BORDERLINE

una vita in bilico tra sogno e realtà

Creato da stella_errante il 08/02/2010

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

I miei Blog Amici

Citazioni nei Blog Amici: 1
 

Ultime visite al Blog

Ery1903pavanaleg.giribonomontediserapaccamiccio.michelabelfagor67Shabalakaduianortersaylorlanimaviva52dglramona.casilifrank8dglbanettaalexia733iaiastyle
 

Ultimi commenti

sinceramente non saprei quale scegliere tra tutte...
Inviato da: stella_errante
il 08/11/2012 alle 11:48
 
..... belle di Lucio Battisti. Andrea
Inviato da: marzo1941
il 03/11/2012 alle 14:05
 
In assoluto una delle canzoni pi\
Inviato da: marzo1941
il 03/11/2012 alle 14:04
 
Grazie e buona vita!
Inviato da: stella_errante
il 23/08/2012 alle 18:11
 
Anche io penso che che si possa ricominciare, che qualcosa...
Inviato da: piccolale_85
il 22/08/2012 alle 18:03
 
 

Chi puņ scrivere sul blog

Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« ROSSO SU SFONDO BIANCOLontano dagli occhi ma v... »

La dolcezza del Carnevale

Post n°182 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da stella_errante
Foto di stella_errante

Tanti nomi per il dolce tipico della tradizione carnevalesca, fatto con un impasto di farina fritto o cotto al forno.

Regione che vai, nome che trovi. Nel pieno dei festeggiamenti di Carnevale, non è raro sentir chiamare con un nome diverso da quello che conosciamo il medesimo dolce tipico di questo periodo, fatto con un impasto di farina fritto o cotto al forno su cui non deve mai mancare una spolverata di zucchero a velo.

Se in Liguria queste delizie a forma di striscia sono conosciute come bugie, in Toscana si dice cenci o crogetti, nel Sud Italia ma anche a Milano o Parma si chiamano chiacchiere mentre nel centro Abruzzo sono le cioffe. E ancora frappe a Roma, Viterbo, Perugia e Ancona, ma sfrappole in Romagna e sfrappe nelle Marche, a Piacenza sono conosciute come sprelle e a Trento come crostoli, a Vercelli sono i gali, a Venezia i galani e a Padova e Verona sosole.

In qualunque modo le si voglia chiamare, il risultato è sempre lo stesso: ad ogni Carnevale che si rispetti non possono mancare e, chi vuole un modo più alternativo per gustare il dolce della tradizione, può provarle a coprirle di miele o cioccolato, innaffiarle con liquore o servirle con mascarpone montato. Le chiacchiere o frappe che dir si voglia vantano una tradizione piuttosto antica, risalente a quella delle frictilia, ovvero i dolci fritti nel grasso di maiale, a forma di pizzetta, che nell'antica Roma venivano preparati durante il periodo di Carnevale. Le frictilia erano vendute per strada dalle donne anziane col capo cinto d'edera.

I vari nomi che sono derivati dalle antiche frictilia non sono frutto tanto della ricetta con cui sono preparate, quanto piuttosto alle diverse forme con cui la sfoglia di pasta viene tagliata. I crostoli, ad esempio, sono molto semplici, quasi rettangolari, resi meno grezzi arricciando il bordo con la rotella dentata. I galani vengono invece tagliati a forma di nastro di varie lunghezze, appunto galan. C'è chi invece lega l'origine del nome più ad un suono onomatopeico: sgranocchiando le frappe si sente subito qualcosa di estremamente friabile che si rompe appena arriva alla bocca.

E gli ingredienti? 500 grammi di farina, 50 grammi di burro, 25 ml di grappa o di un altro liquore, 6 grammi di lievito in polvere, un pizzico di sale, tre uova medie, 70 grammi di zucchero e una bustina di vanillina, senza scordarsi l'olio per friggere chi non opta per il forno e lo zucchero a velo quanto basta.
F. G.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963