COMPETENZE IN ABILITÀ (NEL NOSTRO CASO ATTINGENDO DAGLI OBIETTIVI PER I

TRAGUARDI DELLE INDICAZIONI NAZIONALI) E IN CONOSCENZE;

 

 

 
 
 

IL COLLEGIO DEI DOCENTI FORNISCE LE RUBRICHE DI COMPETENZA

Post n°2277 pubblicato il 23 Maggio 2019 da antonioi0

TIENE ANCHE CONTO DELLE SINERGIE

CON LE ALTRE PARTI INTERESSATE (OVVIAMENTE GLI STUDENTI, CHE SONO AL CENTRO

DEL CURRICOLO, LE FAMIGLIE, IL TERRITORIO) E DEI CRITERI ORGANIZZATIVI GENERALI FORNITI

DAL CONSIGLIO DI ISTITUTO;

 

 

 
 
 

IL COLLEGIO DEI DOCENTI FORNISCE LE RUBRICHE DI COMPETENZA

Post n°2276 pubblicato il 23 Maggio 2019 da antonioi0

TIENE ANCHE CONTO DELLE SINERGIE

CON LE ALTRE PARTI INTERESSATE (OVVIAMENTE GLI STUDENTI, CHE SONO AL CENTRO

DEL CURRICOLO, LE FAMIGLIE, IL TERRITORIO) E DEI CRITERI ORGANIZZATIVI GENERALI FORNITI

DAL CONSIGLIO DI ISTITUTO;

 

 

 
 
 

IL COLLEGIO DEI DOCENTI FORNISCE LE RUBRICHE DI COMPETENZA

Post n°2275 pubblicato il 22 Maggio 2019 da antonioi0

(ORDINAMENTI DI PROVINCE

E REGIONI AUTONOME, PISA, QCER, EQF), QUALORA I PRIMI NON SIANO SUFFICIENTEMENTE

 

CHIARIFICATORI PER L’INDIVIDUAZIONE DELLE COMPETENZE;

 
 
 

L COLLEGIO DEI DOCENTI FORNISCE LE RUBRICHE DI COMPETENZA

Post n°2274 pubblicato il 21 Maggio 2019 da antonioi0

DI SCUOLA (BIENNIO OBBLIGATORIO DI SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO), ALLE PRATICHE

AUTOREVOLI E CONSOLIDATE NAZIONALI E INTERNAZIONALI

 

 

 

 
 
 

IL COLLEGIO DEI DOCENTI FORNISCE LE RUBRICHE DI COMPETENZA

Post n°2273 pubblicato il 20 Maggio 2019 da antonioi0

IL COLLEGIO DEI DOCENTI (ARTICOLATO IN COMMISSIONI VERTICALI E TRASVERSALI RISPETTO

ALLE DISCIPLINE):

1) INDIVIDUA LE COMPETENZE CHE L’ALLIEVO È CHIAMATO A CONSEGUIRE, ATTINGENDO DAI

RIFERIMENTI NORMATIVI SPECIFICI (INDICAZIONI NAZIONALI) O RIFERITI AD ALTRE TIPOLOGIE

 

 

 

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2272 pubblicato il 19 Maggio 2019 da antonioi0

UNA PROPOSTA DI PERCORSO BASATO SULLE COMPETENZE

RIASSUMENDO CIÒ CHE FINORA ABBIAMO DETTO, LA NOSTRA PROPOSTA DI DESCRIZIONE DEI

 

RISULTATI DI APPRENDIMENTO IN TERMINI DI COMPETENZE SI ARTICOLA NEL SEGUENTE PERCORSO.

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2271 pubblicato il 18 Maggio 2019 da antonioi0

È IN GRADO

DI DARE ISTRUZIONI AD

ALTRI; UTILIZZA CONOSCENZE

E ABILITÀ PER RISOLVERE

AUTONOMAMENTE

PROBLEMI; È IN GRADO DI

REPERIRE E ORGANIZZARE

CONOSCENZE NUOVE

E DI METTERE A PUNTO

PROCEDURE DI SOLUZIONE

 

ORIGINALI.

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2270 pubblicato il 17 Maggio 2019 da antonioi0

PADRONEGGIA IN MODO

COMPLETO E APPROFONDITO

LE CONOSCENZE E LE

ABILITÀ.

 

 

IN CONTESTI CONOSCIUTI,

ASSUME INIZIATIVE

E PORTA A TERMINE COMPITI

IN MODO AUTONOMO

E RESPONSABILE;

 

 

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2269 pubblicato il 16 Maggio 2019 da antonioi0

È IN GRADO

DI UTILIZZARE CONOSCENZE

E ABILITÀ PER RISOLVERE

PROBLEMI LEGATI ALL’ESPERIENZA

CON ISTRUZIONI

 

DATE E IN CONTESTI NOTI.

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2268 pubblicato il 15 Maggio 2019 da antonioi0

PADRONEGGIA IN MODO

ADEGUATO TUTTE LE CONOSCENZE

E LE ABILITÀ.

 

 

 

ASSUME

INIZIATIVE E PORTA A

TERMINE COMPITI AFFIDATI

IN MODO RESPONSABILE E

 

AUTONOMO. 

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2267 pubblicato il 14 Maggio 2019 da antonioi0

PORTA A

TERMINE IN AUTONOMIA

E DI PROPRIA INIZIATIVA

I COMPITI DOVE SONO

COINVOLTE CONOSCENZE E

ABILITÀ CHE PADRONEGGIA

CON SICUREZZA, MENTRE

PER GLI ALTRI SI AVVALE DEL

SUPPORTO DELL’INSEGNANTE

E DEI COMPAGNI.

 

 

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2266 pubblicato il 13 Maggio 2019 da antonioi0

ESEGUE I

COMPITI RICHIESTI CON IL

SUPPORTO DI DOMANDE

STIMOLO E INDICAZIONI

DELL’ADULTO O DEI COMPAGNI.

 

PADRONEGGIA IN MODO

ADEGUATO LA MAGGIOR

PARTE DELLE CONOSCENZE

 

E DELLE ABILITÀ. 

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2265 pubblicato il 12 Maggio 2019 da antonioi0

GRADO BASILARE ADEGUATO AVANZATO ECCELLENTE

VOTO 6 7 8-9 10

DESCRITTORE PADRONEGGIA LA MAGGIOR

PARTE DELLE CONOSCENZE

E LE ABILITÀ, IN MODO

 

ESSENZIALE.

 
 
 

ADOLESCENTI

Post n°2264 pubblicato il 11 Maggio 2019 da antonioi0

PIÙ DELLA METÀ VORREBBE L’EDUCAZIONE SESSUALE NELLE SCUOLE - Il 50,4% del campione vorrebbe che venisse introdotta l’educazione sessuale nelle scuole. Il 68% dichiara di avere (o avere già avuto) il “ragazzo” o la “ragazza” ed il 58% ritiene di avere tutte le informazioni che gli sono necessarie a proposito del sesso, ma la fonte principale è il gruppo dei pari. Meno di un terzo si rivolge alla mamma, meno di un quinto al papà, poco più di un decimo agli insegnanti. Il 16% si rivolge al pediatra/medico di famiglia il 18% cerca le informazioni sui forum in Internet. L’età giusta? Per il 40% del campione non c’è, è “quando ci si sente pronti”. Il 16,9% ritiene che sia 14 anni (era l’11,7% nel 2009), il 17% 16 anni e il 25% 18 anni. ( da www.dire.it)


Gentile Professoressa, mia moglie e io abbiamo bisogno di un suo parere. Nostro figlio A., 16 anni, sta da sei mesi con una ragazza che si chiama M.. Qualche settimana fa è arrivato a casa dicendoci che volevano tutti e due farsi un piercing sulla lingua. Noi ci siamo subito dichiarati contrari, perché tempo addietro avevamo letto che il piercing fa male ed è pericoloso. Però, dato che ci piace motivare le nostre posizioni, abbiamo cercato anche di capire perché gli fosse venuta questa idea così poco in linea con il tipo di ragazzo che è sempre stato: tranquillo e con la testa sulle spalle. Ha risposto che nella loro compagnia ce l’hanno quasi tutti, e non volevano sentirsi diversi dagli altri. Qualche giorno dopo è tornato sull’argomento, annunciando che Marina l’aveva fatto senza dire niente in casa e che comunque i suoi, dopo, non avevano fatto una piega. E da allora ha messo su il muso, perché “per colpa nostra” sarà l’unico a non avere il piercing e tutti lo prenderanno in giro. A noi spiace che si sia creata questa situazione, ma non vogliamo cedere e tanto meno adeguarci al comportamento secondo noi poco responsabile dei genitori di questa ragazza: anzi, vorremmo che Alberto capisse le nostre motivazioni e le facesse proprie. Che cosa ci consiglia di fare?”.
Francesco L.
 

Gentile signor Francesco, prima di tutto mi congratulo con il vostro approccio educativo: fermo ed esigente, ma capace di dialogo e attento a fare di ogni confronto di idee un’occasione di crescita e maturazione per vostro figlio. Le offro quindi volentieri alcuni spunti di riflessione per aiutare A. a far proprie le motivazioni di prudenza e, come vedremo fra poco, anche di autonomia che possono indurre un giovane a dire no al piercing, qualunque cosa ne possano pensare gli amici e la ragazza.
Inizio dicendole subito che la rivista di cui parla ha ragione: il piercing può esporre a rischi anche molto gravi per la salute, se nell’eseguirlo non vengono rispettate alcune regole essenziali.
 

Quali pericoli comporta il piercing?

Molti, specialmente quando non viene eseguito con aghi monouso e materiale sterilizzato. Il rischio più importante e frequente è di trasmettere l’epatite B e C, il papillomavirus, il tetano e persino l’AIDS. Secondo studi recenti, per esempio, l’uso di aghi non sterilizzati o monouso comporta un rischio del 16 per cento di contrarre l’epatite B, del 12 per cento di contrarre l’epatite C e dello 0,5 per cento di contrarre l’AIDS.
 

Le condizioni igieniche sono quindi della massima importanza?

Certamente. Ne consegue che è assolutamente da evitare anche il piercing “fai da te” tra amici: molti sondaggi indicano invece che circa il 50 per cento del piercing fra adolescenti sia eseguito da coetanei privi di esperienza, spesso senza cautele sanitarie, con un evidente aggravamento dei rischi già molto alti che abbiamo visto. La sicurezza è quindi una condizione essenziale per evitare che un gioco o un rito tra ragazzi possano lasciare cicatrici permanenti o malattie gravi. Il piercing sulla lingua, poi, presenta altri specifici rischi.
 

Quali?

Soprattutto se fatto da chi non abbia una specifica esperienza, può causare sanguinamenti protratti, perdita di sensibilità, lesione del gusto, difficoltà di masticazione e persino di linguaggio.
 

Il figlio di nostri amici ha avuto la lingua gonfia per settimane...

Il gonfiore, accompagnato da arrossamento e dolore, può durare in effetti anche tre-quattro mesi. Ma un piercing mal fatto può provocare anche lesioni ai denti e alle gengive, ulcere, reazioni allergiche – specialmente da nichel – e grosse cicatrici, dette cheloidi.
 

Cosa si deve fare, in questi casi?

L’ideale è rimuovere prima di tutto l’anello, cosa però non sempre facile se il tessuto infiammato ha formato un ascesso sulla lingua. Poi si devono fare cure lunghe e pazienti, che non sempre danno i frutti sperati.
Tenuto conto dei gravi rischi in gioco, quindi, è consigliabile lasciar perdere il piercing sulla lingua e farselo al massimo in un posto meno rischioso, come il lobo dell’orecchio o il naso.
 

Ma che cosa ci trovano, i giovani, nel piercing?

L’effetto moda è certamente importante, anche se questo poi contraddice l’idea che il piercing sia un segno di distinzione: se lo fanno tutti, che distinzione è? Pensi che, secondo un’indagine svolta in Italia su 3.800 ragazzi, è emerso che il 20,3 per cento dei giovani tra i 12 e i 18 anni ha un piercing. E secondo un analogo studio inglese, pubblicato sul British Medical Journal, almeno una persona su 10 al di sopra dei 16 anni e circa il 50 per cento degli individui di età compresa tra i 16 e i 24 ha almeno un piercing. Come tutte le distinzioni che poi diventano di massa, alla fine anche il piercing sta quindi diventando un’espressione di conformismo. Quindi, come accennavo all’inizio, dire no al piercing non è solo una questione di prudenza, ma anche di autonomia e indipendenza di giudizio.
 

Ci sono altre ragioni per questo successo?

Molti lo fanno per motivi estetici, anche se il risultato è discutibile e, a volte, addirittura sconcertante. Altri, soprattutto fra gli adolescenti, lo vivono come un rito di iniziazione, per sentirsi pienamente inseriti nel gruppo dei pari e prendere le distanze dagli adulti, un po’ come è successo con vostro figlio. Per altri ancora è solo un gioco, anche se ci sono molte coppie che lo fanno insieme, come segno di appartenenza reciproca.
Naturalmente, ci sono casi anche estremi in cui il piercing diventa un’ossessione, e questo può indicare un disturbo profondo nel rapporto con il proprio corpo, che il ragazzo o la ragazza non riescono ad affrontare sul terreno emotivo: in questi casi, il problema non è più il piercing in sé (ferme restando le cautele igieniche di cui parlavamo), ma la tensione interiore che genera il comportamento, e che va affrontata a livello clinico e psicologico.
 

Che messaggio possiamo dunque passare a nostro figlio?

 

Il primo concetto da ribadire con forza è che il piercing è molto pericoloso, per tutti i motivi che abbiamo detto. Dato che però, dalla sua lettera, emerge l’immagine di un ragazzo sostanzialmente sereno e in un buon rapporto con voi (al di là del “muso” di queste ultime settimane), aiutatelo soprattutto a capire come il conformismo – del piercing, ma anche del fumo, delle droghe, della guida spericolata e di tutti i comportamenti ad alto rischio tipici di molti adolescenti – sia una mortificazione dei talenti e della personalità, e che ci sono altri modi, più maturi e meno effimeri, per essere se stessi, capaci di essere diversi e, insieme, di farsi accettare dagli amici e dalle ragazze.

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2263 pubblicato il 11 Maggio 2019 da antonioi0

DALLA VALUTAZIONE DI COMPETENZA, CHE HA SENSO SOLO SE COLLOCATA SU LIVELLI

 

ACCOMPAGNATI DA UNA DESCRIZIONE.

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2262 pubblicato il 09 Maggio 2019 da antonioi0

O COMUNQUE FORNENDONE UN’INTERPRETAZIONE CHE PERMETTESSE DI SVINCOLARE COMPLETAMENTE LA

VALUTAZIONE DI PROFITTO – ATTRIBUIBILE CON QUALSIASI SCALA, NUMERICA, LETTERALE, AGGETTIVALE

 

 

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2261 pubblicato il 08 Maggio 2019 da antonioi0

OVVIAMENTE LA SOLUZIONE MIGLIORE SAREBBE QUELLA DI ELIMINARE L’ETICHETTA NUMERICA

DALLA VALUTAZIONE DI COMPETENZA, APPORTANDO UNA MODIFICA ALLA LEGGE

 

 

 
 
 

LA TABELLA DEI GRADI E LE SUE PROBLEMATICHE

Post n°2260 pubblicato il 07 Maggio 2019 da antonioi0

PROPENDIAMO PER LA

PRIMA SOLUZIONE, ANCHE SE NECESSITA DI UN MAGGIORE SFORZO DI COMUNICAZIONE.

COME SI VEDE, LA SOLUZIONE DIVENTA ARTIFICIOSA, MA IL VIZIO È A MONTE, NEL DOVER

METTERE ASSIEME CONCETTI VALUTATIVI CHE NON HANNO MOLTO IN COMUNE.

 

 

 
 
 
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