Creato da mielealpeperoncino il 24/04/2008

trilogia mentale

Incontro di pensieri, parole e immagini

 

 

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C' ERANO UNA VOLTA GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO...

Foto di mielealpeperoncino

E' andato in onda il 18 maggio su La7 il film "Vi perdono ma inginocchiatevi"... basato sul libro di Rosaria Costa (vedova Schifani rimasta sola a 22 anni e con un figlio di quattro mesi) e Felice Cavallaro per raccontare la storia parallela e orbitante dei tre giovani, che insieme ai magistrati Falcone e Morvillo, sono diventati inconsapevoli protagonisti di un pezzo di storia italiana, quella storia fatta di sotterfugi, sangue e morti eccellenti così come accaduto per i 5 agenti rimasti uccisi nella strage di Via D'Amelio insieme con Paolo Borsellino.
"Vi perdono ma vi dovete inginocchiare..."
fu la disperata implorazione che Rosaria Schifani, allora poco più che ventenne,  rivolse ai mafiosi, davanti alla bara del marito Vito, agente della scorta del giudice Falcone. Una frase scolpita nel cuore di molti, una frase che da allora non ho mai dimeticato.

Non ho visto il film ma di recente ho riletto il libro e la sera del 21 maggio ho guardato "Ho vinto io" il documentario di Felice Cavallaro con Rosaria Schifani andato in onda su Rai 3, da cui ho tratto quanto a seguire:

Raccontare i fatti del passato in questo paese non è mai fare soltanto memoria, lo sarebbe se appartenessero davvero al passato, alla storia, se fossero già stati analizzati, spiegati, raccontati, in una parola, risolti. Allora potremmo raccontarli celebrandone degnamente i protagonisti positivi e censurandone quelli negativi, farne da stimolo e da esempio per noi e per i nostri figli, analizzare i fatti e i meccanismi che hanno portato alla morte dei giusti per fare in modo che non si ripetano in futuro.
Fare memoria che è come una trama di fili annodati, come quelli di un tappeto su cui camminare e andare avanti, andare oltre. Ma i fatti della nostra storia, soprattutto di quella più recente, non sono mai così risolti da poter essere soltanto memoria,  continuano a mantenere tante domande aperte, tanti punti oscuri, tanti fili che si perdono da qualche parte e che gravano anche sul presente. Raccontare quei fatti significa portare avanti una trama infinita. Perché in questo strano Paese il passato non solo è sempre presente, ma riesce ad essere anche futuro.

Sono passati esattamente vent'anni dalle stragi di Capaci e di Via D'Amelio, da quelle due stragi, del 23 maggio e del 19 luglio, spaventose e feroci che hanno insanguinato l'estate del '92 come solo le stragi riescono a fare. Raccontare quelle storie significa ricordare grandi esempi di onestà, forza e coraggio.
E non soltanto da parte dei due protagonisti principali, i due magistrati, ma anche da parte di tutti quelli che gli stavano attorno e che correvano gli stessi rischi con la stessa onestà, forza e coraggio.
Raccontare quelle storie significa sempre e comunque parlare del presente, delle intuizioni e delle indagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sul rapporto tra mafia politica e affari, sulla presenza della criminalità organizzata al nord, sul riciclaggio e sugli appalti e sui mezzi più efficaci per combattere la mafia.
Tutti temi che sono diventati adesso di un'attualità e di un'urgenza agghiaccianti e che avremmo potuto affrontare vent'anni fa senza le stragi e tutto quello che è successo dopo.
Per questo,  queste storie, non sono soltanto memoria.
Sarebbe bello un giorno capito tutto, risolto tutto, vinto finalmente tutto, fare soltanto una meritata celebrazione e cominciare dicendo: 

"C'erano una volta Giovanni Falcone e Paolo Borsellino..."

 

 
 
 
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"AMORE"

 

 

L'amore è come il mare:

è possibile che si riesca

a vederne l'inizio ma la

fine si perde oltre la linea

dell'orizzonte.

          Rossella.

 

L'amore, quello vero, che fa palpitare.

che regala quel prezioso elisir

che ci permette di sentirci giovani

e vitali anche quando il trascorrere del tempo

vorrebbe impedircelo è fatto, soprattutto

di silenzi, di sguardi lunghi, intensi,

ricchi di significati che le parole non

riuscirebbero mai a comunicare...

AMORE!!!

          Rossella

 

 

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE

FIORI

I fiori sono fragili e muoiono in un sofffio quasi come i giorni della vita.

Ma se sai guardarli, sfiorarli, ammirarli e gioirne,

darai un senso al loro breve vivere.

 

L' ETERNITA' IN UN BACIO

Ricordo, Chiedesti: "Come mi baceresti?"...

Risposi: "In verità non saprei rispondere"...

So solo che per essere analogo alla tua unicità sarà privo di estensione,

senza inizio nè fine, sospeso nel tempo, senza un prima o un dopo.

Il presente ha i suoi limiti nel non averne, e un bacio

fuori dai limiti della estensione e del tempo è semplicemente ed

unicamente eterno.

ATTESA

A volte come una barca alla deriva mi sento,

sembra estenuante l'attesa

ma è l'essenza stessa della vita.

                 Mielealpeperoncino.

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE

ACQUA-TE

Acqua pura e cristallina che sgorga dalla terra, che cade dal cielo;

nutre i suoi frutti, colma fiumi ed oceani.

Acqua fonte di vita dolce e pura, forte e dirompente

come te!

Te che mi disseti con la tua presenza e m'inondi col tuo amore,

consentendomi di nuotare nel tuo mare,

permettendomi di sprofondare in esso

fino a raggiungere gli abissi del tuo mondo,

quel mondo pieno di tesori nascosti, ricco di vita.

Quel mondo in cui vorrei immergermi

e di cui vorrei far parte.

 

SORGENTE DI VITA

Siamo nate insieme tu ed io.

Dolce e serena,

calma e tranquilla,

impetuosa e travolgente acqua.

Ogni tua goccia è vita.

Mielealpeperoncino

 

PRIVA DI TITOLO

Rifessi di luce costante

al calar del tramonto

si nascondono.

Primeggiano le scure ombre

dietro le verdi fronde.

 

Rinascono in un pensiero

triste o felice

purchè vero.

Vestendosi di bianco

passeggiano di fianco.

 

Ritorna il giorno e con esso il sole

ma se fosse pioggia o vento,

alcuno il tormento.

Chi è in natura

alla natura affida 

fragilità e forza

timore e coraggio.

 

Se ne fa scudo, letto e sostegno

non tralasciando il proprio impegno.

Fra immensi giardini, prati ed aiule

si spegne la vita di un fiore. 

          (Mielealpeperoncino)

 

Così in natura...

  Così dal fioraio... 

 

Così nel mio cuore...

Così in casa mia...

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE...

 

 

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Dialogo tra sguardi

 

Lei: Guardami e parlami

      e mentre mi parli, ascoltami

      perchè è ascoltando che potrai parlarmi

      ed è parlando che potrò ascoltarti

      e ancora guardami!

Lui: Ti guardo, è bello guardarti!

      Ti ascolto, è bello ascoltarti!

      Ti parlo, è bello parlarti!

      Forse ancor più bello sussurrarti!

      Per poi perdermi in quel sussurro

      giungere a te e finalmente

      perdermi in te.

                (Mielealpeperoncino)

 

DEDICATO A PROFUMO DI ROSE E A CATWOMAN

L'amicizia ha qualcosa di misterioso che spinge alla confidenza e all'abbandono più completo. E' una dimensione dell'amore pur non essendo l'amore.

Vi voglio bene ragazze.

L'immagine a seguire ed il pensiero trascritto, mi sono state dedicate da Profumo di rose nel suo Blog. Grazie Profumina sei sempre molto cara e dolce. Spero di non deluderti nel percorso che ci vede unite al di là di quella che è una reale ed abituale frequentazione tra amiche.

Sei come la luce che emana il sole prima di andare a dormire.

Sei come l'acqua che rigenera ogni cosa che tocca.

Sei come il vento che ossigena chiunque.

Sei grande come il mare.

Ti voglio bene Mieluccia. 

 

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IL MIO MARE UOMO

 

Una poesia a rappresentarmi

Il più bello dei mari è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

IL MIO MARE UOMO

Il mare cos'è per me il mare...

E' il letto sul quale riposare,

la seggiola sulla quale dondolare,

l'avvolgente abbraccio di un compagno,

il tumulto da cui lasciarmi sconfiggere.

Ad esso affido le mie intime confidenze,

talune me le rende, altre le insabbia

nei suoi abissi profondi.

In esso ritrovo le infinite e contradditorie

risposte ad una inassolutà verità

sull'eternità della vita.

Il mare, il mare, cos'è per me il mare

se non l'altare della mia pace.

Mielealpeperoncino.

 

.....METAFORANDO.....

"Glia alberi e le montagne sono il desiderio di cielo che ha la terra." (...)

Le tue mani sono rami dell'albero che sei.

Io vorrei essere la tua terra.

Sei il mio desiderio di cielo,

il mio albatro dei sentimenti,

il portatore sano di "malattie dell'anima",

l'essenza dell'incontro,

l'assenza di ragione,

il vuoto di memoria,

la montagna da scalare e

il pozzo di Talete.

 

Mielealpeperoncino

 

Irrisolto quesito

Quantunque tu in quell'essere io,

quantunque io in quell'essere tu.

Smarrito l'io, smarrito il tu

ritrovarci dovremmo

in quell'essere tu, in quell'essere io.

 

Originato dalla fusione del tu-io-tu,

il mio ed il tuo essere dovrebbero

dare essenza

ad un unico essere…

Vale a dire: “Il nostro essere” o

vale a dire: “Noi”.?

Irrisolto quesito.

 

      

 

 

sessualità

 
 

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