Morgan la prese da dietro, si spinse nel suo più intimo essere e si abbandonò a quelle sensazioni che così a lungo aveva immaginato: avendo nel sangue l’eterno moto della marea, si sollevò in lei, la riempì, e si ritrasse, e di nuovo le dilagò dentro, in maniera lenta e dolce.
L’albero di maestra divenne un totem, intorno al quale tredici uomini invidiarono, odiarono, benedissero, biasimarono il loro capitano per la dimostrazione di potere, ambizione, lussuria e follia.
«Vostro marito vi ha mai amato sul ponte di una nave da guerra? Una nave in grado di conquistare una città difesa da mura, bastioni e guarnigioni di lucenti soldati?»
Ella sospirava, agitandosi e facendo tintinnare le catene ai polsi, cosa che fece aumentare la voglia dell’uomo: «Vi ha reso mai donna sulle assi intrise del sangue di troppi combattimenti?»
Ora Morgan la teneva per il rame dei capelli, mentre con un braccio la cingeva da sotto la vita, per poter esplodere meglio l’impulso che gli si agitava in corpo.
La Santa Roja urlò, scuotendosi tutta per il piacere.
Il pirata rallentò, fin quasi a fermarsi quando lei sospirò poche parole: «Non mi ha mai amato, in verità…»
Il pirata la trasse a sé, strappandole un grido di stupore, e la avvolse in un abbraccio, scoprendole i seni sodi e della misura perfetta per le sua mani forti e avide.
«Avete dunque sempre e solo avuto un marito, ma non un uomo…»
Lei esclamò: «Diceva: “Col tuo permesso, mia cara, eserciterò le prerogative di un marito”. Ah, che disprezzo che ho per lui!»
Morgan le afferrò i seni e la fece piegare nuovamente in avanti, e le si abbatté sui lombi come la tempesta sulle scogliere di Santo Domingo.
«Non mi ama», continuò lei, tra i gemiti, «Lo lusinga l’idea che sia io ad amarlo: ciò gli dà fascino ai suoi stessi occhi…»
«Avete mai udito di uomo più stolto in vita vostra, signori?», Morgan, senza minimamente degnarli di uno sguardo, si rivolse ai capitani.
I bucanieri mormorarono qualcosa di incomprensibile, elettrizzati e paralizzati allo stesso tempo dall’eccitazione.
La brezza dondolava la barca, e il capitano ora saggiava le correnti di quel mare caldo e denso che sentiva sotto il timone: ne solcava i flutti con sicurezza, si portava sulla cresta dell’onda, per poi tagliarla e tessere trame di spuma bianca sul fluido oceano di cristallo. Infine rallentò, affinché lei gli potesse parlare ancora, con la voce rotta dal godimento.
«Sa solo pavoneggiarsi… Quando mi conduce per la via i suoi occhi dicono: “Guardate la donna che ho sposato! Nessun uomo comune avrebbe potuto sposare una donna simile… Ma io non sono un uomo comune.” Lui, in realtà, ha paura di me…»
