Prepara un agguato, balza, poi si accuccia, infine fa le fusa: improvvisamente, però, tira fuori le unghie.
«Non esistono gatti da soccorso, gatti da guardia Sui gatti, nessuno si fa illusioni. I gatti sono gatti e chi ne possiede uno in carne e ossa lo sa bene».
Divinità per gli egizi, entità diabolica nel Medioevo, compagno di meditazione per filosofi
quali Cartesio e Voltaire, animale domestico mai davvero addomesticato,
Qualsiasi altro animale domestico è sociale allo stato brado: il gatto no, è anzi assolutamente solitario in natura. Eppure, a livello puramente anatomico,
ben poco differenzia il micio che sonnecchia sul divano dal suo parente
selvatico. Il gatto domestico ha matenuto molte delle caratteristiche asociali e persino antisociali del suo analogo selvatico: territorialismo, diffidenza, avversione ai cambiamenti improvvisi, tendenza a "spruzzare"
di urina il territorio (che si tratti di un albero o di un comò, poco
importa). Le cose che il Felis silvestris fa e quelle che non fa, nel
suo ruolo di gatto domestico, ormai da 4mila anni,
sono sempre state presenti nel suo patrimonio biologico: a questo
livello, le differenze tra la stirpe dei gatti domestici e quella dei
gatti selvatici sono sottilissime.
Anche nel rapporto tra sessi i gatti domestici restano imbevuti del loro retaggio evolutivo. La struttura territoriale e sociale tipica del mondo felino sembra ottimizzata per incoraggiare scontri violenti tra maschi e femmine, persino nell'accoppiamento:
il pene del gatto, per esempio, è ricoperto di piccole appendici simili
a spine che - dopo la penetrazione e l'eiaculazione - provocano una
stimolazione molto dolorosa della vagina quando l'organo maschile si
ritrae. È probabilmente questa la causa del comportamento della femmina
subito dopo l'atto sessuale: alla fine del rapporto essa immancabilmente si volta e sferra una violenta zampata sul naso del
maschio. Baruffe sessuali a parte, nel loro stato naturale i gatti
ingaggiano dispute solo per il controllo del territorio. La lotta
termina quando uno dei contendenti abbandona il campo:
non c'è bisogno di ulteriori umiliazioni. Per questo motivo, nella
storia dell'evoluzione del Felis silvestris, si è data particolare
rilevanza allo sviluppo dei segnali aggressivi.
Molto
è dato anche dal carattere: ci sono gatti intraprendenti e gatti
timidi, amichevoli e ostili: ma tutti, o quasi, mostrano di non avere
alcun interesse nel dimostrare agli uomini di saper fare qualcosa.
Ecco perché «quando scegliendo a caso tra persone con stili di vita e
formazioni differenti, ci si chiede se siano più
intelligenti i cani o i gatti, i cani vincono a man
bassa». Ma «i padroni dei gatti hanno da tempo escogitato la loro
replica a quasta calunnia popolare, ovvero che i gatti sono
semplicemente troppo intelligenti per mettersi a fare tutti quegli stupidi giochetti che
i cani eseguono volenterosamente e che sembrano impressionare
facilmente quell’umanità già così impressionabile di cui facciamo
parte».
Questo articolo mi e' piaciuto molto forse voi non lo troverete interessante, forse direte ma perche non scrive quello che pensa lei sui gatti? avete ragione poi scrivero' anche cio che penso io ora beccatevi questo!!