La nostra missione si svolge tra i MIN, una piccola popolazione della Papua Nuova Guineae dell’Irian J aya (Indonesia). La terra è povera, anche se le foreste sono immense. Le montagne e i fiumi sono la ricchezza di questo popolo, ma sono anche il limite della loro esistenza. Zone irraggiungibili, a volte bisogna camminare per settimane per poter incontrare una piccola tribù che non è segnata su nessuna carta del nostro mondo post-moderno. Scuola e medicine sono le cose con cui cerchiamo di essere di aiuto a questo popolo che fatica a continuare ad esistere.La mortalità è altissima, la vita media è meno di 40 anni. Le donne sono decimate dal primo parto, i bambini che muoiono al momento del parto sono 4 su 10. Malaria, TBC, epatite, dissenteria, cancro della pelle, e HIV mietono senza pietà il popolo; con ciò viviamo, speriamo e preghiamo, donando tutto quello che voi, generosamente, mettete nelle nostre povere mani.In circa otto anni di attività alcune cose sono state realizzate: scuole di prima e seconda elementare in circa 11 villaggi, una scuola più grande è stata costruita dalla gente dei villaggi per poter accogliere i ragazzi/e più promettenti per farli raggiungere la 6 classe. Alcuni di questi ragazzi sono stati mandati dopo la sesta ad una scuola media lontana 200 chilometri, aspettiamo che alcuni di loro finiscano la scuola media per poterli mandare al College. Alcuni centri ambulatoriali sono funzionanti nelle valli, non si è riusciti a stabilire nessun centro sulle montagne, gli infermieri, tutti provenienti da altre regioni, hanno difficoltà a vivere tra gente che non parla la loro lingua e non condivide la stessa cultura. Per gli insegnanti è la stessa storia. Per arrivare in queste zone ci vuole l’elicottero o un piccolo aereo da 4 posti, e quando sei arrivato non sai quando potrai ripartire. A volte si aspetta dei mesi prima che il piccolo aereo possa atterrare, le piogge distruggono in pochi minuti tutto quello che viene costruito in mesi o anni di lavoro. Questo vale anche per i raccolti: una piena e tutto il lavoro di una intera stagione viene spazzato via. Non ci sono vie di comunicazione. I fiumi sono navigabili solo in canoa e con grande pericolo che una piena ti metta nella bocca di un coccodrillo. Il mondo non sa queste cose, questi popoli non esistono perché non hanno quello che a noi potrebbe servire. Ma Dio è Padre di tutti e noi siamo qui per servire e dire a tutti che l’amore suo per l’umanità si è spinto fino a dare il Figlio suo.A noi e a voi è stato dato il futuro di questo popolo, a noi e a voi il Cristo che domanderà di loro, degli ultimi.p. Ciro Biondi
DOVE SIAMO E COSA FACCIAMO IN PAPUA
La nostra missione si svolge tra i MIN, una piccola popolazione della Papua Nuova Guineae dell’Irian J aya (Indonesia). La terra è povera, anche se le foreste sono immense. Le montagne e i fiumi sono la ricchezza di questo popolo, ma sono anche il limite della loro esistenza. Zone irraggiungibili, a volte bisogna camminare per settimane per poter incontrare una piccola tribù che non è segnata su nessuna carta del nostro mondo post-moderno. Scuola e medicine sono le cose con cui cerchiamo di essere di aiuto a questo popolo che fatica a continuare ad esistere.La mortalità è altissima, la vita media è meno di 40 anni. Le donne sono decimate dal primo parto, i bambini che muoiono al momento del parto sono 4 su 10. Malaria, TBC, epatite, dissenteria, cancro della pelle, e HIV mietono senza pietà il popolo; con ciò viviamo, speriamo e preghiamo, donando tutto quello che voi, generosamente, mettete nelle nostre povere mani.In circa otto anni di attività alcune cose sono state realizzate: scuole di prima e seconda elementare in circa 11 villaggi, una scuola più grande è stata costruita dalla gente dei villaggi per poter accogliere i ragazzi/e più promettenti per farli raggiungere la 6 classe. Alcuni di questi ragazzi sono stati mandati dopo la sesta ad una scuola media lontana 200 chilometri, aspettiamo che alcuni di loro finiscano la scuola media per poterli mandare al College. Alcuni centri ambulatoriali sono funzionanti nelle valli, non si è riusciti a stabilire nessun centro sulle montagne, gli infermieri, tutti provenienti da altre regioni, hanno difficoltà a vivere tra gente che non parla la loro lingua e non condivide la stessa cultura. Per gli insegnanti è la stessa storia. Per arrivare in queste zone ci vuole l’elicottero o un piccolo aereo da 4 posti, e quando sei arrivato non sai quando potrai ripartire. A volte si aspetta dei mesi prima che il piccolo aereo possa atterrare, le piogge distruggono in pochi minuti tutto quello che viene costruito in mesi o anni di lavoro. Questo vale anche per i raccolti: una piena e tutto il lavoro di una intera stagione viene spazzato via. Non ci sono vie di comunicazione. I fiumi sono navigabili solo in canoa e con grande pericolo che una piena ti metta nella bocca di un coccodrillo. Il mondo non sa queste cose, questi popoli non esistono perché non hanno quello che a noi potrebbe servire. Ma Dio è Padre di tutti e noi siamo qui per servire e dire a tutti che l’amore suo per l’umanità si è spinto fino a dare il Figlio suo.A noi e a voi è stato dato il futuro di questo popolo, a noi e a voi il Cristo che domanderà di loro, degli ultimi.p. Ciro Biondi