Umberto ha 13 anni.
E' domenica, è primavera, è una bel pomeriggio di sole.
Umberto ha tanti amici, ma oggi per vari motivi nessuno di loro può uscire.
I genitori di Umberto sono impegnati ad aiutare i nonni nella gestione di un bar.
Umberto decide di andare al cinema a vedere un film (non ricorda quale fosse il titolo).
E' seduto da solo, in quel cinema, la calda giornata primaverile ha sconsigliato ai più di chiudersi in un locale, ma ad Umberto i film piacciono.
LA proiezione è quasi finita, un uomo si avvicina ad Umberto e gli chiede se il posto a lui vicino è libero, "Si", risponde lui.
Pochi minuti e il film finisce.
L'uomo chiede ad Umberto se il film gli è piaciuto, se gli piacciono i film in generale, lui ancora risponde "Si".
"Vuoi venire con me a vederne un altro? Il cinema è proprio qui vicino."
Per la terza volta il monosillabo affermativo esce dalla bocca di Umberto, innocentemente confuso da quell'offerta.
Entrano nel cinematografo, la proiezione di "Cassandra Crossing" (questo titolo sarà impossibile da dimenticare per Umberto) sta per iniziare.
Buio, inizia il film.
Pochi minuti, poi l'uomo si avvicina e parla con Umberto; questa volta due cose colpiscono il ragazzino: il "profumo di sapone" (che ancora adesso ricorda come se lo stesse ancora annusando) dell'uomo e la domanda che gli viene porta: "Tu fai sport?".
Troppo giovane, troppo ingenuo, troppo perbene il ragazzino per non cadere nel tranello... Quarto monosillabo: "Si."
"A cosa giochi?"
"Calcio."
"Da tanto tempo?"
"Qualche anno."
"Chissà che muscoli! Posso sentire?"
La risposta esce automatica, più per educazione che per convinzione: "Si."
La mano dell'uomo si posa sulla coscia di Umberto e la palpa, poi sale, sale fino a toccare l'inguine.
"Che muscoli, davvero belli, forti."
Umberto è paralizzato, non capisce perchè quell'uomo che profuma di sapone lo stia ora toccando nelle parti intime.
"Quando ti tocchi, ti escono le goccioline?" Chiede l'uomo.
Che domanda stupida, pensa Umberto mentre risponde con l'unica parola che avrebbe dovuto dire da subito: "No."
L'uomo mette la mano dentro i pantaloni di Umberto e comincia ad accarezzargli il pene.
Ora, finalmente, Umberto prende atto di ciò che gli sta capitando, mentre l'uomo oramai eccitatissimo continua a masturbarlo.
Il ragazzino tenta di alzarsi, la voce dell'uomocheprofumadisapone, accanto a lui, è poco più di un gemito: "Stai fermo, aspetta."
Ma Umberto stavolta non obbedisce, si alza e va in bagno, l'uomo è dietro di lui, lo segue. Pochi secondi, i due rimangono nel bagno del locale, nessuno parla. Poi Umberto esce dal bagno e dal cinema, senza voltarsi.
Umberto (unica licanza di fantasia di tutto il racconto) porta ancora nelle narici quel profumo, nella mente quell'episodio, nella gola quell'urlo che lo avrebbe salvato.
Io e lui continueremo a condividere quel terribile segreto che mi confidò il giorno dopo.
Con l'avvento dei blog e dell'anonimato garantito da un nick, Umberto ha voluto che raccontassi questa storia "Tu sai scrivere, tu hai un blog, mettila su, raccontala!"
L'ho fatto, amico mio, il tuo segreto è ora condiviso con un'intera comunità virtuale, spero possa aiutarti in qualche modo.