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QUANDO LA PAURA E' FOBIA IL CORAGGIO NON BASTA
Post n°173 pubblicato il 26 Gennaio 2011 da mielealpeperoncino
Che cosa è esattamente la paura? Un meccanismo innato di difesa di fronte a un pericolo, oppure un prodotto dell'ambiente? Esistono paure "normali" e paure pericolose per l'equilibrio della personalità? Come reagisce alla paura l'uomo moderno? Fino a che punto la paura entra nella patologia? In che modo il potere ha usato e usa la paura come strumento di controllo? Sono questi gli interrogativi che si sono posti nei vari anni la biologia, l'antropologia, la sociologia, la psicologia e la psicoanalisi. Nel "gioco degli specchi" della paura, è ancora possibile "giocare" con questa emozione, come appare, ad esempio, nei racconti e nei film dell'orrore. E la capacità di intrattenersi con essa riuscendo a dominarla è anche un aspetto del coraggio, l'esito positivo della paura. Il coraggio come la capacità di guardare con atteggiamento razionale alla vita e soprattutto agli aspetti di cui ci sfuggono le cause. Il coraggio come conoscenza di ciò che dobbiamo temere o sperare, più che una "scienza dei mezzi", dovrà essere una "scienza dei fini", dei valori, di ciò che è degno o non degno di essere intrapreso: saggezza morale, o scienza di quando e perché può valere la pena di rischiare. Ormai sono in molti a concordare sul fatto che la fobia semplice getti le sue basi nel processo di apprendimento. Andiamo a vedere nello specifico cosa vuol dire. La fobia è una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari tormenti psicologici. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all'idea di venire a contatto magari con un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un'azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l'ascensore o la metropolitana). Le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell'irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non possono controllarle. Una della possibili cause per cui una fobia specifica insorge è che la persona abbia avuto nella sua infanzia un'esperienza traumatica, a cui dopo associa l'elemento che è causa della paura. L'associazione può essere diretta o indiretta. È diretta quando è stato quell' elemento la causa medesima che porta alla fobia, per esempio, un bambino che è stato graffiato da un gatto furente diventa nel tempo un uomo con ailurofobia (fobia dei gatti). Per contro, è un'associazione indiretta quando la paura appare spostata: nella TV nordamericana mostrarono il caso di una giovane che, essendo stata vittima di abusi sessuali da bambina, aveva sviluppato una curiosa fobia verso i cetriolini. È in questi termini che si parla di apprendimento di una paura estrema o di una fobia. In molti casi, le persone non ricordano le cause che hanno portato a sviluppare la loro fobia, specialmente quando si tratta di fobie specifiche. Altre volte, al contrario, possono ricordare uno o diversi avvenimenti che hanno causato la fobia, specie quando si tratta di fobie sociali. Le cause scatenanti dello sviluppo della fobia possono essere rimandate a situazioni del passato. Ad esempio la glossofobia (paura di parlare in pubblico) può gettare le sue basi in situazioni passate specifiche in cui la persona abbia sperimentato un'umiliazione pubblica, beffe dai compagni, risate maligne, critiche, ecc. ossia in avvenimenti che in qualche modo hanno potuto lesionare l'autostima del bambino. La "bella" notizia che possiamo trarre da questi assunti sulla genesi delle fobie è che come una paura estrema può essere appresa, con lo stesso processo può essere disappresa. In ambito terapeutico per fobie semplici sono necessari 3-4 mesi proprio per mettere il soggetto nella condizione di disapprendere la fobia che lo affligge. Concludo con una citazione di ROMANO AMERIO che trovo molto incoraggiante "Si suol dire che l'uomo coraggioso non ha paura. È falso. Esser coraggioso significa dominare la paura e dove non c'è paura non c'è coraggio". |
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ULTIMI COMMENTI
"AMORE"
L'amore è come il mare:
è possibile che si riesca
a vederne l'inizio ma la
fine si perde oltre la linea
dell'orizzonte.
Rossella.
L'amore, quello vero, che fa palpitare.
che regala quel prezioso elisir
che ci permette di sentirci giovani
e vitali anche quando il trascorrere del tempo
vorrebbe impedircelo è fatto, soprattutto
di silenzi, di sguardi lunghi, intensi,
ricchi di significati che le parole non
riuscirebbero mai a comunicare...
AMORE!!!
Rossella
DALLO SCRIGNO DELLE MIE
FIORI
I fiori sono fragili e muoiono in un sofffio quasi come i giorni della vita.
Ma se sai guardarli, sfiorarli, ammirarli e gioirne,
darai un senso al loro breve vivere.
L' ETERNITA' IN UN BACIO
Ricordo, Chiedesti: "Come mi baceresti?"...
Risposi: "In verità non saprei rispondere"...
So solo che per essere analogo alla tua unicità sarà privo di estensione,
senza inizio nè fine, sospeso nel tempo, senza un prima o un dopo.
Il presente ha i suoi limiti nel non averne, e un bacio
fuori dai limiti della estensione e del tempo è semplicemente ed
unicamente eterno.

ATTESA
A volte come una barca alla deriva mi sento,
sembra estenuante l'attesa
ma è l'essenza stessa della vita.
Mielealpeperoncino.
DALLO SCRIGNO DELLE MIE
ACQUA-TE
Acqua pura e cristallina che sgorga dalla terra, che cade dal cielo;
nutre i suoi frutti, colma fiumi ed oceani.
Acqua fonte di vita dolce e pura, forte e dirompente
come te!
Te che mi disseti con la tua presenza e m'inondi col tuo amore,
consentendomi di nuotare nel tuo mare,
permettendomi di sprofondare in esso
fino a raggiungere gli abissi del tuo mondo,
quel mondo pieno di tesori nascosti, ricco di vita.
Quel mondo in cui vorrei immergermi
e di cui vorrei far parte.
SORGENTE DI VITA
Siamo nate insieme tu ed io.
Dolce e serena,
calma e tranquilla,
impetuosa e travolgente acqua.
Ogni tua goccia è vita.
Mielealpeperoncino
PRIVA DI TITOLO
Rifessi di luce costante
al calar del tramonto
si nascondono.
Primeggiano le scure ombre
dietro le verdi fronde.
Rinascono in un pensiero
triste o felice
purchè vero.
Vestendosi di bianco
passeggiano di fianco.
Ritorna il giorno e con esso il sole
ma se fosse pioggia o vento,
alcuno il tormento.
Chi è in natura
alla natura affida
fragilità e forza
timore e coraggio.
Se ne fa scudo, letto e sostegno
non tralasciando il proprio impegno.
Fra immensi giardini, prati ed aiule
si spegne la vita di un fiore.
(Mielealpeperoncino)
DALLO SCRIGNO DELLE MIE...
Dialogo tra sguardi
Lei: Guardami e parlami
e mentre mi parli, ascoltami
perchè è ascoltando che potrai parlarmi
ed è parlando che potrò ascoltarti
e ancora guardami!
Lui: Ti guardo, è bello guardarti!
Ti ascolto, è bello ascoltarti!
Ti parlo, è bello parlarti!
Forse ancor più bello sussurrarti!
Per poi perdermi in quel sussurro
giungere a te e finalmente
perdermi in te.
(Mielealpeperoncino)
DEDICATO A PROFUMO DI ROSE E A CATWOMAN
L'amicizia ha qualcosa di misterioso che spinge alla confidenza e all'abbandono più completo. E' una dimensione dell'amore pur non essendo l'amore.
Vi voglio bene ragazze.
L'immagine a seguire ed il pensiero trascritto, mi sono state dedicate da Profumo di rose nel suo Blog. Grazie Profumina sei sempre molto cara e dolce. Spero di non deluderti nel percorso che ci vede unite al di là di quella che è una reale ed abituale frequentazione tra amiche.
Sei come la luce che emana il sole prima di andare a dormire.
Sei come l'acqua che rigenera ogni cosa che tocca.
Sei come il vento che ossigena chiunque.
Sei grande come il mare.
Ti voglio bene Mieluccia.
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I MIEI BLOG AMICI
IL MIO MARE UOMO
Una poesia a rappresentarmi
Il più bello dei mari è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
Nazim Hikmet
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Il mare cos'è per me il mare...
E' il letto sul quale riposare,
la seggiola sulla quale dondolare,
l'avvolgente abbraccio di un compagno,
il tumulto da cui lasciarmi sconfiggere.
Ad esso affido le mie intime confidenze,
talune me le rende, altre le insabbia
nei suoi abissi profondi.
In esso ritrovo le infinite e contradditorie
risposte ad una inassolutà verità
sull'eternità della vita.
Il mare, il mare, cos'è per me il mare
se non l'altare della mia pace.
Mielealpeperoncino.
.....METAFORANDO.....
"Glia alberi e le montagne sono il desiderio di cielo che ha la terra." (...)
Le tue mani sono rami dell'albero che sei.
Io vorrei essere la tua terra.
Sei il mio desiderio di cielo,
il mio albatro dei sentimenti,
il portatore sano di "malattie dell'anima",
l'essenza dell'incontro,
l'assenza di ragione,
il vuoto di memoria,
la montagna da scalare e
il pozzo di Talete.
Mielealpeperoncino

Irrisolto quesito Quantunque tu in quell'essere io, quantunque io in quell'essere tu. Smarrito l'io, smarrito il tu ritrovarci dovremmo in quell'essere tu, in quell'essere io. Originato dalla fusione del tu-io-tu, il mio ed il tuo essere dovrebbero dare essenza ad un unico essere… Vale a dire: “Il nostro essere” o vale a dire: “Noi”.? Irrisolto quesito.








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