Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
 

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Messaggi di Marzo 2023

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3762 pubblicato il 31 Marzo 2023 da antonioi0

INOLTRE È LA MOLECOLA PIÙ VOLUMINOSA

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3761 pubblicato il 30 Marzo 2023 da antonioi0

CRESCE

 

E SVOLGE LE SUE SPECIFICHE FUNZIONI.

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3760 pubblicato il 29 Marzo 2023 da antonioi0

GRAZIE ALLA QUALE OGNI CELLULA SI RIPRODUCE

 

 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3759 pubblicato il 28 Marzo 2023 da antonioi0

POICHÉ

È UNICA E DEPOSITARIA DELL’INFORMAZIONE GENETICA

 

 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3758 pubblicato il 27 Marzo 2023 da antonioi0

IL DNA È LA MOLECOLA PIÙ SENSIBILE

 

CHE TROVIAMO ALL’INTERNO DI UNA CELLULA

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3757 pubblicato il 25 Marzo 2023 da antonioi0

L’ANELLO DEBOLE DELLA CATENA

IN PARTICOLARE

 

 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3756 pubblicato il 24 Marzo 2023 da antonioi0

E LA FUNZIONE

DELLE MOLECOLE DELLE CELLULE.

 

 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3755 pubblicato il 23 Marzo 2023 da antonioi0

IN GRADO DI CAMBIARE LA STRUTTURA

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3754 pubblicato il 22 Marzo 2023 da antonioi0

A LORO VOLTA DANNO AVVIO A UNA CASCATA DI EVENTI

 

 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3753 pubblicato il 21 Marzo 2023 da antonioi0

SE PRODOTTE ALL’INTERNO DEI TESSUTI BIOLOGICI

 

 

 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3752 pubblicato il 20 Marzo 2023 da antonioi0

TRASFERENDO LA LORO

 

ENERGIA AGLI ATOMI, GENERANO COPPIE DI IONI.

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3751 pubblicato il 19 Marzo 2023 da antonioi0

LE RADIAZIONI IONIZZANTI

 

SONO CHIAMATE COSÌ PERCHÉ

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3750 pubblicato il 18 Marzo 2023 da antonioi0

ALL’ESPULSIONE DELL’ELETTRONE E ALLA PRODUZIONE

DI UNO IONE POSITIVO.

 

 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3749 pubblicato il 17 Marzo 2023 da antonioi0

SI INNESCA

UN FENOMENO DETTO IONIZZAZIONE CHE PORTA

 

 

 
 
 

TERREMOTO E RICOSTRUZIONI IN IRPINIA

Post n°3748 pubblicato il 16 Marzo 2023 da antonioi0

Della originaria Lioni vi è un solo documento dell’anno 833 che attesta che

il principe Sicardo di Salerno concesse a Wilirona, Badessa di S.Sofia, una Corte in Leoni171. Il

periodo tra l’833 e il 1100 fu un tempo tormentato per queste terre a causa di terremoti e le guerre

longobarde, terminate con la disfatta di questi eserciti da parte di Roberto il Guiscardo nel 1076, che

impose definitivamente il dominio normanno172. Con il 1130 ha inizio il regno delle Due Sicilie ad

opera di Ruggiero, re dei Normanni che sottrasse Benevento ai Longobardi.

Verso la metà del 1250, la popolazione ancora abitante in Oppido, a valle, iniziò a trasferirsi

nell’abitato collinare di Lioni che all’epoca apparteneva al feudo di Sant’Angelo, come casale. Il

feudatario di Oppido, come era ovvio, reagì a tale allontanamento rivolgendosi alla Corte Regia

dopo aver provato ad abbassare e ad eliminare alcune tasse per scoraggiarli al trasferimento. Tale

trasferimento fu probabilmente dovuto ai terremoti, alle epidemie (1326, epidemia di peste) e alle

scorrerie dei briganti che infestavano queste zone (1300-1400), nel 1412, Oppido era praticamente

deserta.

Nel 1313, quando Sant’Angelo fu istituita come Contea, fu posta nelle mani dei Joinville; cento

anni più tardi, Re Ladislao la vendette alla famiglia Zurolo. Nel “Privilegio” che conteneva il

giuramento di fedeltà173 che i vassalli erano tenuti a prestare al feudatario e al Re, si elencano i

territori appartenenti a tali signori, tra questi i casali di S.Angelo e “con Lioni”, intendendosi quindi

autonomo174.

Come altri feudatari prima di lui, anche Zurolo passa di frequente dalla difesa di un regnante a

quella del suo avversario, e così successe nella lotta tra aragonesi e angioini. Tale comportamento

fu però, in seguito, punito dalla stessa Regina Giovanna II che invitò i Caracciolo, signori di

Avellino e fidati sostenitori della regina, a dichiarare decaduti i Zurolo che a quel tempo erano conti

di Lioni, Monticello, Morra, Guardia, Oppido (feudo disabitato), Andretta e Rocca San Felice175.

Decaduti i Conti Zurolo, le terre in loro possesso passarono ai Caracciolo, che costruirono a Lioni

l’edificio detto, da loro, “Forte Caracciolo”. Questi signori furono sempre fedeli agli aragonesi,

anche quando, nel 1495, si riaccese la contesa con l’arrivo a Napoli di Carlo VIII, re di Francia, a

differenza degli Zurolo che passarono con i francesi tentando di riconquistare le terre perdute. In

questi tentativi di riconquista il Forte Caracciolo e la primitiva chiesa di Lioni vennero distrutti, e

nel “ferro e fuoco” a cui sottoposero Lioni, molti degli antichi documenti riguardanti la città andarono persi. Su parte del suolo del Forte sorse, dopo i terremoti del 1536 e del 1561, la Chiesa

Madre176, consacrata nel 1580. Lioni si stava appena riprendendo che un’epidemia di peste la

decimò, nel 1657177, e seguì poi il terribile terremoto del 1694 che distrusse molti dei paesi della

valle ofantina178, così come quello successivo del 1732, dopo il quale, ancora una volta, la Chiesa

Madre fu ricostruita (1743). Dal 1700 fino ai primi anni del 1800 la storia di Lioni si legge

soprattutto come storia delle contese tra il clero della Chiesa di Lioni e quello della Chiesa di

Sant’Angelo dei Lombardi179. Nel 1806 vennero aboliti i privilegi feudali e nel 1807 alcuni ordini

religiosi, con la legge del 13 febbraio che fece guadagnare al demanio regio diversi beni

ecclesiastici, compreso quello dell’abbazia del Goleto. Nello stesso anno, Avellino tornò ad essere

capoluogo della provincia di Principato Ultra. Il brigantaggio prosperava nelle sue campagne,

benchè Gioacchino Murat tentasse di arginarlo. Restaurato il regno borbonico nel 1815, si provò a

debellare il seme della libertà e dell’uguaglianza diffuso dai francesi attraverso il ripristino delle

vecchie leggi e dell’oppressione delle popolazioni; la reazione a questi tentativi reazionari, frange di

popolazioni iniziarono a riunirsi segretamente in quelle che si chiamarono “vendite” della

Carboneria; a Lioni si formò una delle prime vendite carbonare. Contro il re e contro la Chiesa si

mossero i ribelli lionesi, dopo che la monarchia borbonica per sedare gli animi ebbe firmato, il 16

febbraio 1818, un concordato con la Chiesa per ottenere appoggio. A Lioni le opposte fazioni,

repubblicana e monarchica, si combatterono aspramente e dopo il 1848, diversi furono gli arresti ed

i processi180. Con la cacciata dei Borboni e l’unità d’Italia, coloro che non vollero accettare la

liberazione si diedero alla macchia, i più unendosi alle bande di briganti, contro i quali la stessa

giunta municipale di Lioni, il 17 agosto 1872 formò il gruppo dei “Militi della Guardia Nazionale

che compongono la Squadriglia da prestare servizio per la prevenzione del brigantaggio”181,

approvandone l’elenco . La fine del 1800 vide, infine, solcate queste terre dalla ferrovia che

partendo da Avellino traversava molta parte dell’Irpinia per giungere a Rocchetta S. Antonio. In

Lioni la stazione sorse dentro i confini del paese e da questa posizione strategica il borgo trasse

beneficio per il suo commercio e quindi per l’economia intera della città. A parte le due pause

dovute alle guerre mondiali, Lioni visse il XX secolo come un periodo abbastanza prospero,

l’economia, come già detto, grazie alla ferrovia, non ebbe crisi, l’artigianato prima e le industrie

poi, sia alimentari che edili, si svilupparono velocemente. Dotata di ogni servizio civile, compresi tutti i livelli di scuole, Lioni visse una condizione sociale ed economica forse in controtendenza con

quella dei paesi limitrofi, così giungendo fino al terremoto del 1980.

 

 

 

171 A. Di Meo, Annali, Anno 833, Tomo III, Ed. Simoniana, pg. 365.

172 F. Scandone, L’Alta Valle dell’Ofanto, Vol.I, Tipografia Pergola, Avellino 1957.

173 Reg. Ang. 362, pg. 105.

174 Scandone riporta: “Con privilegio del 28 settembre 1413 Re Ladislao ordinava che al R. Consigliere Giovanni

Zurulo, fratello del Logoteta e Gran Protonotario Bernardo, fosse prestata l’assicurazione feudale dai vassalli di

S.Angelo, a lui testè venduta col titolo comitale, con i casali, con Lioni, e col castello disabitato di Monticchio” (F.

Scandone, op.cit., pg.47)

175 A. M. Iannacchini, Topografia storica dell’Irpinia, Vol. III, Tipografia Pergola, Avellino 1894, pg.23.

176 R. Colantuono, op.cit., pg.45.

177 Archivio Parrocchiale, Libro dei Morti (dal 1622 al 1718).

178 F. Scandone, op.cit.,pg.330.

179 R. Colantuono, op.cit., pp. 51-56.

180 A. D’Amato, La verde Irpinia. Cenni storici, geografici, letterari della Provincia di Avellino, Federico e Ardia,

Napoli 1924, pg. 24.

 

181 Cit. in R. Colantuono, op.cit., pg.58.

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3747 pubblicato il 16 Marzo 2023 da antonioi0

O AD UNA MOLECOLA (CIRCA 30 EV) 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3746 pubblicato il 15 Marzo 2023 da antonioi0

A QUELLA CHE LEGA UN ELETTRONE A UN ATOMO

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3745 pubblicato il 14 Marzo 2023 da antonioi0

QUANDO L’ENERGIA DELLA RADIAZIONE È SUPERIORE

 

 

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3744 pubblicato il 13 Marzo 2023 da antonioi0

QUANDO ATTRAVERSANO LA MATERIA.

 
 
 

LA FISICA CHE FA BENE

Post n°3743 pubblicato il 12 Marzo 2023 da antonioi0

I

FISICI CLASSIFICANO UNA MOLTEPLICITÀ DI AGENTI

ACCOMUNATI DALLA CAPACITÀ DI PRODURRE

 

IONIZZAZIONI 

 
 
 
 
 

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