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Il Brindisi Delle Cinque, Il Tè E La Sua Storia

Post n°212 pubblicato il 29 Luglio 2011 da kekerex
 

Si beve tè per dimenticare il chiasso del mondo, ha scritto il saggio cinese Tien Yiheng.
Ogni giorno nel mondo, si bevono miliardi di tazze di tè; mentre i passeggeri della Transiberiana sorseggiano tè fatto con il samovar, gli aborigeni australiani lo bevono da pentolini anneriti; mentre nel Kenya il tradizionale saluto agli ospiti è Karibu chai!, ovvero Benvenuti, prendiamo il tè!, in Inghilterra gruppi di lavoro hanno addiritura fatto scioperi per garantirsi l'intervallo da dedicare a questa bevanda.
A chi dobbiamo essere grati per questo splendido dono di cui in fondo sappiamo tanto poco?
La pianta del tè, la Camellia sinensis, è la discendente coltivata della camelia selvatica.

Si tratta di un sempreverde che, selvatico cresce fino a nove metri di altezza, coltivato viene mantenuto intorno al metro.
Preferisce i terreni acidi ed i pendii asciutti, in montagna può crescere fino a 2100 metri di quota ed ha bisogno di ricevere almeno 125 centimetri di pioggia l'anno.
E' una pianta molto longeva: alcuni tipi vivono oltre i 100 anni.
La pianta del tè può essere coltivata sulle rive settentrionali del mar Nero come all'Equatore, ma il grosso della produzione mondiale viene dalle regioni che hanno reso famoso le varietà più importanti: India, Cina e Sri Lanka ( Ceylon ).
L'Africa, che per ora ne produce solo il 12 %, potrebbe in futuro diventare un forte esportatore di tè.

Le due maggiori componenti del tè sono la caffeina ed il tannino che, combinate con la teobromina e la teofilina ( due droghe leggere che non provocano assuefazione ), stimolano il cuore ed il sistema nervoso centrale e riducono l'acidità nello stomaco.

Il tè contiene anche fluoro, olii volatili, vitamina B e solo quattro calorie per tazza.
Sembra che il tè si sia cominciato a raccogliere in Cina, circa 2.000 anni fa, e abbia raggiunto il Giappone nel VI secolo.
In Europa è arrivato nel 1610, quando alcuni mercanti della Compagnia Olandese delle Indie Orientali tornarono da Giava con casse colme di queste foglie.

In Inghilterra, dove cominciava ad essere servito nei locali londinesi, era terribilmente costoso.

Nel XIX secolo, il miglioramento dei trasporti e lo sviluppo delle coltivazioni ne fecero calare il prezzo, il tè soppinatò il caffè e divenne la bevanda nazionale inglese.
Il tè giunse nel nuovo mondo quasi quasi nella stessa epoca in cui si affermò in Europa, e nel secolo XVII le signore olandesi di New Amsterdam ne servivano diversi tipi, aromatizzati con zafferano o foglie di pesco.
L'America diede tre importanti contributi alla sua diffusione.
Uno è legato al mondo dei trasporti: il progetto e la costruzione della goletta.
Gli inglesi la impiegarono subito per il commercio con la Cina e presto innondarono il mercato di tè a prezzi ragionevoli.
Poi venne la bustina, creazione del commerciante nuovaiorchese di tè Thomas Sullivan.
Presto i suoi clienti si entusiasmarono al sistema di intingere nell'acqua bollente i suoi campioni.
La terza, nello stesso anno, Richard Blechynden temendo di non suscitare l'interesse delle folle accaldate alla Fiera di St. Louis, pensò di versare il fumante tè su pezzi di ghiaccio: aveva inventato il tè freddo.
Il tè è particolarmente sensibile all'ambiente in cui cresce.

Il tè cinese Lapsang Souchong deve molto del suo aroma affumicato al terreno della provincia cinese del Fukien, mentre i Darjeeling indiani ricevono il gusto di frutta dal terreno e dal clima delle pendici Himalayane.
Per fare poi un tè al gelsomino non è necessario mescolarlo con i fiori di questa pianta; è sufficente che le foglie stiano vicino ai fiori di gelsomino appena per qualche giorno.
Durante i cinque o sei periodi annuali di raccolta del tè nelle grandi piantagioni asiatiche, i raccoglitori tolgono delicatamente il germoglio e le due foglie in cima alla pianta e li lasciano cadere nella cesta alle loro spalle.
Poi le foglie vengono lasciate seccare, lavorate e confezionate.
La maggior parte delle trattative del commercio del tè si svolgono a Londra.
Da Twining un assaggiatore veterano è in grado di dirvi esattamente da che piantagione proviene il tè, e perfino in che stagione è stato raccolto.
Consigli di Sam Twining per un buon tè: conservare il tè in un contenitore a chiusura ermetica; usare sempre acqua fresca e farle sfiorare l'ebollizione; preriscaldare la teiera, possibilmente di porcellana o di terracotta.
Lasciare il tè in infusione da tre a sette minuti, a seconda che si usi tè a foglie piccole o grandi; se si adopera un colino, per evitare di contaminare il gusto del tè, è meglio usarne uno di acciaio inossidabile.
Per quanto riguarda il tè in bustina, gli assaggiatori concordano col sostenere che si può fare un'ottima tazza di tè anche con la bustina, a patto che si scelgano le migliori qualità di tè.

 

 
 
 
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