Post n°1017 pubblicato il
20 Novembre 2007 da
Die79dgl
Roberto Donadoni non è il Brad Pitt della bergamasca, ma le f
igurine sono davanti agli occhi. L'alter ego è Raymond Domenech
in versione calciatore, non esattamente il ragazzo per bene con cui
fareste uscire vostra figlia... Baffi che coprivano buona parte della
faccia burbera, capelli che di rado incontravano un pettine o una
spazzola, sguardo del tutto simile a quello con cui fulmina, da quel 9
luglio in avanti, ogni traccia d'azzurro che osi infastidirlo. Per
quanto riguarda il mero pallone, poi, un medianaccio come tanti, buono
per fare legna e poco più.
Quello a sinistra, invece, è il Donadoni giocatore. I ricci sono
naturali, ordinati nella loro ribellione; la barba neppure incolta e la
faccia rassicurante e senza espressioni minacciose. Può piacere o no,
ma certo non incute timore e non nasconde insidie di sorta tra le
sopracciglia. In campo...beh, in campo la partita si chiude ancor prima
del fischio d'inizio. Berlusconi lo volle fortissimamente al Milan,
proveniente dall'Atalanta, per affidargli il numero dieci e le chiavi
di quella porta della fantasia tanto cara al presidente rossonero. Con
Gullit a Milanello, scelse il sette, ma non per questo cambiò il suo
gioco tutto dribbling e frizzio. Uno dei più grandi talenti del nostro
calcio, degno se non di un Platini almeno di un Tigana. Con Domenech
nulla a che vedere, comunque. Ognuno ha il cittì che si merita,
verrebbe da dire....
Da TGCOM