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_______ SESTO CAPITOLO _______ [ SECONDA PARTE ]
Post n°27 pubblicato il 27 Giugno 2009 da SPATIPETS
ORCO SPORCO
Partì subito per la casa dell’Orco Sporco, facendo attenzione ad indossare, prima di partire, un abito fatto di petali di rosa neri. Arrivato al sentiero che portava alla casa dell’Orco Sporco, chiamò forte: <<Orco!! Orco Sporco, sei in casa?>> Lo spostamento d’aria, fece crollare mezza collina, fatta di lancette d’orologio, prima che si sentisse la risposta dell’Orco Sporco: <<Siiii!!!!!>>. Il Mago si chiuse bene nel suo abito di petali neri, e cominciò a salire il sentiero. Dopo la prima curva, schivò una statua di burro andato a male. Salendo ancora, per un pezzo, camminò su un ammasso di ferro vecchio, poi si trovò in una pozza d’acqua nera, dove galleggiavano pezzi di pasticcio e bottiglie di plastica. Dopo la pozza, ci furono le ragnatele fatte di spaghetti, ci fu la pioggia di fagioli marci, la giungla di canne da pesca sporche luride e altre mille schifezze. Ma il vestito di petali, riparava il Mago da tutto quello sporco. Arrivato in cima alla collina, il Mago, si trovò di fronte l’Orco Sporco, che stava mangiando a piena bocca. <<Senti, Orco Sporco, venire a casa tua è uno schifo.. perché non ti mangi le cose che hai sul sentiero, così resta tutto più pulito?>> <<Mi piacerebbe! Ma non posso>> rispose l’Orco: un essere gigantesco che aveva le gambe come due alberi e il corpo sembrava far venire notte, tanto faceva ombra. La bocca faceva il giro di tutta la testa, che era grande come centomila piani. E lui mangiava, mangiava, mangiava. <<Sai Mago, io mangio sempre e solo una cosa, e solo quella. Per non mangiare, ho provato a chiudere la bocca, ma se la chiudo davanti si apre dietro e se la chiudo dietro, mi si spalanca davanti e inghiotte da sola il cibo che posso mangiare, inesorabilmente!>> <<Tutto il bosco prova a portarmi qualcos’altro da mangiare. Chi mi porta ferro, legno, marmo, chi pasticcio, sughi, bistecche, dolci, pane olio, barche e guarnizioni di gommone, gru, pietre e cemento, oro, tegole, campane, camion e moto, libri, penne, panni sporchi, ferri da stiro, aerei, scatoloni… di tutto! Ma io posso mangiare solo una cosa, quella cosa!>> <<Ma che cosa?> chiese il Mago <<Cosa mangi!?!>> <<Il Tempo!!>> <<Io mangio solo Tempo! Per tutto il tempo, Tempo! Ogni tempo, Tempo! Finchè ci sarà, io lo mangerò!!>> << Allora… tutto il resto che hai su questa collina è… è…tempo perso?!>> <<Già! Sono tutti tentativi degli esseri del bosco per fermare il tempo, se io non mangiassi più il Tempo, tutto si fermerebbe e non esisterebbero diversità, perché senza Tempo tutto è inverosimile. Si potrebbe essere qua e là, nello stesso tempo e, quindi, praticamente da nessuna parte. E se non si è da nessuna parte, non si è. E se non si è, non c’è diversità tra esseri diversi, che diventerebbero “non-esseri” tutti quanti, quindi tutti uguali. Questo permetterebbe agli esseri del bosco di esistere da qualsiasi parte, e quindi anche nel mondo degli umani, e questo gli umani non possono sopportarlo; morirebbero di troppa fantasia, e io devo salvare gli umani, ma anche il mondo magico, quindi, mangio il Tempo!>>. <<Ah!... va bene. Ma dimmi, Orco Sporco, non è che hai qualche scatolone di pensieri felici che ti avanza?>> <<Lo scatolone c’è senz’altro, ma credo che sarà vuoto. Comunque, fai il giro della collina e, girato l’angolo di Balle di Cannone, troverai il “reparto scatole”. Batti 16 volte e mezzo le mani e lo scatolone verrà lui da te. Ah! Mi raccomando, non lasciare disordine!>>
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