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Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
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Post n°198 pubblicato il 28 Agosto 2013 da antonioi0
Guarda (e, per vedere, allenta il crudele catenaccio) come la porta è intrisa delle mie lacrime. Fui io sì che intervenni presso la padrona a difendere te che tremavi, mentre, privo di vesti, eri in attesa di ricevere le sferzate. Dunque quel favore che un tempo valse anche per te, ora per me, o gran misfatto, non vale più nulla? Ricambiami la cortesia: hai la possibilità, come desideri, di mostrarmi la tua riconoscenza. Le ore della notte stanno trascorrendo; togli la spranga dallo stipite.
Toglila: così possa tu un giorno essere liberato dalla catena che da gran tempo trascini e non ti tocchi di bere per sempre l'acqua della schiavitù. Ma tu, custode, ascolti impassibile chi invano ti scongiura: anche la porta, rinforzata da crudeli puntelli di quercia, rimane fredda e insensibile.
Lo sbarramento di una porta sprangata può giovare a una città assediata, ma in tempo di pace perché temi le armi? Quale trattamento riserverai al nemico, tu che lasci fuori così crudelmente l'innamorato? Le ore della notte stanno trascorrendo; togli la spranga dallo stipite.
Io non vengo in compagnia di soldati in armi: sarei stato solo, se non mi si fosse affiancato il crudele Amore; da lui non posso mai distaccarmi, anche se lo desiderassi: sarei piuttosto disposto a separarmi dalle mie stesse membra. Dunque con me ci sono Amore, un po' di vino attorno alle mie tempie e una ghirlanda che è scivolata dai miei capelli umidi. |

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