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_______ TERZO CAPITOLO _______ [ PARTE SECONDA ]
Post n°20 pubblicato il 10 Giugno 2009 da SPATIPETS
L LUPO
entre i suoi occhi si abbandonavano all’inesorabile epilogo di un sonno di piombo, cadendo a terra oramai quasi incosciente, l’Umano sentì un ululato fortissimo. Ma non era certo di averlo sentito per davvero. L’aveva sentito… o stava già sognando? <<Un Lupo! Un Lupo!>> gridò l’Umano gelando di paura. <<Non ti preoccupare, non ti mangerò!>> disse il Lupo accucciandosi tranquillo <<Vieni pure vicino dai!>> e l’Umano si sedette accanto a lui <<Ma dimmi Lupo, conosci anche tu il Mago?>> <<Certo! E’ lui che mi dà da mangiare qui nel bosco>> <<E cosa ti dà da mangiare?>> <<Questo non posso dirtelo! Segreto!>> <<Perché è un segreto?>> chiese l’Umano <<Perché altrimenti tutto quello che ho mangiato mi uscirebbe fuori di nuovo>> <<Ma i lupi non mangiano le persone?>> il Lupo però non rispose. L’Umano abbassò lo sguardo, e pensò: <<Ecco dov’è finita… forse>>. Ma mentre pensava questo, osservò il Lupo muovere la bocca. Sembrava che il Lupo… ma no! Non sembrava; era proprio così! Masticava. Molto educatamente, il Lupo stava masticando con, naturalmente, la bocca chiusa. <<Allora. Cosa stai mangiando? Me lo dici o no?!>> E come poteva dirglielo, il Lupo, che mangiava i dubbi e le paure? Dubbi e paure. Qualcuno doveva pure fare in modo di eliminarne un po’. <<Dubbi e paure: di questo allora ti ciberai, e se a nessuno ne parlerai, di fame di certo mai morrai>>. Così l’aveva iniziato al Bosco Magico il Mago. Il giorno del suo arrivo il Lupo aveva chiesto al Mago se poteva accedere ai sentieri profumati del Bosco Magico. Lui proveniva dal Picco delle Nevi, ed era stanco di portare gli sci tutto il giorno, per muoversi su e giù in quel mondo <<Farò qualsiasi lavoro, assolverò a qualsiasi incarico, ma vorrei stare qui, camminare scalzo sull’erba. Ti prego, fammi entrare in questo bel bosco>>. Così si impegnò volentieri ad esaudire la richiesta del Mago. Mangiava tutti i dubbi e le paure che trovava, e sicuramente, non ne avrebbe fatto parola con nessuno di quello che faceva, la riservatezza è alla base di una buona dieta… (o era di una buona amicizia?) ad ogni modo rispose così all’Umano: <<Senti, Umano, tu non chiedere troppo in giro alle altre creature, cosa fanno, come vivono, cosa mangiano, bevono… lasciali liberi di fare, che siano liberi di essere ciò che sono; e ciò accettato, tu stesso procedi seguendo l’ispirazione che hai. Procedi, non chiedere. Non pensare troppo>> <<Lupo, mi sento più tranquillo, ora che ti ho incontrato. Sono meno impaurito dall’avventura che ho davanti. Va bene! Procederò>>. Con dipinto negli occhi, lo sguardo più risoluto che avesse mai avuto, uno sguardo da Lupo, l’Umano con un balzo si alzò e ricominciò a camminare nel bosco, sperando che chi cercava non fosse finita nella pancia del Lupo, ma c’era ancora il Sole dorato, gli uccelli cantavano e lui sperava… sperava di non sbagliarsi…. Ma appena ripreso il sentiero, abbandonato il Lupo i dubbi e le paure di non farcela si rifecero sentire. Ad ogni passo ricominciava a sentire, dentro di sé un eco d’incertezza… ezza… ezza. E non capiva… iva… iva… perché…é…é… pareva… eva… eva… che tutto… tutto… tutto… girasse… asse… asse… all’incontrario… ario… ario… oira… oira e inciampò, … òpmaicni… cni… cni… cni…
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