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DEVILS&DUST - ULTIMO GRANDE SPRINGSTEEN
Post n°6 pubblicato il 24 Ottobre 2005 da davidesigner
Con queste recensioni voglio nominare i grandi della musica anche non più giovanissimi che hanno dato lo spunto ai BON JOVI degli anni ‘80 e di oggi. Un influsso predominante nelle ballad da parte di Springsteen e un impronta decisiva per quanto riguarda la voce catturata da Tayler degli Aerosmith! Questa ennesima recensione dunque e quelle che verranno saranno da apripista per chiunque voglia conoscere più approfonditamente i BON JOVI veri! A trent'anni esatti dalla pubblicazione del suo primo capolavoro ("Born To Run", 1975), Bruce "The Boss" Springsteen torna con un nuovo disco, acustico e realizzato senza l'aiuto della E-Street Band. Un vezzo usuale, da quando nel lontano 1982 pubblicò quel fantastico "Nebraska", che a detta di molti resta il suo miglior lavoro: registrato a casa su un 4 piste, ospiti solamente una voce flebile e dolorante, una chitarra e un'armonica, fuori solo neve e disperazione. Seguì poi nel 1995 "The Ghost Of Tom Joad", sulle orme del padre Woody Guthrie, bello ma forse sopravvalutato. E infine questo "Devils & Dust", fresco di stampa e che conferma la cadenza decennale del suo bisogno di confessione acustica. La parte più interessante sono sicuramente, e non ci aspettavamo altro, i testi, come sempre riflesso di uno sguardo duro e critico nei confronti di un'America che ha scelto la strada della paura e della violenza (di quella diretta conseguenza) in seguito al terrificante attacco alle Twin Towers (di cui "The Rising" nel 2002 costituì testimonianza immediata). "We've got God on our side/ We're just trying to survive/ What if what you do to survive/ Kills the things you love/ Fear's a powerful thing", veramente un ritratto appena abbozzato ma "essenziale" della psicologia americana post-11 Settembre. E' il passaggio centrale dell'eponima traccia d'apertura, un folk diretto e scabro nella migliore tradizione del genere. A seguire "All The Way Home", un brano totalmente springsteeniano: ritmo liquido e incalzante (alla batteria figura nell'album Steve Jordan, supportato dal basso di O'Brien), chitarre jingle-jangle (acustica ed elettrica) e armonica in corsa verso casa al crepuscolo. Il passaggio "Well Now Old Fears And Failures/ Baby They Do Linger/ Like The Shadow Of That Ring/ That was On Your Finger" sembra riecheggiare il tema della canzone "The River", la disillusione e l'incompiutezza di ogni esistenza e la persecuzione dei ricordi. La country ballad "Reno" nulla aggiunge e nulla toglie al genere, mentre "Long Time Coming" ospita il violino di Soozie Tyrell (recentemente aggiuntasi alla line-up della E-Street Band), che rievoca paesaggi parsoniani e respira l'aria rarefatta della nostalgia e della speranza. "Black Cowboys" dimostra come lo story-telling del jerseyiano non si sia ancora esaurito e come la sua voce calda e profonda sia in grado di raccogliere brandelli di vita e donar loro un valore universale, raccontando di come lui "lay at night his head pressed to her chest listening to the ghost in her bones". "Maria's Bed" è sicuramente il pezzo meglio riuscito del lavoro, che unisce un appeal decisamente poppy e soul a un sapore country che evoca i campi di grano del Sud degli States, con tutto l'immaginario che li attraversa. Bruce canta qui stranamente in falsetto e il ritmo quasi sbilenco, ma in corsa verso il futuro con speranza (ancora il violino a smussare ogni asperità), schiude al cuore insperate visioni di luce. Alla versione su cd è allegato un Bonus Dvd contenente l'intero album in versione Dolby Digital 5.1 e un video del regista David Clinch, che riprende l'esecuzione totalmente acustica (voce, armonica e chitarra) di cinque brani tratti dall'album. "Devils & Dust" riconferma la ritrovata vena artistica del Boss dopo l'oscura parentesi degli anni Novanta e l'intermittente avvio di millennio di "The Rising", ma, percorrendone i solchi, non si può evitare di rimpiangere i tempi in cui, ancora giovane, cantava "At night on them banks I'd lie awake/ And pull her close just to fell each breath she'd take...". |
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