La verità esplose come un boato, un giorno. Nel bosco tutti gli alberi tremarono, facendo stormire le foglie.
Ebbe paura, all’inizio, Bambina.
Si mise a correre, senza pensare, lasciando dietro sé certezze ribaltate e la scia bionda e ondeggiante di lunghi capelli spensierati. Fuggì, pur non sapendo dove rifugiarsi. Fuggì, ma con la strana, nuova consapevolezza che non avrebbe più potuto smarrirsi, poiché la voce del cuore ormai era ovunque, era l’unico suono del mondo, il suo mondo. Fuggì, ma solo per rubare un po’ di tempo ancora alla vita dei grandi...Fino a che le sue gambe furono lunghe abbastanza, e abbastanza stanche, i fianchi forti e le spalle larghe.
Allora si fermò, Donna.
Aveva raggiunto le rive di un lago. Osservò a lungo le ombre dei salici - che si allungano e si restringono pigramente sulla superficie dell’acqua ancora oggi, come in un fermo immagine. Salici frondosi e aggraziati, danzanti più che piangenti.
E all’improvviso, in uno stato imprevisto di quiete profonda, l’eco di quel boato, si trasformò in una nota. E la nota in un accordo, e poi in una melodia. E la melodia in un canto. E il canto in un racconto - innocuo e quasi dolce - di quello che era stato fino ad allora, e di una promessa - suadente e quasi viva - di quello che avrebbe potuto essere dopo...
Sul lago, diede alla luce la sua piccola, bellissima Fata. E il lago, commosso e stupefatto, ringraziò donando luce fatata ai contorni della sua vita, ridensificando la sua anima. Per sempre.
Le donne sanno perdersi e ritrovarsi in un infinito mistero.
E, misteriosamente, sopravvivono...Sempre
DS
(play)
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