Stasera ho festeggiato il mio compleanno. 38 anni.Ricordo che quando mio padre aveva la stessa età io guardavo a questi numeri come a qualcosa di molto importante. Ricordo che io e mio fratello spesso ci chiedevamo "Chissà come saremo noi a 35 anni". Sicuramente so come mi sento io a 38, ora. Rispetto a mio padre quando aveva la stessa età io ho meno sicurezze, molta precarietà, grande incertezza sul futuro. Tuttavia di anni biologici me ne sento 25, ho una vita affettiva gratificante e persone che mi vogliono bene. Voglio bene a mia volta a tante persone.Per il compleanno mi auguro allora soltanto che in questo paese gerontocratico che è l'Italia fatto di senescenti baroni e nepotismo, la smettano di considerare quelli della mia generazione come "ancora ragazzi...... fate ancora gavetta!" Alla mia generazione così ibrida e così sfortunatamente a cavallo di un cambiamento radicale è stato ed è tuttora negato il futuro. Troppo giovani per lavorare ad alti livelli, troppo vecchi per entrare ormai nel mondo del lavoro.Un mio caro amico (che leggendo si riconoscerà di certo) dice giustamente: "Siamo nati troppo tardi per il '68; siamo nati troppo presto per il sistema attuale." Profonda verità. Per la mia generazione, cresciuta all'ombra della disco 70, dei mondiali dell'82, Goldrake su RAI2, Fantastico, i Duran Duran e gli Spandau Ballet, conditi di Renato Zero ed Edoardo Bennato, si potrebbe applicare il titolo di un famoso film: "Che sarà di noi?"Chi lo sa, di certo c'è che l'amore, gli affetti, i rapporti umani, mi ripagano di tante incertezze ed amarezze. E allora grazie a chi mi ha fatto gli auguri e a chi è in ritardo, a chi si è dimenticato. Grazie e buonanotte.Lo Slavo
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Stasera ho festeggiato il mio compleanno. 38 anni.Ricordo che quando mio padre aveva la stessa età io guardavo a questi numeri come a qualcosa di molto importante. Ricordo che io e mio fratello spesso ci chiedevamo "Chissà come saremo noi a 35 anni". Sicuramente so come mi sento io a 38, ora. Rispetto a mio padre quando aveva la stessa età io ho meno sicurezze, molta precarietà, grande incertezza sul futuro. Tuttavia di anni biologici me ne sento 25, ho una vita affettiva gratificante e persone che mi vogliono bene. Voglio bene a mia volta a tante persone.Per il compleanno mi auguro allora soltanto che in questo paese gerontocratico che è l'Italia fatto di senescenti baroni e nepotismo, la smettano di considerare quelli della mia generazione come "ancora ragazzi...... fate ancora gavetta!" Alla mia generazione così ibrida e così sfortunatamente a cavallo di un cambiamento radicale è stato ed è tuttora negato il futuro. Troppo giovani per lavorare ad alti livelli, troppo vecchi per entrare ormai nel mondo del lavoro.Un mio caro amico (che leggendo si riconoscerà di certo) dice giustamente: "Siamo nati troppo tardi per il '68; siamo nati troppo presto per il sistema attuale." Profonda verità. Per la mia generazione, cresciuta all'ombra della disco 70, dei mondiali dell'82, Goldrake su RAI2, Fantastico, i Duran Duran e gli Spandau Ballet, conditi di Renato Zero ed Edoardo Bennato, si potrebbe applicare il titolo di un famoso film: "Che sarà di noi?"Chi lo sa, di certo c'è che l'amore, gli affetti, i rapporti umani, mi ripagano di tante incertezze ed amarezze. E allora grazie a chi mi ha fatto gli auguri e a chi è in ritardo, a chi si è dimenticato. Grazie e buonanotte.Lo Slavo