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DenseSoul

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Post N° 71

Post n°71 pubblicato il 07 Febbraio 2007 da siddhal

Al di là della piazza, sul lungo lago, tutto è silenzioso, tranquillo, quasi fermo. Da questa distanza, l'impressione è che sia deserto, non si intuiscono presenze umane. E' tardi, dovrei essere a casa, ma me ne sto seduta qui, su questo muretto, stretta fra mille strati di tessuti diversi, nei quali cerco un calore che non mi appartiene, e osservo il mio lago nero, baciato dal buio della sera.

E' bello.

Ricordo quando vivevo al mare.

Quando lasciavo l'ateneo, correvo letteralmente verso il parcheggio, mettevo in moto la mia vecchissima Panda, imboccavo la superstrada e volavo a casa. Lecce- Leuca in quaratacinque minuti scarsi, contando pure i rallentamenti dovuti agli Ape che entravano e uscivano tra una frazione di paese e l'altra...Sorrido al ricordo. Sorrido a tutto il mio passato. E alla Michelina impicciona che, quando entravo nel suo Alimentari per una semplice puccia, mi teneva dentro un'ora per ficcare il suo naso raggrinzito in tutti i fatti miei. Conosce la mia vita meglio di me, forse...Mi conosce da prima che nascessi, quando ero ancora potenziale nei lombi del mio bisnonno...Ché lui è tutta un'altra storia, ma fa parte di me...Volavo, si, verso il mare, il mio mare nero, nel buio vaporoso di una delle tante sere di Scirocco. Solo per starmene seduta li, sul muretto del lungo mare, stretta tra mille ambizioni diverse che infondo non mi appartenevano...

Allora come oggi,  decentrata e sfuocata come una fotografia venuta male, eppure vera.

Un cane enorme mi passa vicino, mi annusa, mi sfiora, mi distoglie dai ricordi, mi riporta di botto nel presente. Il presente che a volte mi inquieta, come quel cane. Senza ragione.

Mi scuoto appena, rabbrividendo. Mi alzo e mi rimetto in cammino. Lenta. E penso che, accidenti, ho finito i biscotti. Quando rientrerò, dovrò farmeli da sola. Impasterò uova e farina, ricordi e pensieri, colori e profumi, golosa e impaziente. Sperando di non fare pasticci, come sempre...

Quando Pallina avrà alzato bandiera bianca, ceduto al sonno, e riconsegnato le chiavi al guardiano della mia intimità, leggerò, ballerò, magari disegnerò - ché di incompiuti ne ho tanti, lì, fra le cose di me - e forse, forse, poi ti penserò. Ma non potrò dirtelo.

Se non così.

Come vorrei che accadesse a me. Che accadessi tu.

 
 
 
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