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Post N° 8
Post n°8 pubblicato il 17 Luglio 2007 da saldon
Tag: informazioni PERCHE’ RICICLARE Al giorno d'oggi la consapevolezza del problema ambientale risalta dalle priorità che, non solo i singoli governi nazionali, ma anche a livello di politiche internazionali, vengono intraprese nell'ambito del risparmio delle risorse naturali ed energetiche attraverso la produzione di beni riciclabili, e nell’ambito della riduzione del volume di rifiuti tramite il riciclaggio. Questo è solo un aspetto dell’aumentata sensibilità verso la più generale problematica riguardante la valutazione dell’impatto che hanno le attività umane sull'ambiente. In quest'ottica è nato, ed ha assunto sempre maggior rilievo, il concetto di sviluppo sostenibile, cioè di uno sviluppo economico che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Ciò si traduce nella necessità, ormai inderogabile, di calibrare i comportamenti ed i consumi umani alla capacità di carico del pianeta tramite un'oculata gestione delle risorse naturali (specie quelle esauribili) al fine di evitarne lo spreco e il depauperamento. Man mano che il livello di benessere della società è cresciuto, è aumentata notevolmente anche la quantità dei consumi e dei relativi rifiuti: cambiando gli acquisti della famiglia è cambiato pure il loro impatto sull'ambiente. Ad esempio sessant’anni fa, le famiglie italiane, utilizzavano a tavola l'acqua dell'acquedotto comunale; latte, olio e vino venivano acquistati sfusi presso gli specifici rivenditori dai quali il consumatore si recava con l'apposito recipiente. Pane, pasta, riso, legumi, formaggio e salumi venivano acquistati sciolti e avvolti in carta. L'incremento del reddito familiare congiunto al progresso tecnologico, che ha visto l'introduzione e la rapida diffusione nel mercato delle scatole e di altri tipi di contenitori, hanno portato a rapide modifiche nel comportamento dei consumatori. Il cambiamento, dunque, negli acquisti e nei consumi non ha riguardato solamente la quantità, la qualità e la varietà dei beni oggetto di consumo, ma si è manifestato anche con riferimento al modo in cui le diverse merci sono state, nel tempo, offerte e consegnate ai compratori-consumatori. La cosiddetta società dei consumi è diventata rapidamente la società degli sprechi degradando infine nella società dei rifiuti in conformità alla seguente equazione: spreco di risorse = rifiuti Il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani è nato e si è sviluppato proprio in questo contesto; esso è strettamente collegato alla qualità dei consumi che vengono effettuati e che, a loro volta, risultano direttamente dipendenti dalle risorse a disposizione del consumatore. In futuro, dunque, per evitare il collasso ambientale sarà necessario rivedere tempi e modi dello sviluppo economico sia delle aree cosiddette industrializzate sia di quelle in via di sviluppo. In altre parole c’è bisogno di uno sviluppo economico che non si preoccupi solo dei problemi di un mercato globale sempre più "affamato" di qualità e quantità, ma che sia pure sensibile alle problematiche ambientali e quindi, nello specifico, sia rivolto a sviluppare quei processi produttivi che mirano al riciclaggio. Questo perché è necessario rivoluzionare il concetto di riciclaggio trasformandolo da quello che è attualmente considerato cioè "un’antieconomica operazione di chiusura di ciclo produttivo", imposta più da allarmistiche quanto sterili (anche se ciò non dovrebbe essere!) considerazioni di carattere ambientale che da lucida programmazione, in un vero e "processo produttivo ben pianificato", cioè in una risorsa economicamente conveniente, anche con il supporto di una valida e apposita legislazioni in materia, che coniughi il tanto ricercato ritorno economico con il benessere ambientale e sociale. Ebbene il riciclaggio dell’alluminio si presta molto bene allo scopo!
LA GESTIONE DEI RIFIUTI DI IMBALLAGGIO Negli ultimi decenni, il volume e la varietà della produzione di rifiuti sono stati accelerati dallo sviluppo economico e tecnologico, dal crescente livello dello standard di vita e dai conseguenti cambiamenti delle abitudini dei consumatori. Un numero sempre maggiore di Paesi ha raggiunto il limite delle possibilità offerte da una gestione tradizionale dei rifiuti e, conseguentemente, l'attenzione viene focalizzata sulla conservazione delle risorse, sul risparmio energetico e sulla minimizzazione dei volumi di rifiuti tramite la produzione di beni (esempio le automobili) ed imballaggi riciclabili (le lattine di alluminio, appunto). Proprio negli imballaggi è stata individuata la possibile soluzione di questi problemi ricercando di volta in volta materiali che fossero in grado non solo di soddisfare la loro finalità principale che è quella di contenere beni consentendone lo spostamento nello spazio e la loro conservazione nel tempo, ma anche tutta una serie di finalità accessorie imposte dall'attuale sistema dei consumi tipo: la presentazione di prodotti, di riconoscimento immediato di una marca, di attrazione nei confronti dei consumatori e non ultima di informazione sui prodotti ivi contenuti. Le problematiche dei materiali da imballaggio coinvolgono l'intera società, e quindi già in passato diversi Paesi hanno messo in atto misure volte a ridurre l'impatto dei prodotti da imballaggio usati sul flusso dei rifiuti, adottando specifici obiettivi di recupero e riciclaggio. Per stabilire schemi legislativi validi per tutti i membri dell'Unione Europea e per armonizzare le misure specifiche di ciascun Paese, l'U.E. ha adottato una direttiva per tutti i materiali da imballaggio, a cui gli stati membri si sono dovuti adeguare nel 1996, con obiettivi da raggiungere entro il 30 giugno 2001 (l’Italia ha provveduto a ciò con il decreto Ronchi), cioè il recupero del 50-65% dell'imballaggio utilizzato ed il riciclaggio del 25-45%, con un minimo del 15% per ogni materiale da imballaggio. Agli stati membri è consentito fissare obiettivi maggiori, sempre che il riciclaggio del materiale da imballaggio raccolto abbia luogo secondo modalità conformi ed autorizzate. L'Europa tuttavia si presenta con un'ampia varietà di culture e abitudini dei consumatori, diverse pratiche di gestione dei rifiuti e disponibilità locali per il riciclaggio, e differenti risorse finanziarie disponibili, per cui, ovviamente, l'attuazione delle direttive cambia a seconda del paese considerato. Analogamente variano le responsabilità assunte riguardo alla gestione dei rifiuti derivanti dai materiali da imballaggio, che differiscono enormemente a seconda dei Paesi. I sistemi di recupero sono indirizzati: - verso tutti i materiali da imballaggio, come in Germania; - verso alcuni materiali selezionati, come per esempio verso i materiali tradizionalmente definiti "riciclabili", come quelli in alluminio rigido, i contenitori in vetro o in plastica, la carta ed il cartone, l’acciaio. Sono poi disponibili sistemi di scambio e, in alcuni Paesi, combinazioni tra i vari sistemi. Inoltre in Paesi come la Svezia, la Norvegia e la Finlandia, sono attivi sistemi di deposito per contenitori di bevande, mentre un certo numero di altri Paesi effettua raccolte separate. Altri Paesi ancora recuperano i materiali da imballaggio usati attraverso i rifiuti domestici, e li lavorano negli impianti di incenerimento. Da rilevare come in alcuni Paesi i contenitori per bevande ricevono ulteriore attenzione: nonostante il sistema onnicomprensivo per tutti i materiali da imballaggio, la Germania impone una quota di riutilizzo del 72% nel campo delle bevande, e la Danimarca, grande esportatrice di birra in imballaggi a perdere, è l'unico Paese in Europa con un divieto totale per contenitori a perdere per "soft drink" e birra. La responsabilità del recupero del materiale da imballaggio ed i relativi costi sono riconducibili: - all’industria stessa, come in Germania, Austria, Svezia, Belgio, Regno Unito o Svizzera (Paese non aderente all’U.E.); - alle autorità locali, come in Olanda e in Danimarca; - oppure si tratta di una responsabilità condivisa tra le municipalità e l’industria, come in Italia, Spagna e Francia. Per coprire i costi si applicano tasse sul prodotto imballato/pieno da immettere sul mercato, oppure sull’intera catena di imballaggio che ne deriva, a seconda della "responsabilità". Questa di solito viene condivisa con l’accordo tra i componenti della catena dell’imballaggio. Per gestire tutte le mansioni relative al recupero ed alla conseguente valorizzazione degli imballaggi in generale e agli imballaggi di alluminio in particolare, nel tempo si sono create organizzazioni specifiche nei vari Paesi, per iniziare, promuovere, coordinare e monitorare tutte le attività soggette a responsabilità (In Italia per quanto riguarda la valorizzazione degli imballaggi in generale, è stato costituito il CO.NA.I., mentre per la valorizzazione degli imballaggi di alluminio è stato costituito il C.I.AL.)
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Inviato da: silvia.to
il 15/07/2007 alle 17:52
Inviato da: silvia.to
il 28/06/2007 alle 10:13
Inviato da: stabia_info
il 25/06/2007 alle 13:07
Inviato da: saldon
il 24/06/2007 alle 21:29
Inviato da: silvia.to
il 22/06/2007 alle 09:36