Alla fine arrivò il mio giorno.Cominciai a sentire la testa piena, frastornata.Il televisore cominciò a schernirmi allontanandosi, diventando piccolino, ma sentivo le mie braccia più lunghe, e avevo l’impressione di poterlo afferrare, come un giocattolino per bambini.Quasi mi divertivo nel far ondeggiare la mia mano davanti agli occhi, come se fosse staccata dal corpo e la muovessi per telecinesi.Sapevo di avere la febbre, il termometro mi diede conferma.Avevo cognizione anche del fatto che aveva fretta, e chissà dove voleva arrivare…Chiesi di portarmi all’ospedale.Giunto li con calma trovai un ambiente stranamente sonnacchioso. Per trovare un medico dovetti cercare il primario di medicina, entrai nel suo studio quasi al buio, alzandosi dalla sedia contemporaneamente disse: “Ti ricovero subito”.