Sette ore in ambulanza, da un ospedale all'altro, e muore d'infarto cercando un letto in rianimazione. Al Buccheri La Ferla di Palermo l'hanno soccorso, al Civico l'hanno operato, ma al reparto di rianimazione di Trapani è arrivato morto. I famigliari hanno presentato un esposto alla magistratura.
Antonino Buscemi era un pensionato palermitano di 64 anni; giovedì mattina ha avvertito dei forti dolori al petto. Un'ambulanza del 118 l'ha trasportato al Buccheri La Ferla di Palermo dove i medici gli hanno prestato le prime cure e hanno deciso di trasferirlo all'ospedale Civico in respirazione assistita. Giunto al pronto soccorso, i cardiochirurghi lo hanno sottoposto ad un intervento di angioplastica d'urgenza. Ma - e qui è cominciato il dramma - non c'era posto in rianimazione, né al Civico né negli altri ospedali della capoluogo siciliano, come raccontano i parenti del pensionato. E' iniziata la corsa verso Trapani, distante cento chilometri: in quell'ospedale era disponibile un posto letto ma era troppo tardi e troppo lontano.
Nel pomeriggio l'uomo è morto per arresto cardiaco.
Mi chiedo, e chiedo a chiunque arrivi a leggere quì il mio post : ma è plausibile, nel 2006, morire perchè non si trova un posto letto disponibile all'ospedale?
E, collegato a questo argomento, mi vengono in mente anche le migliaia di problematiche legate alla mala sanità che esistono in Italia. Ma cosa facciamo per migliorare la situazione, per rendere utile e preciso un servizio che paghiamo a caro prezzo e per dare sicurezza e qualità di vita ottima alla gente di un paese che vuol definirsi all'avanguardia???
Davanti a queste notizie, resto sempre allibito, ma mi sforzo di pensare che il domani potrà essere migliore, non so in che modo, ma la speranza è sempre grande!!
Inviato da: Privilege_bg
il 06/09/2016 alle 13:52
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il 04/04/2016 alle 09:15
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il 02/04/2016 alle 10:11
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il 28/02/2016 alle 14:37
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il 27/02/2016 alle 22:53