Si può essere amici per sempre anche quando le vite ci cambiano ci separano e ci oppongono. Si può essere amici per sempre anche quando le feste finiscono e si rompono gli incantesimi....
Cari amici ed estimatori dei Pooh, per il nostro terzo incontro vi presento uno dei brani più significativi della loro carriera e non solo perchè valse loro la vittoria al Festival di Sanremo nel 1990.
Si tratta di "Uomini soli", una canzone dalla musica quasi sussurrata, dolce, a fare soltanto da sottofondo ad un testo incredibilmente attuale anche oggi con un'analisi poetica, ma lucida e dura di quanto può essere grande la solitudine.
Un brano che quando uscì spiazzò i critici e il pubblico: un brano per chitarra acustica, tastiere e voce (più xilofoni in alcuni passaggi drammatici), ma senza percussioni, senza i consueti cori, quindi inusuale, imprevedibile. Ma ricco di pathos nei contenuti, di emozione che esplode nell'invocazione a Dio posta al culmine del ritornello.
"Uomini Soli" parla a tutti noi: io credo che la maggior parte degli ascoltatori si possa identificare in quello che viene affermato perchè esso ha un grande fondamento di verità. Sono messi in rilievo i numerosi nodi conflittuali nella realzione con l'altro sesso, per esempio, o la difficoltà di riprendersi dopo una sconfitta o ancora l'impossibilità di essere se stessi senza pagarne amare conseguenze.
Chi non ha mai provato una di queste situazioni? E, forse, come cantano i Pooh ha anche cercato risposte nel divino. Tutti motivi, dunque che ci spingono ad apprezzare ancor oggi questa canzone, anche se in fondo ciò che conta veramente è mettersi in ascolto e godercela... Un caro saluto con affetto,
Li incontri dove la gente viaggia, e va a telefonare, col dopobarba che sa di pioggia, e la ventiquattro ore, perduti nel corriere della sera, nel va e vieni di una cameriera, ma perché ogni giorno viene sera? A volte un uomo è da solo perché ha intesta strani tarli, perché ha paura del sesso o per la smania di successo. Per scrivere il romanzo che ha di dentro, perché la vita l'ha già messo al muro, o perché in un mondo falso è un uomo vero. Dio delle città e dell'immensità, se è vero che ci sei e hai viaggiato più di noi, vediamo se si può imparare questa vita, e magari un po' cambiarla, prima che ci cambi lei. Vediamo se si può, farci amare come siamo, senza violentarci più, con nevrosi e gelosie. Perché questa vita stende, e chi è steso o dorme o muore, oppure fa l'amore.
Ci sono uomini soli per la sete d'avventura, perché han studiato da prete o per vent'anni di galera, per madri che non li hanno mai svezzati, per donne che li han rivoltati e persi, o solo perché sono dei diversi. Dio delle città e dell'immensità, se è vero che ci sei e hai viaggiato più di noi, vediamo se si può imparare queste donne e cambiare un po' per loro, e cambiare un po' per noi. Ma Dio delle città e dell'immensità, magari tu ci sei e problemi non ne hai. Ma quaggiù non siamo in cielo, e se un uomo perde il filo, è soltanto un uomo solo.
Inviato da: francyrov1
il 05/10/2014 alle 20:50
Inviato da: soliinmezzoallagente
il 11/08/2014 alle 14:35
Inviato da: ginevra66_2012
il 27/07/2014 alle 17:19
Inviato da: dolly.1
il 11/06/2014 alle 00:31
Inviato da: AngelaUrgese2012
il 15/05/2014 alle 18:28