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Post n°3772 pubblicato il 06 Aprile 2023 da antonioi0
L’orgoglio di una citta non risiede in queste cose», in J. Ruskin, Le sette lampade dell’architettura, cit, pg. 230; (F. Choay, L’allégorie du patrimoine, Paris 1992; trad.it. E. d’Alfonso e I. Valente, L’allegoria del patrimonio, Officina Edizioni, Roma 1995). 192 G. Astengo, Urbanistica, in “Enciclopedia Universale dell’Arte”, Vol. XIV, Sansoni, Venezia 1966. 193 Il termine viene introdotto nell’ambito delle trasformazioni urbane nella seconda metà dell’Ottocento, quando soprattutto in Italia, si dovettero affrontare numerose epidemie di colera che costrinsero ad intervenire sui quartieri malsani della antiche città, attraverso quelli che vennero chiamati “codici di igiene e di sanità pubblica”(sui codici di Igiene e Sanità pubblica, si veda E. De Giuli, Commento alla legge sull’igiene e sulla sanità pubblica, Milano 1902; gli articoli di G. Bizzozero su «Nuova Antologia», Il cittadino l’igiene pubblica,1898, Lo Stato e l’igiene pubblica, 1899, L’igiene pubblica in Italia, 1900). Tali codici oltre a prevedere interventi specifici, fissavano una gerarchia di enti e tecnici-sanitari appositi. Si introdussero, nell’ambito della progettazione urbana, modi e termini “medico-sanitari” che andarono a modificare “ideologicamente” l’atteggiamento nei confronti della città, quasi come una battaglia del progresso contro l’oscurantismo esistente; i metodi di indagine e gli stessi interventi assunsero il “significante” di analisi mediche e di interventi chirurgici: si iniziò a parlare, quindi, di risanamenti o sanificazioni, nel caso di demolizioni, ricostruzioni e adeguamento delle reti dei servizi, di sventramenti, nel caso di interventi di liberazione da edifici malsani nel cuore della città malata, dal significato intrinseco della parola, usata in chirurgia per indicare un intervento che vada dritto al cuore della malattia, estirpandolo (G. Zucconi, La città contesa. Dagli Ingegneri sanitari agli urbanisti (1955 – 1942), Jaca Book, Milano 1989, pp. 31 – 33). 194 B.Zevi, op.cit.,pp.32-33. 195 G.Zucconi, op.cit.,. 97; R. Di Stefano, Presentazione in J.Ruskin, op.cit.,. pp.27-29. 196 Pur considerando che «la data di nascita dell’urbanistica moderna di suole far ridalire al XVIII secolo, epoca in cui si manifestano due fenomeni concomitanti: l’accelerazione del tasso di crescita della popolazione, determinato essenzialmente da un rallentamento della mortalità infantile e l’avvio del processo di industrializzazione. Questi due fenomeni interrompono il secolare equilibrio delle circostanze naturali (per cui ogni generazione tendeva ad occupare il posto della precedente ed a ripeterne il destino) e creano le premesse per una modifica radicale degli insediamenti, dei modi di vita e dei modelli culturali. La nuova organizzazione del lavoro (…) altera bruscamente l’antico equilibrio tra città e campagna e crea il fenomeno della concentrazione nelle grandi città(…)», F. Salvia, F.Teresi, Diritto Urbanistico, Cedam, Padova 2002, pag.3.
197 M. Giambruno., Verso la dimensione urbana della conservazione, Alinea, Firenze 2002, pag.17. |

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