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Post n°25 pubblicato il 19 Giugno 2009 da SPATIPETS
SOGNI
C’ era un posto, in quei sogni, dove si poteva trovare chi cucinava le “Tortone del Sorriso”. Erano torte già tagliate a fette che si cucinavano con un fuoco fatto solo con il profumo dei fiori. L’Umano provò a mangiarne un pezzo, ma non riusciva a sollevarne neanche una fetta dal tavolo <<Ahi! Ahi! Toglimi un po’ di peso dalla schiena, dai!>> disse il Tavolo delle Torte <<E come faccio, se le torte non si staccano dal tavolo?>> <<Usa i tuoi sensi>> rispose il Tavolo. Ci pensò su, l’Umano… ci pensò… e poi sorrise sollevando la prima fetta, sorrise sollevando la seconda, la terza, finchè le ebbe finite. Ringraziato dal Tavolo delle Torte, sorridendo continuò a sognare, sazio, di fette e di gioia… già… di gioia. Q uel giorno, all’Umano, il Folletto dei Sogni apparve, scendendo dalla collina, mentre questi usciva dalla buca di una Talpa Gentile che l’aveva ospitato 7 giorni e 7 notti gratis, tutto compreso, a parte i colpi di tosse che si pagavano, ma c’era la bella stagione e l’Umano non tossiva. <<Ehilà!>> agitava le braccia il Folletto in segno di saluto. Era vestito in modo bizzarro. In testa portava una specie di cappuccio da penna stilografica, il corpetto, che era sopra a una camicia che sembrava fatta di francobolli, era di cartone marrone e lasciava intravedere, già da lontano, che aveva dei timbri, al posto dei bottoni. Calzava pantaloni di sacco con strane scritte sbiadite dal tempo: S . . V . Z I O P . S T . . E M . G I C . U . F . C I . . E L . . S C O, e scarpe lunghissime, fatte di buste rosse legate insieme da spaghi. <<Sei tu l’Umano che vaga per il bosco cercando i sentieri del Destino?>> <<Credo di si!>> <<Allora questa è per te>> disse il Folletto, e sciogliendo gli spaghi di una scarpa, sparpagliò per l’intero prato le buste rosse che gli facevano da calzatura. Rovistando tra tutto quel rosso di carta, che si rifletteva per tutto il bosco, colorandolo di tramonto, estrasse un cartoncino blu. <<Devo darti questo!>> disse porgendogli il cartoncino. L’Umano, preso il cartoncino, vide il Folletto intento a rilegarsi la scarpa di buste rosse, e fatto questo, salutarlo ritornando a salire per la collina. <<Aspetta! Ma chi te l’ha dato?>> << Io porto ciò che altri hanno dentro e non so mai chi siano, ma so che se lo porto, è bene>>. Sparendo dietro alla collina lasciò l’Umano rimirare il cartoncino che, da una parte era si blu, ma dall’altra era bianco; e su quel bianco si poteva vedere, osservando bene, dipinto un sorriso, un sorriso magico…
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