Creato da shinano il 01/07/2008
Storia delle navi da guerra, battaglie navali

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battaglia di Waterloo (18.06.1815)

Foto di shinano

Oggi si festeggiano i duecento anni dalla Battaglia di Waterloo (più corretto sarebbe dire battaglia di Mont Saint-Jean), uno scontro che ha cambiato il destino dell'Europa.

Sul piano tattico lo scontro si può riassumere in un gigantesco catenaccio da parte di Wellington che per otto ore si è limitato a difendersi senza spostarsi di un metro ed in un inutile e sterile attacco frontale di Napoleone.

Il catenaccio all'italiana alla fine ha prevalso sulla dinamicità del gioco dei francese grazie anche all'aiuto in extremis delle truppe prussiane.

Se vi interessa un libro sulla battaglia vi consiglio questo, anche se un pò datato è davvero interessante.

Libro: Waterloo la battaglia
Autore: Alessandro Barbero
Editore: Laterza
Anno: 2003

Recensione: libro molto interessante sulla battaglia di Waterloo, semplice e chiaro nelle spiegazioni ed avvincente nella trama.

Difetti: a mio giudizio sarebbe stato doveroso trattare per lo meno a grandi linee le battaglie di Ligny (contro i prussiani) e di Quatre Bras ( contro gli inglesi) come antefatto alla battaglia di Waterloo. I due scontri sono continuamente citati ma non vi è alcun accenno a come si svolsero effettivamente. Lo stesso dicasi per la battaglia di Wavre combattuta da Grocuhy contro i prussiani in parallelo con la battaglia di Waterloo, del quale non c'è alcun accenno.

Pregi: chiarezza nel racconto dello scontro, capacità di sintesi e di divulgazione.

Dal libro si apprendono i seguenti particolari degni di nota:
•a Waterloo comparvero i primi fucili a canna rigata (Baker Rigfle), appartenevano ad una compagnia d'elite inglese, il 95° fucilieri, che fu decisiva nel crollo finale della media guardia per la conquista di Mont Saint Jean;
•nello scontro nel castello di Hougmont non è vero che pochi inglesi tennero impegnati quasi metà dell'esercito francese, in realtà furono impegnati 14.000 francesi contro 12.000 inglesi, quest'ultimi si avvicendarono per tutta la giornata alla difesa del caposaldo;
•non è vero che a Waterloo la Vecchia Guardia crollò. A crollare ed a far perdere la battaglia a Napoleone furono i reggimenti della Media e Giovane Guardia (1/3°, 2/3°, 4° cacciatori e 1/3 e 1/4° granatieri). La Vecchia Guardia combattè con eroismo contro i prussiani a Plancenoit (dove mille baionette del ½° granatieri e 1/2° cacciatori cacciarono dal villaggio quasi 10.000 prussiani) e seppe ripiegare con ordine dopo il crollo della Media e Giovane Guardia, provocando perdite notevoli agli attacchi della cavalleria inglese.

In definitiva un buon libro del quale ne consiglio la lettura.

 

 
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Finale di Champions League 2015, ripetizione della battaglia di Zama?

Foto di shinano

Vista in retrospettiva la partita tra la Juventus ed il Barcellona, finale di Champions League 2015, ha ricalcato abbastanza fedelmente la battaglia di Zama, combattuta tra Annibale e Scipione l'Africano nel 202 a.c. ed atto conclusivo della seconda guerra punica.

Vediamo ora le varie fasi:
1) attacco inconcludente degli elefanti (pressing della Juventus nei primi cinque minuti)
2) fuga rovinosa della cavalleria cartaginese (sbandamenti della difesa della Juventus e goal di rakitic)
3) rotta della prima e seconda linea punica (occasioni da goal per il barca nel primo tempo)
4) contrattacco violento dei mercenari punici reduci dalla campagna italiana (goal di Morata e fallo da rigore su Pogba non fischiato) con sensazione di vittoria imminente e sconfitta clamorosa delle legioni romane
5) improvviso ritorno della cavalleria di Massinissa (Suarez e Neymar) e crollo della fanteria cartaginese con disfatta finale dell'intero esercito (secondo e terzo goal).

 
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La ComunitÓ Europea Ŕ nata nel 1914?

Foto di shinano

Oggi quasi tutti gli europei si lamentano per il fatto che la Comunità Europea sia dominata politicamente ed economicamente dalla Germania. Ci chiediamo stupiti come mai siamo arrivati a questo punto e perché i nostri politici si siano lasciati dominare dai tedeschi senza tentare di ribellarsi.
Come spesso accade tutto era stato scritto molti anni fa, per l'esattezza nel 1914. Con il Septemberprogramm (settembre 1914) i cari tedeschi avevano previsto la creazione della «Mitteleuropäischer Wirtschaftsverband» un'associazione economica europea dominata dalla Germania con tutti gli altri Stati ridotti al rango di vassalli e di servi.
Ci sono volute due guerre mondiali, più di ottanta milioni di morti ma alla fine i teutonici ce l'hanno fatta a far digerire all'intera Europa il loro programma economico ed a dominarci a loro piacimento.
Complimenti a loro ed ai nostri politici che nel 2000 ci hanno fatto pagare una tassa per diventare servi dei tedeschi!


Il Septemberprogramm (programma di settembre) era un progetto sviluppato dal cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg il 9 settembre 1914, cinque settimane dopo l'inizio della prima guerra mondiale. Questo piano descriveva dettagliatamente gli ambiziosi obiettivi di guerra tedeschi dopo la prevista rapida vittoria.

Eccovi il nucleo centrale :
Creazione della «Mitteleuropäischer Wirtschaftsverband», un'associazione economica mitteleuropea, ispirata alla visione del suo ideatore Walther Rathenau - da realizzare attraverso l'unione doganale di «Francia, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Austria-Ungheria, Polonia e, eventualmente, Italia, Svezia e Norvegia»- dominata dalla Germania, ma apparentemente egualitaria. Tra i suoi membri sarebbero stati inclusi gli appena creati stati cuscinetto ritagliati a ovest dell'Impero russo come la Polonia, che sarebbero rimasti sotto la sovranità tedesca "per sempre". "Questa associazione, senza organi direttivi costituzionali comuni, caratterizzata esternamente da parità di diritti tra i suoi membri, ma in effetti sotto direzione tedesca, dovra stabilire il predominio economico della Germania sull'Europa"

 

 

 
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07.10.1571 battaglia navale di Lepanto

Post n°57 pubblicato il 07 Ottobre 2014 da shinano
 
Foto di shinano

Oggi, 07.10.2014 è il giorno della Beata Vergine del Rosario, data fondamentale per la cristianità in quanto si ricorda la domenica del 07.10.1571, nella quale la flotta riunita cristiana distrusse a largo di Lepanto due terzi della flotta turca, ponendo fine all'egemonia musulmana sul Mediterraneo e dando inizio alla lenta ma costante cacciata dei maomettani dall'Europa che culminerà nel 1918 con la fine dell'Impero della Sublime Porta.

Si allega una breve sintesi dell'evento:

La battaglia di Lèpanto fu uno scontro navale avvenuto il 7 ottobre 1571, nel corso della guerra di Cipro, tra le flotte musulmane dell'Impero ottomano e quelle cristiane della Lega Santa che riuniva le forze navali della Repubblica di Venezia, dell'Impero Spagnolo (con il Regno di Napoli e di Sicilia), dello Stato pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia, del Granducato di Toscana e del Ducato d'Urbino federate sotto le insegne pontificie.
La battaglia si concluse con una schiacciante vittoria delle forze alleate, guidate da Don Giovanni d'Austria, su quelle ottomane di Müezzinzade Alì Pascià, che perse la vita nello scontro. Lepanto fu una vittoria morale, oltre che militare. I Turchi Ottomani avevano terrorizzato l'Europa per decenni, e le vittorie di Solimano il Magnifico avevano creato serie preoccupazioni all'Europa cristiana. La sconfitta accelerò il processo di decadenza del potere ottomano sotto Selim, mentre i cristiani si rallegravano per il rovescio subito dagli infedeli. La mistica del potere ottomano venne notevolmente infangata da questa battaglia, fatto che rinfrancò l'Europa cristiana. Tuttavia, il potenziale politico che avrebbe potuto scaturirne non venne mai fuori: la Lega di Cognac ebbe vita breve, e la battaglia di Lepanto fu l'unico avvenimento brillante che la caratterizzò. Papa Pio V morì poco tempo dopo, e le macchinazioni degli uomini politici ripresero piede. Il re francese Carlo IX continuò a fare la parte dell'agitatore, fomentando altre rivolte protestanti nei Paesi Bassi e promuovendo un accordo di pace tra Venezia e l'impero ottomano, firmato segretamente nel marzo 1573; quando venne reso pubblico, la Lega di Cognac si sciolse. Quasi certamente, le rivalità politiche sarebbero rimaste troppo forti perchè la Lega potesse raggiungere un'unità a lungo termine. Nessun leader politico aveva la personalità per sostituirsi a papa Pio V, dopo la morte di questi, e Filippo di Spagna, a cui senza dubbio sarebbe piaciuto mettersi alla guida di una simile unione europea, alle sue condizioni, naturalmente, fu ancora una volta costretto a rivolgere l'attenzione altrove. Suoi nemici divennero di nuovo i protestanti, anzichè i musulmani, e furono quelli a dimostrarsi la sua rovina, alla fine: essi si sottrassero all'autorità della Spagna e del Sacro Romano Impero grazie alla vittoria ottenuta dall'Inghilterra nel 1588 sull'Armada spagnola e alla sanguinosa guerra dei Trent'anni ( 1618-1648) . Dal punto di vista della guerra navale, Lepanto segnò un punto di svolta. La galea dominava i mari già da prima di Cristo, ma i suoi giorni erano ormai contati. Le navi a vela comparse in questa battaglia rappresentavano il futuro: rispetto alle galee, si dimostravano più veloci sulla lunga distanza (anche se lo erano meno su tratti brevi), potevano portare un maggior numero di cannoni e tenevano molto meglio il mare. Lepanto costituì anche l'ultima occasione importante in cui una battaglia navale si svolse con soldati che combattevano in alto mare come se si trovassero sulla terraferma; 15 anni più tardi, infatti, lo scontro tra la Royal Navy inglese e l'Armada spagnola vide le spade e i rematori sostituiti da cannoni e vele.

 
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11 settembre 1683 una data da ricordare

Post n°55 pubblicato il 11 Settembre 2013 da shinano
 

L'11 settembre viene oggigiorno ricordato universalmente come l'anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle di New York.

Molti non sanno che questa è stata una data cruciale per l'Occidente, infatti il giorno 11.09.1683 gli Ussari alati Polacchi hanno posto fine definitivamente vall'assedio di Vienna da parte dei Turchi iniziando la cacciata dei musulmani dall'Europa che si completerà nel 1918 con la fine dell'Impero Turco.

Si allega un piccolo riassunto della battaglia:

"la battaglia ebbe inizio all'alba, subito dopo la messa celebrata da Marco d'Aviano. Furono i Turchi ad aprire le ostilità nel tentativo di interrompere il dispiegamento di forze che la lega santa stava ancora ultimando. Carlo di Lorena ed i tedeschi rintuzzarono l'attacco in attesa che Sobieski ed i suoi fossero pronti.
Kara Mustafa ancora una volta rinunciò ad ingaggiar battaglia sperando di riuscire a entrare in Vienna in extremis, lasciando così altro tempo alle forze cristiane di ultimare il dispiegamento. Ma ormai le sorti volgevano decisamente in favore degli occidentali, e addirittura gli assediati, galvanizzati dall'arrivo dei rinforzi, attaccavano le file turche. La battaglia era cominciata, furibonda come e più del previsto. I turchi pagarono subito l'errore di non essersi preparati a difendersi dalle forze provenienti dal nord, trovandosi di fatto con l'élite dell'esercito (i Giannizzeri) schierati dove non serviva, cioè presso le mura che erano ancora in piedi, e le retroguardie difese solo da truppe poco preparate. A questo punto Kara Mustafa capì che la battaglie era persa, e tentò con tutte le forze di vendere cara la pelle, cioè prendere Vienna, complicando così di molto i piani della Lega Santa e soprattutto infliggendole lo smacco di entrare in città proprio mentre la battaglia volgeva a favore dei cristiani. Inoltre i generali turchi capivano perfettamente che quel politicante non si rendeva conto di quello che faceva. Molti di loro intervennero in maniera corretta per approfittare delle falle nell'attacco cristiano, per altro mal condotto e mal organizzato perché nessuno dei generali cristiani era abituato a muovere eserciti così grossi, formati da una coalizione disomogenea per lingua e religione, e privi di un comando centrale organizzato, tuttavia le controffensive turche fallivano una dopo l'altra: se gli assalti si rivelavano infatti ben azzeccati e ben diretti, d'altro canto la mancanza di riserve, il caos nelle retrovie e l'assenza di ordini faceva sì che i turchi vittoriosi si ritrovassero circondati, e finivano con l'essere eliminati un po' alla volta, in scontri molto violenti e molto confusi.
Ma ancora l'esercito cristiano non aveva giocato la sua carta più forte: la cavalleria polacca. Nel tardo pomeriggio dopo aver seguito dalla collina l'andamento dello scontro 4 corpi di cavalleria (1 tedesca e 3 polacche) scesero all'attacco a passo di carica. L'attacco fu condotto da Sobieski in persona e dai suoi 3000 Ussari. La carica sbaragliò definitivamente l'esercito turco, mentre gli assediati uscirono dalle mura a raggiungere i rinforzi che già inseguivano gli ottomani in rotta. Il cronista turco Mehmed, der Silihdar così commentò l'arrivo dell'armata del Sobieski
« Gli infedeli spuntarono sui pendii con le loro divisioni come nuvole di un temporale, ricoperti di un metallo blu. Arrivavano con un'ala di fronte ai valacchi e moldavi addossati ad una riva del Danubio e con l'altra ala fino all'estremità delle divisioni tartare, coprivano il monte ed il piano formando un fronte di combattimento simile ad una falce. Era come se si riversasse un torrente di nera pece che soffoca e brucia tutto ciò che gli si para innanzi. »
(Mehmed, der Silihdar, così da Richard F. Kreutel, Karamustapha vor Wien. Das türkische Tagebuch der Belagerung, (Graz 1955))
La battaglia di Vienna vide anche l'esordio in combattimento di un futuro, grande condottiero: Eugenio di Savoia.
È storicamente provato che un notevole contributo alla vittoria di Sobieski fu arrecato dal graduato polacco Franciszek Jerzy (= Giorgio) Kulczycki, che svolse attività di spionaggio trafficando con i turchi in sacchi di caffè, ma in realtà fornendo al comando polacco notizie sulla dislocazione delle truppe turche e sui loro movimenti. Finito l'assedio Jan III lo ricompensò con una scritta sul suo stemma di famiglia: Salus Vienna Tua, nonché donandogli tutto il caffè abbandonato dalle truppe ottomane".

 
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