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CHE FINE HA FATTO LA VERGOGNA?
Post n°460 pubblicato il 11 Luglio 2012 da mielealpeperoncino
Tag: COMPORTAMENTI UMANI, escort, Gabriella Turnaturi, Gente, Libri, Saggi, Saggistica, Società, Vergogna
Dov'è andata a nascondersi la vergogna? Dalle escort del bunga bunga a Calcipoli: un sentimento in disuso rivela il mutamento dei costumi. "Vergogna" ha scandito il portiere della Nazionale contro finanza e media per la gestione dell'affaire calcio scommesse, poco prima che un'ombra di sospetto si abbattesse anche su di lui. Ma una cosa è certa: l'alta frequenza con cui quel sentimento ricorre nel discorso pubblico non vuol dire che sia vissuto su di sé da chi lo evoca: se spesso della vergogna si deplora l'assenza ("non c'è più vergogna"), il più delle volte lo si fa senza provarla su di sé ma scagliandola come anatema contro qualcun altro, come "sentimento di rimbalzo". Qualche tempo fa a La vergogna dedicò un saggio Luigi Anolli, psicologo della comunicazione, asserendo che sia "l'emozione dei più coraggiosi, di chi non teme di mettersi a nudo di fronte agli altri". Tesi che fa venire in mente la figura del professor Lurie, protagonista del romanzo di Coetzee, Vergogna, seduttore (confesso) di una studentessa, che si rifiuta di firmare una pubblica dichiarazione di pentimento rivendicando la dimensione intima della difesa del proprio essere. E di Vergogna, Metamorfosi di un'emozione si occupa ora l'illuminante saggio di Gabriella Turnaturi. La sociologa segue le evoluzioni di questa "sentinella del legame sociale", una volta annunciata da palpiti e rossori romantici. Non è affatto sparita, avverte, si è solo spostata, nascosta da qualche altra parte. Così, se un tempo si diceva "le vergogne" per alludere ai genitali da non mostrare in pubblico, oggi non si deve più arrossire per nudità esposte - tutt'altro - ma caso mai per il fatto di avere un corpo imperfetto e di non possedere i soldi per "aggiustarlo". "La vergogna non è più legata al giudizio morale su che tipo di persona si è, ma su come si appare", scrive Turnaturi. "Ci si vergogna del giudizio dell'altro come pubblico del proprio spettacolo". "Ormai per vivere bisogna morire, ecco la principale attività di questo Paese", è la battuta- chiave del libro. Battuta che, con accostamento stridente ma non del tutto peregrino, si può avvicinare a una frase della escort Terry De Nicolò che non si vergogna di vendere il proprio corpo ma di indossare vestiti non firmati o gioielli scadenti. "Quando sei onesto non fai un gran business, rimani nel piccolo, se vuoi arrivare in alto devi rischiare il culo", proclama. Ma la vergogna come emozione pubblica richiede valori condivisi, quindi oggi è pressoché impossibile. Ecco allora il rifugio nella retorica del "problem solving", dell'ipocrita "non c'è problema", frase-passepartout per nascondere responsabilità, magari dietro il paravento della tanto declamata (e poco praticata) professionalità. Anche qui Turnaturi introduce un riferimento letterario, il romanzo di Zoran Drvenkar Sorry, che ha al centro un'agenzia privata specializzata nel chiedere scusa a vittime d'ingiustizie, assassinii, soprusi vari. Vengono in mente scuse e gesti teatrali che mostrano il pentimento (che) inondano spettacoli televisivi , dialoghi della vita quotidiana. E contrizioni a comando, aggiungerei, che vedono periodicamente ex nazifascisti piazzarsi in testa una Kippà, entrare nel mausoleo dello Yad Vashem per le vittime della Shoah e mettere in scena afflizioni da cui si spera di ricavare proficui frutti. Spesso riuscendoci. Ma si può recuperare la vergogna come emozione spendibile nei comportamenti collettivi, per rinsaldare il senso di comunità? Turnaturi apre nel finale del libro uno spiraglio positivo in tal senso. "Il buon uso della vergogna - scrive - induce alla consapevolezza dei propri limiti e della propria fragilità perché trasforma questa emozione da vergogna della dipendenza e della propria limitatezza in desiderio di rafforzare l'indipendenza, i legami, le relazioni". Prendiamo un esempio dal film di Crialese "Terraferma" : il ragazzo protagonista, dopo aver respinto in mare alcuni immigrati in arrivo nella notte scura, si vergogna di sé e in ciò trova la forza per aiutare una giovane madre appena sbarcata. Forza che non è alla portata di tutti, così come non lo è la vergogna ("la vergogna è già una rivoluzione", diceva il vecchio Marx). Anche perché la vergogna può esistere ed essere percepita solo in relazione a un altro sentimento, l'indignazione - da non confondere con la rabbia scomposta - vero termometro, e non solo episodio emotivo, della vita pubblica.
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"AMORE"
L'amore è come il mare:
è possibile che si riesca
a vederne l'inizio ma la
fine si perde oltre la linea
dell'orizzonte.
Rossella.
L'amore, quello vero, che fa palpitare.
che regala quel prezioso elisir
che ci permette di sentirci giovani
e vitali anche quando il trascorrere del tempo
vorrebbe impedircelo è fatto, soprattutto
di silenzi, di sguardi lunghi, intensi,
ricchi di significati che le parole non
riuscirebbero mai a comunicare...
AMORE!!!
Rossella
DALLO SCRIGNO DELLE MIE
FIORI
I fiori sono fragili e muoiono in un sofffio quasi come i giorni della vita.
Ma se sai guardarli, sfiorarli, ammirarli e gioirne,
darai un senso al loro breve vivere.
L' ETERNITA' IN UN BACIO
Ricordo, Chiedesti: "Come mi baceresti?"...
Risposi: "In verità non saprei rispondere"...
So solo che per essere analogo alla tua unicità sarà privo di estensione,
senza inizio nè fine, sospeso nel tempo, senza un prima o un dopo.
Il presente ha i suoi limiti nel non averne, e un bacio
fuori dai limiti della estensione e del tempo è semplicemente ed
unicamente eterno.

ATTESA
A volte come una barca alla deriva mi sento,
sembra estenuante l'attesa
ma è l'essenza stessa della vita.
Mielealpeperoncino.
DALLO SCRIGNO DELLE MIE
ACQUA-TE
Acqua pura e cristallina che sgorga dalla terra, che cade dal cielo;
nutre i suoi frutti, colma fiumi ed oceani.
Acqua fonte di vita dolce e pura, forte e dirompente
come te!
Te che mi disseti con la tua presenza e m'inondi col tuo amore,
consentendomi di nuotare nel tuo mare,
permettendomi di sprofondare in esso
fino a raggiungere gli abissi del tuo mondo,
quel mondo pieno di tesori nascosti, ricco di vita.
Quel mondo in cui vorrei immergermi
e di cui vorrei far parte.
SORGENTE DI VITA
Siamo nate insieme tu ed io.
Dolce e serena,
calma e tranquilla,
impetuosa e travolgente acqua.
Ogni tua goccia è vita.
Mielealpeperoncino
PRIVA DI TITOLO
Rifessi di luce costante
al calar del tramonto
si nascondono.
Primeggiano le scure ombre
dietro le verdi fronde.
Rinascono in un pensiero
triste o felice
purchè vero.
Vestendosi di bianco
passeggiano di fianco.
Ritorna il giorno e con esso il sole
ma se fosse pioggia o vento,
alcuno il tormento.
Chi è in natura
alla natura affida
fragilità e forza
timore e coraggio.
Se ne fa scudo, letto e sostegno
non tralasciando il proprio impegno.
Fra immensi giardini, prati ed aiule
si spegne la vita di un fiore.
(Mielealpeperoncino)
DALLO SCRIGNO DELLE MIE...
Dialogo tra sguardi
Lei: Guardami e parlami
e mentre mi parli, ascoltami
perchè è ascoltando che potrai parlarmi
ed è parlando che potrò ascoltarti
e ancora guardami!
Lui: Ti guardo, è bello guardarti!
Ti ascolto, è bello ascoltarti!
Ti parlo, è bello parlarti!
Forse ancor più bello sussurrarti!
Per poi perdermi in quel sussurro
giungere a te e finalmente
perdermi in te.
(Mielealpeperoncino)
DEDICATO A PROFUMO DI ROSE E A CATWOMAN
L'amicizia ha qualcosa di misterioso che spinge alla confidenza e all'abbandono più completo. E' una dimensione dell'amore pur non essendo l'amore.
Vi voglio bene ragazze.
L'immagine a seguire ed il pensiero trascritto, mi sono state dedicate da Profumo di rose nel suo Blog. Grazie Profumina sei sempre molto cara e dolce. Spero di non deluderti nel percorso che ci vede unite al di là di quella che è una reale ed abituale frequentazione tra amiche.
Sei come la luce che emana il sole prima di andare a dormire.
Sei come l'acqua che rigenera ogni cosa che tocca.
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Sei grande come il mare.
Ti voglio bene Mieluccia.
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Il mare cos'è per me il mare...
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talune me le rende, altre le insabbia
nei suoi abissi profondi.
In esso ritrovo le infinite e contradditorie
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sull'eternità della vita.
Il mare, il mare, cos'è per me il mare
se non l'altare della mia pace.
Mielealpeperoncino.
.....METAFORANDO.....
"Glia alberi e le montagne sono il desiderio di cielo che ha la terra." (...)
Le tue mani sono rami dell'albero che sei.
Io vorrei essere la tua terra.
Sei il mio desiderio di cielo,
il mio albatro dei sentimenti,
il portatore sano di "malattie dell'anima",
l'essenza dell'incontro,
l'assenza di ragione,
il vuoto di memoria,
la montagna da scalare e
il pozzo di Talete.
Mielealpeperoncino

Irrisolto quesito Quantunque tu in quell'essere io, quantunque io in quell'essere tu. Smarrito l'io, smarrito il tu ritrovarci dovremmo in quell'essere tu, in quell'essere io. Originato dalla fusione del tu-io-tu, il mio ed il tuo essere dovrebbero dare essenza ad un unico essere… Vale a dire: “Il nostro essere” o vale a dire: “Noi”.? Irrisolto quesito.








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