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Dente - Saldati

Post n°154 pubblicato il 06 Ottobre 2011 da syd_curtis
 

 

Erano giorni che giravo attorno a Saldati (anticipo di Io tra di noi, previsto per l'undici di Ottobre), senza decidermi ad ascoltarlo. Chissà che avevo, forse presentivo il peggio? Premessa: Dente ha un posticino tutto suo nel mio quore, sin da quel lontano concerto al Magnolia di quattro anni fa, condiviso con Jason Molina (pensa un po'); Non c'è due senza te e L'amore non è bello sono gioiellini da tener stretti al petto, nemmeno fossero la copertina di lana nelle serate di Novembre. Bene.
Saldati
è un pezzo che dura un minuto, un minuto e zero due. Faffaraffa e la chitarrina, il pianoforte e poi la batteria, leggera. Cadi giù dal letto badabum. Puro Dente. Tutto quel che abbiamo amato, la voce intrisa di allegria sciupata e malinconica, le parole teneramente strapazzate come di chi ci ha dormito sopra, che sorprendono con la grazia del calembour di cui t'accorgi solo un attimo dopo che è volato via. Giù dal letto badabum.

Di quel che segue poco più in là, il violino, il violoncello, tutta la sovrastruttura piena che lascia poco spazio alle pause e ai saltelli, non voglio dire niente. Spero sia un singolo utile per fare breccia, ma fuorviante. Non può essere che così. No?

Portami a vedere il cielo questa notte anche se è nuvolo,
ho tanto caldo anche se è inverno.

 
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