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LA SANTA ROJA - Capitolo 9

Post n°292 pubblicato il 10 Ottobre 2013 da SixPix
 

Gli uomini sulla coperta osservavano ammaliati, deliziati: si impersonificarono in quell’uomo che, pur essendo un cuore impavido ed un avventuriero, mai aveva dato adito al sospetto di essere passionale in una maniera così selvaggia e istintiva. Il tempo si fermò mentre gli occhi scivolavano sul corpo della Santa Roja, scosso dalle onde del mare in tempesta, sbattuto fra i marosi di un piacere così forte e mai esperito prima. E nei loro cuori un brivido di incertezza li colse, perché capirono che mai sarebbero potuti essere come Henry Morgan, forse nemmeno in mille vite.

Poi il cielo che teneva uniti i due amanti si aprì e riversò pioggia benedetta e luce liquida sul mondo: ella si inarcò, spalancando la bocca ma senza trovare la voce; l’urlo le si concretizzò negli occhi, che divennero cristalli duri e aguzzi per poi collassare in pozzi profondi e neri. Il pirata quasi le si stese addosso, appoggiando il petto sulla seta profumata della schiena, e, continuando a profanarne le carni, mugghiò ed emise un suono basso e profondo che si propagò nel crepuscolo, azzittendo per un attimo lo stridio degli uccelli, il guazzare dell’acqua lungo gli scafi, lo scricchiolare di assi e sartiame. Lo udirono anche sulla spiaggia, perché gli uomini acclamarono quel suono come l’inizio dei bagordi, come la vittoria definitiva e tanto attesa.
La Santa Rossa emetteva singulti sorpresi ad ogni contrazione muscolare del pirata, ancora preso dal delirio e dalla perdizione del piacere; le sue mani incominciarono a scivolare sul legno stagionato dell’albero, fino a poggiarsi sul tavolato del ponte.
Anche se il destino sembrava condannarla a subire la violenza da parte di tutti i bucanieri, a lei non importava, perché non avrebbe più potuto sentire nulla dopo di lui, non avrebbe potuto provare piacere, né dolore alcuno; sarebbe esistita solo la sensazione, il ricordo della conquista del suo cuore da parte di un uomo tenebroso e potente, del suo cuore che era capitolato, raccolto da Henry Morgan e sfogliato come fosse stato il fiore più bello del giardino dell’Eden.


 
 
 
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