QUELLI DELL'83

Associazione di Volontariato

 

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ATTO COSTITUTIVO E STATUTO Q83

.

Costituzione

I soci fondatori si sono riuniti e di comune accordo hanno costituita l'Ass. di Volontariato “Quelli dell’83. L’esperienza della nostra associazione parte da lontano e dal metodo scout.

Scopi dell'associazione

L’associazione opera negli ambiti: a) socio-assistenziale; b) sanitario; c) tutela e promozione dei diritti; d) tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale; e) attività educative e formative; f) attività turistiche e culturali e di tutela e valorizzazione dei beni culturali; g) protezione civile; h) educazione alla pratica sportiva e attività ricreative.In particolare, scopi dell'associazione sono:di intervenire in tutti gli ambiti sociali, culturali e turistici per eliminare i gap esistenti sul territorio

Caratteri e principi ispiratori

L'associazione ha carattere volontario e opera esclusivamente per fini di solidarietà; è apolitica e apartitica; non ha fini di lucro; garantisce la democraticità della struttura, l'elettività e la gratuità delle cariche associative, la gratuità delle prestazioni fornite dai soci volontari.

 

COME ERAVAMO

 

COME SIAMO ?

 

LORD BADEN POWELL

 

A DON CIRO

 

 

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NON SI ENTRA NELLA VERITÀ . . .

Post n°276 pubblicato il 30 Novembre 2009 da quellidell83
Foto di quellidell83

 

 

NON  SI  ENTRA  NELLA  VERITÀ

SE NON ATTRAVERSO  LA CARITÀ

 

All’inizio di quest’anno, in uno dei villaggi della nostra missione si è verificato un dramma che ha sconvolto la vita di tutte le tribù circostanti.

Una madre di quattro bambini ha chiesto ai suoi figli di buttarsi nel fiume perché non aveva più niente da dargli da mangiare da una settimana. Sono morti tutti, la bambina più grande aveva 11 anni, l’ultimo aveva appena compiuto il primo anno di vita. Perfino il seno della mamma era inaridito.

E’ stata un’amara scoperta. Proprio accanto alle nostre capanne una famiglia aveva sofferto la fame per mesi e nessuno si era accorto di nulla.

Abbiamo provato profonda vergogna. Non era mai accaduto che nei villaggi una famiglia soffrisse tanto profondamente la fame da decidere la morte dei figli per non vederli più soffrire.

 

Molti mi domandano cosa faccio in Papua Nuova Guinea.

Mi chiedono: “Cosa fanno i missionari in terra di missione?”

Moltissime volte non rispondo, ho vergogna a rispondere.

I cristiani dovrebbero sapere molto bene cosa ha chiesto Cristo ai suoi discepoli: “Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo ad ogni creatura”.

Annunciare il Vangelo, fare quello che ha fatto Gesù.

Cosa face Gesù nel tempo in cui è vissuto tra noi?

Annunciò il Vangelo di liberazione a tutti quelli che erano prigionieri del male, di ogni tipo di male.

La fame, la sete, la malattia, l’ignoranza, la schiavitù, il genocidio, la mancanza d’amore, l’odio, la vendetta, la sopraffazione, l’abuso, il non sapere che Dio è amore, ogni attentato alla vita sono i mali che il missionario è chiamato ad eliminare con il Vangelo.

Alla Chiesa è stato affidato il ministero dell’amore, questo è quello che i missionari fanno: servono la vita perché tutti conoscano l’amore.

“Servi del Vangelo e testimoni dell’Amore”.

La lettera enciclica che Benedetto XVI ha inviato al mondo alcuni mesi fa, “Caritas in Veritate”, dovrebbe rispondere a tutte le domande che i cristiani pongono a coloro che sono inviati dalle loro chiese ad annunciare l’amore ai confine della terra.

Quello che segue è uno dei passaggi più impegnativi della lettera:

“Dare da mangiare agli affamati (cfr Mt 25, 35.37.42) è un imperativo etico per la Chiesa universale, che risponde agli insegnamenti di solidarietà e di condivisione del suo Fondatore, il Signore Gesù. Inoltre, eliminare la fame nel mondo è divenuto, nell'era della globalizzazione, anche un traguardo da perseguire per salvaguardare la pace e la stabilità del pianeta… Il problema dell'insicurezza alimentare va affrontato in una prospettiva di lungo periodo, eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri mediante investimenti in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci cioè di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale, in modo da garantire una loro sostenibilità anche nel lungo periodo…Il diritto all'alimentazione, così come quello all'acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l'alimentazione e l'accesso all'acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni (Benedetto XVI, Messaggio in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2007). È importante inoltre evidenziare come la via solidaristica allo sviluppo dei Paesi poveri possa costituire un progetto di soluzione della crisi globale in atto, come uomini politici e responsabili di Istituzioni internazionali hanno negli ultimi tempi intuito. Sostenendo mediante piani di finanziamento ispirati a solidarietà i Paesi economicamente poveri, perché provvedano essi stessi a soddisfare le domande di beni di consumo e di sviluppo dei propri cittadini, non solo si può produrre vera crescita economica, ma si può anche concorrere a sostenere le capacità produttive dei Paesi ricchi che rischiano di esser compromesse dalla crisi.”

 

Venendo tra voi a Dicembre vi prego di non chiedermi cosa faccio in Papua Nuova Guinea, chiedetevi cosa fareste voi in situazioni di mancanza dei più basilari diritti umani. Non dareste il vostro pane e la vostra acqua per non veder morire quattro bambini?

Qui io cerco di fare quello che attuereste voi se viveste in mezzo a questo popolo che Dio ama.

Grazie di quello che state già facendo, spero di abbracciarvi a Dicembre.

                                                                                                                     d. Ciro Biondi

 
 
 
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Un blog di: quellidell83
Data di creazione: 14/10/2007
 

LA CANZONE DELLA ROUTE

E DI NUOVO ROUTE !!!

 

VIDEO Q83

Premio Giglio della Bontà 2010

 

"Un euro per l'acqua"

Natale 2009 - Nola (NA)

Presentazione Premio Giglio della Bontà Città di Nola 2009 - Nola (Na)

Spot & Foto Premio Giglio della Bontà Città di Nola 2009 - Nola (Na)

Serata di Beneficenza pro-Abruzzo

Corrado Taranto al Premio Giglio della Bontà 2009

 

Serata di beneficenza Q83 - Premio Giglio della Bontà 2009 

 

VIDEO Q83


Progetto "Adottiamo il futuro" 2009 - Nola (NA )

"Un euro per l'acqua" Natale 2008 - Nola (NA)

 

Presentazione Premio Giglio della Bontà 2008 - Nola (NA)

 

Canti Scout al Premio Giglio della Bontà 2008 - Nola (NA)

 

 

Agostino ci parla dei Q83 e dei principi scout al Premio Giglio della Bontà 2008 - Nola (NA)

 

Cicerenella mia - Premio Giglio della Bontà 2008 - Nola (NA)

 

Carlo ci parla dell'amicizia al Premio Giglio della Bontà 2008 - Nola (NA)

 

 

Francesco canta al Premio Giglio della Bontà 2008 - Nola (NA)

Corrado Taranto al Premio Giglio della Bontà 2008 - Nola (NA)

 

Agostino canta al Premio Giglio della Bontà 2008 - Nola (NA)

 

“ PREMIO GIGLIO DELLA BONTA’ “

L' Associazione di Volontariato “ Quelli dell’83 “ , in collaborazione con il Comune di Nola, si propone di diffondere e consentire l'approfondimento della cultura della bontà  e bandisce un concorso annuale, denominato  "Premio Giglio della Bontà", avente come destinatari gli alunni delle scuole d'ogni ordine e grado (materna, elementare e media inferiore) del Comune di Nola. Considerato che un premio per l’impegno generoso e disinteressato di “farsi carico dei problemi degli altri”, è un segno tangibile dedicato alle persone semplici che compiono gesti di semplice umanità verso il prossimo spontaneamente, senza lodi e senza attese, oltre la professione, la vocazione, la parentela; nell’intento di ribadire che il progresso dell’umanità è dovuto anche alla moltitudine di persone anonime e responsabili che compiono il loro dovere e senza esitazione:diventa quindi un’occasione per diffondere l’approfondimento della cultura della bontà, il tutto rivolto agli alunni delle scuole d’ogni ordine e grado ( materna, elementare e media inferiore) perché nei giovani l’esperienza del bisogno, della malattia, del disagio, della sofferenza,dell’invalidità, dell’handicap – fisico e/o psichico è una vera e propria scuola di vita che dimostra i limiti della condizione umana. L'esperienza del bisogno, della malattia, del disagio, della sofferenza, dell'invalidità, dell'handicap - fisico e/o psichico, interessa tutti, anche i giovani e i bambini. E' una vera e propria scuola di vita che induce a sperimentare i limiti della condizione umana: limiti non solo fisici, ma anche psichici, relazionali. Pertanto, i criteri scelti per l'assegnazione del Premio valorizzeranno l'impegno generoso e disinteressato di "farsi carico dei problemi degli altri".
 

SEMEL SCOUT, SEMPER SCOUT !!!

 

II PREMIO GIGLIO DELLA BONTA'

 

Foto di quellidell83

 

GIUGNO NOLANO 2008

 

SEDE 1° PREMIO BONTA'

 

I° PREMIO GIGLIO DELLA BONTA'

 

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