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Post N° 60

Post n°60 pubblicato il 30 Ottobre 2007 da SmokinDoll

 

  

 

 

“La mia solitudine cresceva diventando sempre più obesa, come un maiale.”
 
Yukio Mishima

 

 

 

..e allora ho pensato bene, ieri dopo il lavoro, in quell’intervallo di tempo che sta tra la fine della dose di quotidiana oppressione aziendale e l’avvento del pasto film-dotato vespertino (o meglio, del film pasto-dotato..), di andarmene a fare un giro in centro, come di tanto in tanto accade, specie quando quel lasso di tempo diventa un pro-lasso esistenziale. Parcheggio in un oceano cromato vicino alla stazione e m’incammino verso la piazza per imboccare dopo poco un viale che mi pare poco affollato.. ignara del fatto che appena dietro l’angolo si cela la consapevolezza perentoria di aver commesso il più grosso errore della giornata. Due passi più in là, infatti, incappo in un ragazzotto sulla ventitreina, con l’aria sfatta ma ancora volenterosa, che mi propone un concetto straordinariamente innovativo mai nemmeno immaginato prima: “tutto ciò che desideri.. oggi puoi averlo GRATIS!”. La gioia mi devasta per non più di otto centesimi di secondo, dopodiché la nostra conversazione - che in realtà si trasforma quasi subito in un suo monologo rivolto alla sfinge degli impassibili - si infarcisce di questa parola, peggio di un tacchino ripieno di tacchino ripieno.. nell’aria vedo greggi di “gratis”.. “gratis” colorati.. “gratis” illuminati al neon.. interi stormi di “aggratis”.. mi spiego?! Per farla breve - anche se ormai per farla breve è tardino - tutto ciò che è stato di me, nell’arco di tempo che si snoda tra le diciannove e le diciannoveetrenta circa di ieri, è vittima di un’ amnesia pressoché totale. Verso le otto, l’indolente ritorno alla vita, che mi fa realizzare la presenza di un sacchetto accidentalmente agganciato alla mia mano destra: “Mondolibri” c’è scritto. Apro e scopro che dentro ce ne sono due, più un paio di fogli sparsi e lo scontrino. Mi rassereno ripetendomi che i soldi spesi per i libri son sempre spesi bene, e rientro a casa. Da allora un lento processo di rinsavimento mi accompagna, fino ad oggi, fino a questo momento in cui, dopo un’accurata fase di selezione e riassemblamento di dettagli storici e documentazione prima rimossi dalla memoria, posso affermare con certezza che.. sono stata gabbata da un più o meno ventitreenne che mi ha convinta ad aderire all’ Euroclub! E c’ho persino messo la firma.. cazzo!

La missione di oggi è stata, di conseguenza, la ricerca di una via d’uscita rispetto alla definitiva autoconsacrazione a “idiota dell’anno”, ovvero l’analisi di un modo più o meno lecito per disdire questo contratto estortomi con la fonetica di giovanotto aitante in un momento strategico della giornata in cui le facoltà di intendere, volere e sfanculare vengono meno (justice is a dream.. tanto per abusare delle citazioni). Ad ogni modo, fortunatamente questa storia ha un lieto fine. Anzi, più di uno. Ho trovato il modo di risolvere questa faccenda senza dover comprare uno o più libri al mese da qui all’eternità e senza l’ansia di ricevere minacce in forma scritta a cadenza bimestrale, a casa. Ho comprato due libri che non avevo, e perciò ora ho due libri in più da leggere che mi aspettano. Ho scoperto che in centro c’è una libreria in cui non voglio andare. Non è meraviglioso?! (No, ma per oggi è più che sufficiente..).

 

Per la cronaca, i due libri che leggerò prossimamente sono “Della bellezza” di Zadie Smith e “Una virtù vacillante” di Mishima Yukio (da cui la splendida citazione iniziale..).

 

Ora, scusate, devo correre alle poste per spedire un telegramma urgente..

 

 

 

 

* IMG (dedicata): "The Dream Collector" (1972), Arthur Tress @ ArtVerona 2007

 

 
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