Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

FACEBOOK

 
 

I miei link preferiti

 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

Ultimi commenti

 
 

Ultime visite al Blog

antonioi0perrydgl15Coulomb2003Desert.69mrjbigmatwilliamCars1surfinia60Aragorn231drops.memorycassetta2monnalisa300LSDtripLiledeLumiLrtyudf
 

 

« LA FISICA CHE FA BENELA FISICA CHE FA BENE »

TERREMOTO E RICOSTRUZIONI IN IRPINIA

Post n°3748 pubblicato il 16 Marzo 2023 da antonioi0

Della originaria Lioni vi è un solo documento dell’anno 833 che attesta che

il principe Sicardo di Salerno concesse a Wilirona, Badessa di S.Sofia, una Corte in Leoni171. Il

periodo tra l’833 e il 1100 fu un tempo tormentato per queste terre a causa di terremoti e le guerre

longobarde, terminate con la disfatta di questi eserciti da parte di Roberto il Guiscardo nel 1076, che

impose definitivamente il dominio normanno172. Con il 1130 ha inizio il regno delle Due Sicilie ad

opera di Ruggiero, re dei Normanni che sottrasse Benevento ai Longobardi.

Verso la metà del 1250, la popolazione ancora abitante in Oppido, a valle, iniziò a trasferirsi

nell’abitato collinare di Lioni che all’epoca apparteneva al feudo di Sant’Angelo, come casale. Il

feudatario di Oppido, come era ovvio, reagì a tale allontanamento rivolgendosi alla Corte Regia

dopo aver provato ad abbassare e ad eliminare alcune tasse per scoraggiarli al trasferimento. Tale

trasferimento fu probabilmente dovuto ai terremoti, alle epidemie (1326, epidemia di peste) e alle

scorrerie dei briganti che infestavano queste zone (1300-1400), nel 1412, Oppido era praticamente

deserta.

Nel 1313, quando Sant’Angelo fu istituita come Contea, fu posta nelle mani dei Joinville; cento

anni più tardi, Re Ladislao la vendette alla famiglia Zurolo. Nel “Privilegio” che conteneva il

giuramento di fedeltà173 che i vassalli erano tenuti a prestare al feudatario e al Re, si elencano i

territori appartenenti a tali signori, tra questi i casali di S.Angelo e “con Lioni”, intendendosi quindi

autonomo174.

Come altri feudatari prima di lui, anche Zurolo passa di frequente dalla difesa di un regnante a

quella del suo avversario, e così successe nella lotta tra aragonesi e angioini. Tale comportamento

fu però, in seguito, punito dalla stessa Regina Giovanna II che invitò i Caracciolo, signori di

Avellino e fidati sostenitori della regina, a dichiarare decaduti i Zurolo che a quel tempo erano conti

di Lioni, Monticello, Morra, Guardia, Oppido (feudo disabitato), Andretta e Rocca San Felice175.

Decaduti i Conti Zurolo, le terre in loro possesso passarono ai Caracciolo, che costruirono a Lioni

l’edificio detto, da loro, “Forte Caracciolo”. Questi signori furono sempre fedeli agli aragonesi,

anche quando, nel 1495, si riaccese la contesa con l’arrivo a Napoli di Carlo VIII, re di Francia, a

differenza degli Zurolo che passarono con i francesi tentando di riconquistare le terre perdute. In

questi tentativi di riconquista il Forte Caracciolo e la primitiva chiesa di Lioni vennero distrutti, e

nel “ferro e fuoco” a cui sottoposero Lioni, molti degli antichi documenti riguardanti la città andarono persi. Su parte del suolo del Forte sorse, dopo i terremoti del 1536 e del 1561, la Chiesa

Madre176, consacrata nel 1580. Lioni si stava appena riprendendo che un’epidemia di peste la

decimò, nel 1657177, e seguì poi il terribile terremoto del 1694 che distrusse molti dei paesi della

valle ofantina178, così come quello successivo del 1732, dopo il quale, ancora una volta, la Chiesa

Madre fu ricostruita (1743). Dal 1700 fino ai primi anni del 1800 la storia di Lioni si legge

soprattutto come storia delle contese tra il clero della Chiesa di Lioni e quello della Chiesa di

Sant’Angelo dei Lombardi179. Nel 1806 vennero aboliti i privilegi feudali e nel 1807 alcuni ordini

religiosi, con la legge del 13 febbraio che fece guadagnare al demanio regio diversi beni

ecclesiastici, compreso quello dell’abbazia del Goleto. Nello stesso anno, Avellino tornò ad essere

capoluogo della provincia di Principato Ultra. Il brigantaggio prosperava nelle sue campagne,

benchè Gioacchino Murat tentasse di arginarlo. Restaurato il regno borbonico nel 1815, si provò a

debellare il seme della libertà e dell’uguaglianza diffuso dai francesi attraverso il ripristino delle

vecchie leggi e dell’oppressione delle popolazioni; la reazione a questi tentativi reazionari, frange di

popolazioni iniziarono a riunirsi segretamente in quelle che si chiamarono “vendite” della

Carboneria; a Lioni si formò una delle prime vendite carbonare. Contro il re e contro la Chiesa si

mossero i ribelli lionesi, dopo che la monarchia borbonica per sedare gli animi ebbe firmato, il 16

febbraio 1818, un concordato con la Chiesa per ottenere appoggio. A Lioni le opposte fazioni,

repubblicana e monarchica, si combatterono aspramente e dopo il 1848, diversi furono gli arresti ed

i processi180. Con la cacciata dei Borboni e l’unità d’Italia, coloro che non vollero accettare la

liberazione si diedero alla macchia, i più unendosi alle bande di briganti, contro i quali la stessa

giunta municipale di Lioni, il 17 agosto 1872 formò il gruppo dei “Militi della Guardia Nazionale

che compongono la Squadriglia da prestare servizio per la prevenzione del brigantaggio”181,

approvandone l’elenco . La fine del 1800 vide, infine, solcate queste terre dalla ferrovia che

partendo da Avellino traversava molta parte dell’Irpinia per giungere a Rocchetta S. Antonio. In

Lioni la stazione sorse dentro i confini del paese e da questa posizione strategica il borgo trasse

beneficio per il suo commercio e quindi per l’economia intera della città. A parte le due pause

dovute alle guerre mondiali, Lioni visse il XX secolo come un periodo abbastanza prospero,

l’economia, come già detto, grazie alla ferrovia, non ebbe crisi, l’artigianato prima e le industrie

poi, sia alimentari che edili, si svilupparono velocemente. Dotata di ogni servizio civile, compresi tutti i livelli di scuole, Lioni visse una condizione sociale ed economica forse in controtendenza con

quella dei paesi limitrofi, così giungendo fino al terremoto del 1980.

 

 

 

171 A. Di Meo, Annali, Anno 833, Tomo III, Ed. Simoniana, pg. 365.

172 F. Scandone, L’Alta Valle dell’Ofanto, Vol.I, Tipografia Pergola, Avellino 1957.

173 Reg. Ang. 362, pg. 105.

174 Scandone riporta: “Con privilegio del 28 settembre 1413 Re Ladislao ordinava che al R. Consigliere Giovanni

Zurulo, fratello del Logoteta e Gran Protonotario Bernardo, fosse prestata l’assicurazione feudale dai vassalli di

S.Angelo, a lui testè venduta col titolo comitale, con i casali, con Lioni, e col castello disabitato di Monticchio” (F.

Scandone, op.cit., pg.47)

175 A. M. Iannacchini, Topografia storica dell’Irpinia, Vol. III, Tipografia Pergola, Avellino 1894, pg.23.

176 R. Colantuono, op.cit., pg.45.

177 Archivio Parrocchiale, Libro dei Morti (dal 1622 al 1718).

178 F. Scandone, op.cit.,pg.330.

179 R. Colantuono, op.cit., pp. 51-56.

180 A. D’Amato, La verde Irpinia. Cenni storici, geografici, letterari della Provincia di Avellino, Federico e Ardia,

Napoli 1924, pg. 24.

 

181 Cit. in R. Colantuono, op.cit., pg.58.

Commenti al Post:
Nessun commento
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963