Attraversi al semaforo, intersecando il Corso, e ti addentri nel vecchio rione. Cammini distratta.Ad ogni passo, la strada diventa antica, decadente, magica. La Via dei Pescatori ti porta sulle rive dell’Adda. Qui l’acqua ondeggia piano, pigra, luccicante.Nel tuo pensiero, stranamente lineare, all’improvviso, uno scarto, una deviazione, una curva stretta e irregolare, involontaria. In risposta ad un suono, un ricordo affiora. Emerge da insondabili profondità. Un’immagine di te che detesti, ma verso la quale nutri un senso profondo di pietà. E tenerezza - Ti sei presa carico e cura di lei come di chiunque altro, nella tua vita. E l’hai aiutata a cambiare, crescere, vivere...Costruire.L’ombra delle piante, che si piegano morbide verso la superficie dell’acqua, si allunga e si restringe, si arriccia e poi distende, capricciosamente, diventando tutto e ritornando ad essere niente. Giochi di natura, di luce, di colore. Giochi di pensieri infantili e creativi: una mano, un gabbiano, un mostro, una fata...E’ un momento delicato, mesto, tiepido. Intorpidito, come un viaggio al rallentatore in un luogo di pura visione.E potrebbe essere un buon momento per dirle addio. Ma non sei pronta.La Via dei Pescatori, risalendo, ti riporta sulla strada principale. Poi a casa, dove niente, ancora, è cambiato. Nè potrebbe, ora.Anima densa, provata, stanca. Forse, fredda. Continui a scappare da un passato che non accetti e che pure non ti appartiene più. Non solo è figlio di un tempo morto e sepolto, ma è già stato trasformato, messo a frutto, espiato, ed è diventato quel presente che ami, del quale vai fiera. Un presente che libera. O dovrebbe. Eppure......residui d’ ombra nella valle del sole.
Post N° 73
Attraversi al semaforo, intersecando il Corso, e ti addentri nel vecchio rione. Cammini distratta.Ad ogni passo, la strada diventa antica, decadente, magica. La Via dei Pescatori ti porta sulle rive dell’Adda. Qui l’acqua ondeggia piano, pigra, luccicante.Nel tuo pensiero, stranamente lineare, all’improvviso, uno scarto, una deviazione, una curva stretta e irregolare, involontaria. In risposta ad un suono, un ricordo affiora. Emerge da insondabili profondità. Un’immagine di te che detesti, ma verso la quale nutri un senso profondo di pietà. E tenerezza - Ti sei presa carico e cura di lei come di chiunque altro, nella tua vita. E l’hai aiutata a cambiare, crescere, vivere...Costruire.L’ombra delle piante, che si piegano morbide verso la superficie dell’acqua, si allunga e si restringe, si arriccia e poi distende, capricciosamente, diventando tutto e ritornando ad essere niente. Giochi di natura, di luce, di colore. Giochi di pensieri infantili e creativi: una mano, un gabbiano, un mostro, una fata...E’ un momento delicato, mesto, tiepido. Intorpidito, come un viaggio al rallentatore in un luogo di pura visione.E potrebbe essere un buon momento per dirle addio. Ma non sei pronta.La Via dei Pescatori, risalendo, ti riporta sulla strada principale. Poi a casa, dove niente, ancora, è cambiato. Nè potrebbe, ora.Anima densa, provata, stanca. Forse, fredda. Continui a scappare da un passato che non accetti e che pure non ti appartiene più. Non solo è figlio di un tempo morto e sepolto, ma è già stato trasformato, messo a frutto, espiato, ed è diventato quel presente che ami, del quale vai fiera. Un presente che libera. O dovrebbe. Eppure......residui d’ ombra nella valle del sole.