Creato da protocollolovelock il 22/08/2007

Protocollo Lovelock

equilibri molesti

 

 

Alcuni accenni sulla Teoria di Lovelock (Teoria di Gaia)

Post n°1 pubblicato il 22 Agosto 2007 da protocollolovelock
 

In occasione della mostra “Protocollo Lovelock” che si svolgerà presso il Palazzo Provinciale di Cuneo, dal 1 al 11 Novembre viene attivato questo blog dedicato al famosa teorica di James Lovelock chiamata “Teoria di Gaia”.

 

Questa teoria vede la terra (chiamata col nome mitologico di Gaia*) nel suo complesso come se si trattasse di un organismo vivente. Una “identità” sui generis con proprie regole ed una propria strategie di vita, su cui risiedono altri organismi/parassita.

 

Tutto l’articolato sistema biochimico attualmente pare messo in crisi da uno dei componenti, cioè l’uomo, che attualmente si appropria di più del 41% delle energie che Gaia produce. Danneggiando in tal modo il rapporto di biodiversità di questo articolato sistema.

 

 

* nome che i greci usavano per la dea-madre, tema comune a molte altre culture, come ad esempio alla Hel nordica

 

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Commenti al Post:
ariaudo.franco
ariaudo.franco il 23/08/07 alle 20:20 via WEB
ciao dome...bell'idea il blog... ci ho messo un pò a scrivere perchè mi dovevo registrare (e non lo sapevo)
 
jimsy_y
jimsy_y il 23/08/07 alle 21:41 via WEB
ciao, parlando con alcune persone, c'è una tendenza a vedere la teoria di gaia (in riferimento alla rivolta di gaia)nel suo lato più cruento. la terra che si riprende ciò che è suo, e così via. pensando a gaia come organismo, la sua è una reazione, non il tentativo di annientarci, ma soprattutto l'autoconservazione. come la questione dei tornado... ci sono film incredibili sove si sventa il tornado spegnendo tutte le luci ed eliminando tutte le fonti di calore sul suo cammino. ma facessero un film, dove dicono che le fonti di calore che li provocano sono gli esperimenti nucleari fatti in giro per l'oceano! autoconservazione, dovremmo concentrarci di più su questo come esseri umani, perchè siamo concentrati da millenni sulla(auto)distruzione. traduciamo addirittura la teoria di gaia come un essere vivente incarognito che si vendica. come se fosse... Uomo.
 
 
anusdenickel
anusdenickel il 03/09/07 alle 21:49 via WEB
Sì, anche secondo me è così. Gaia (o Gea) è una creatura senziente al pari di noi, e attraverso le cosidette catastrofi naturali vuole proteggersi. Non penso voglia annientarci, però mi piace romanticamente pensare che voglia mandarci dei segnali. Un piccolo appunto di lettura: un tempo i nostri avi facevano l'amore sui campi che dovevano essere coltivati per propiziare la fertilità-
 
Francesco_cn
Francesco_cn il 25/08/07 alle 09:51 via WEB
Mi pare un progetto molto interessante, il nostro habitat deve essere riconsiderato in modo più rispettoso. Lo spazio in cui viviamo deve essere amato e tenuto con attenzione, sia per noi che per le future generazioni.
 
titti.ferrero
titti.ferrero il 31/08/07 alle 18:21 via WEB
tratto da Conoscenza e destino dell'uomo Arardo Spreti Qualora l'universo intiero si muovesse per schiacciare l'uomo, nel momento di venire schiacciato e di morire, l'uomo saprebbe che muore. L'universo non sa nulla sulla nostra dignità risiede dunque ne pensiero. Il privilegio del pensiero è ciò che fa di noi i fratelli maggiori di tutte le creature: è per questo che a noi sono affidate, per questo confidano in noi. Ma deve essere un pensiero che in questo soltanto sia diverso dal pensiero del cane o della rondine, dell'ape o del delfino: che si dà e che si esprime a un più alto livello di coscienza, nell'ambito di una più evidente - anche se limitata - libertà. E occorre che a coscienza e a libertà si accoppi la sapienza, quella che può ricondurci, dopo tanto errare, in sintonia con la natura di cui siam fatti, con le creature della terra e del mare e del cielo, con le palesi testimonianze di Dio. Questo è il primo segno del risveglio, il primo sbadiglio del mattino, il primo ridestarsi a un nuovo giorno, più limpido, al centro di un universo riscoperto, nella carezza di un sole più caldo, sotto un cielo più sereno.
 
DaDoCN
DaDoCN il 08/09/07 alle 12:23 via WEB
Ho trovato questo sito con un interessante articolo che condivido con voi: Sottile strategia promozionale o sincero pessimismo? Fa discutere l’intervento con cui James Lovelock, fra i padri dell’ambientalismo internazionale, ha presentato in settimana dalle pagine dell’Independent il suo nuovo libro atteso sugli scaffali britannici per il 2 febbraio. Un titolo che sembra quello di un thriller: The revenge of Gaia (“La vendetta di Gaia”). E i motivi per tremare, leggendo l’anticipazione che lui stesso ne ha dato sul quotidiano inglese, in effetti non mancano: secondo lo scienziato, che ha ipotizzato trent’anni fa l’esistenza di un unico organismo planetario capace di regolare i propri equilibri, la Terra è giunta ormai ad un punto di non ritorno. «Prima della fine di questo secolo – scrive Lovelock – miliardi di noi moriranno e gli ultimi sopravvissuti si troveranno nell’Artico, dove il clima resterà tollerabile». Inutile perciò affannarsi intorno al protocollo di Kyoto che si appresta a compiere, esattamente quattordici giorni dopo l’uscita del volume, il suo primo compleanno. La situazione è compromessa: i ghiacciai si sciolgono e i mari assorbono troppo calore, lo smog prodotto dalle industrie scherma la Terra dai raggi solari ma una volta ridotto la esporrà ad un calore violentissimo. La conseguenza? Guai a contenere l’inquinamento: si avvicinerebbe soltanto il giorno della fine. Una vera e propria apostasia, insomma, che segue quella di un paio d’anni fa in campo energetico: quando James Lovelock ha dichiarato che il nucleare rappresenta l’unica soluzione contro l’effetto serra trascinando su questa posizione Tony Blair in persona. Le reazioni per la verità non sono mancate. A darne notizia è sempre The Independent che ha raccolto le opinioni delle organizzazioni ecologiste inglesi: «Se qualcuno pensa di dare credito a questa idea possiamo pure tagliarci le vene» è stato il sarcastico commento di Aubrey Meyer, direttore del Global Common Institute che promuove una campagna per la riduzione delle emissioni climalteranti. Aggiunge Tony Juniper, che dirige Friends of the Earth: «Il professor Lovelock fa bene a tirare l’allarme ma è presto per portare l’umanità all’obitorio». Accoglie invece la provocazione Stephen Tindale, di Greenpeace: «Le notizie sulla natura durante l’ultimo anno sono state costantemente cattive: potremmo in effetti aver oltrepassato la soglia». Non ha torto: soltanto negli ultimi due mesi si è passati dallo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia, preannunciato dalla rivista Geophysical Research Letters, alla massiccia scomparsa di specie che Michel Loreau, presidente del comitato internazionale “Diversitas”, ha pronosticato due settimane fa dalle pagine di Le Monde. Certo è che il catastrofismo ambientale, specialmente nella cultura anglosassone, sta prendendo sempre più piede. Il manifesto degli eco-pessimisti rimane The day after tomorrow (L’alba del giorno dopo): il film di Roland Emmerich, uscito nel 2004, che offre una visione del futuro sulla Terra da far invidia a La guerra dei mondi. Dall’altra parte gli eco-scettici si affidano a State of Fear (Stato di paura): il poliziesco che Michael Crichton ha pubblicato lo scorso anno sfruttando, in una trama che chiama in causa l’ecoterrorismo, le cosiddette “menzogne degli ambientalisti” già sbandierate nel 2003 da Bjorn Lomborg con il suo The Skeptical Environmentalist (L’ambientalista scettico). Segno che una parte importante della battaglia ambientale, fra disfattisti e difensori del business as usual, si combatte ormai sull’insidioso terreno delle emozioni. 31 gennaio 2006 vedere al sito http://www.lanuovaecologia.it/ecosviluppo/politiche/5294.php
 
susi_76
susi_76 il 14/10/07 alle 13:48 via WEB
Volevo solo ricordare,a chi dice "gli ambientalisti fanno sel terrorismo" che negli ultimi anni ci sono stati un sacco di disastri ambientali(tsunami,valanghe,alluvioni,tornadi...), queste sono solo alcune delle catastrofi che hanno creato morti,è giusto che la natura si ribelli ai nostri sopprusi quotidiani,come biasimarla,daltronde se non ci fosse lei non non potremmo esistere noi. Dobbiamo imparare a rispettare la terra. Sono molto contenta che qualcuno si batta per Gaia,e quale modo migliore di farsi sentire se non con l'arte.
 
 
caterva
caterva il 30/10/07 alle 12:37 via WEB
Scusa, non capisco: seguendo il tuo ragionamento, chissà cosa avevano fatto i dinosauri al cosmo, visto che gli è piovuto in testa un meteorite! Quelli che tu chiami disastri ambientali, fanno parte da sempre del ciclo climatico del pianeta; se poi volevi dire che ci può essere una correlazione fra le attività antropiche e alcune di queste manifestazioni climatiche, beh, ok... Ma il pianeta terra sopravviverà comunque all'uomo. Non siamo così importanti da distruggere Gaia. Ci saranno sempre forme di vita che sopravviveranno. Se poi vogliamo cercare, come specie, di sopravvivere il più a lungo possibile, per me va bene. Ricordiamoci solo che, se i calcoli degli astro-fisici sono giusti, comunque fra 5 miliardi di anni il sole si spegnerà. La vita non è eterna, non è esistita da sempre, e non esisterà per sempre. Certo, se invece il problema è che NOI non vogliamo morire, il discorso forse è un altro...
 
naturaeartecn
naturaeartecn il 26/10/07 alle 20:08 via WEB
Natura! riflettere sul nostro habitat e sulle relazione che abbiamo con lei mi pare una bella storia!!! Verrò sicuramente a visitarvi, un abbraccio Roberta
 
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