PARSIFALIl simbolo Wagneriano della follia allo stato puro, il Cavaliere del Graal che ha sacrificato la propria esistenza nel tentativo di redimere l'umanità. |
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Madre Teresa
Post n°130 pubblicato il 26 Marzo 2007 da agathacook
Credo che ricorderò questo lavoro teatrale (“Madre Teresa”), come “quello delle prime volte”. La prima volta che prendo parte ad un musical, anche se non canto e non ballo; la prima volta che mi è capitato di avere un black-out pressoché totale; la prima volta che ho visto così tanta gente piangere (e dico proprio piangere!) di commozione all’interno di un teatro, per una rappresentazione. I primi due casi li ho già più o meno trattati e sviscerati, ma quello che è successo ieri pomeriggio, credo abbia dell’incredibile. Quarta ed ultima replica, almeno di quelle “in cartellone” (al momento ne sono state già aggiunte altre due, il 1/4 ed il 21/4) del musical sulla vita di Madre Teresa. Tutto si presenta e si prepara come al solito, magari/forse c’è la voglia di riscattare la performance un po’ “sotto le righe” della sera precedente. Si arriva a teatro, si mette a posto il materiale scenico, si scherza, si ride, il regista indica cosa migliorare e mettere “a posto” rispetto alla precedente esibizione, si indossano i costumi di scena e ci si prepara - più o meno silenziosamente - dietro le quinte all’inizio dello spettacolo… Tutto come al solito… Variante costante (bella questa definizione, vero?) nelle rappresentazioni, è la presenza tra il pubblico di uno o più ospiti illustri; abbiamo avuto il sindaco, il vescovo e questa volta è toccato ad un gruppo di missionari, tra cui due suore appartenenti proprio all’ordine fondato da Madre Teresa. Musica, luci, sipario, si comincia! Balletti, dialoghi, canzoni, tutto e tutti bene, tutto scorre fluido; il pubblico “risponde” applaudendo il susseguirsi delle scene. Sipario, fine primo atto… Ci guardiamo in faccia, come al solito, per capire, da uno sguardo, da un’espressione, come sta andando… Ma c’è qualcosa di diverso dal solito, abbiamo tutti i lucciconi agli occhi… Basta uno sguardo, le braccia si alzano ai lati del corpo come a dire: “è così, non so perché, ma ho gli occhi lucidi”. Erika, stupenda protagonista nei panni di Madre Teresa è letteralmente in lacrime, come altri componenti del gruppo. Ci si abbraccia in silenzio, sorridendo, di quel sorriso che tenta di mascherare l’emozione. La commedia è emozionante, certo, il secondo atto poi è veramente di grande livello emotivo, ma “c’è qualcosa”… Il pensiero di tutti va alle due suore sedute in prima fila, le Sue suore, testimoni della Sua presenza… Musica, luci, sipario, si ricomincia! Ancora più bello, ancora più intenso, ancora più emotivamente coinvolgente, ancora più… INCREDIBILE!!! Alla fine, dopo l’ultima uscita, in barba ed alla faccia di tutte le convenzioni e convinzioni sul teatro, il sipario è stato riaperto, permettendo ai missionari e alle suore di Madre Teresa di salire sul palco; è stato un susseguirsi di baci, abbracci, strette di mano e ringraziamenti, ovviamente con le lacrime agli occhi, che stavolta non hanno risparmiato nemmeno i ragazzini; oramai tutti erano consolanti e consolati. Il pubblico era ancora li, commosso, in piedi, ad assistere ammutolito a quella scena di cui era parte integrante; qualcuno si avvicinava al palco complimentandosi, poi si asciugava le lacrime e lasciava il posto ad un altro… Non posso nemmeno dire che è una cosa che racconterò un giorno a mia figlia, era li anche lei, con mia madre e mia moglie, naturalmente e rigorosamente tutte con gli occhi lucidi… |