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Redditometro, Un Altro Strumento Di Austerity
Post n°624 pubblicato il 21 Novembre 2012 da kekerex
Tag: addio bella italia, agenzia delle entrate, alla commissione tributaria, banche finanziarie massoniche, base delle spese, commissione tributaria, contribuente, contribuenti italiani, dal fisco, dei lavoratori, delle entrate che, delle spese, due gradi, due gradi di, euro, euro invece, eurogendfor, fisco, gli italiani, gradi di giudizio, imponibile del, imposte sanzioni ridotte, italia, maggiori imposte, maggiori imposte sanzioni, MES, nostri ministri, nuovi movimenti, pareggio di bilancio, pil, possibilit di, potenza mondiale, reddito, reddito imponibile, redditometro, ricorso alla commissione, sanzioni ridotte, sovranità monetaria, spese che, studi della cgia, sulla base, tra maggiori imposte, tributaria, tributaria alla, ufficio studi della Con il nuovo redditometro, lo strumento che consente di confrontare i redditi dichiarati dai contribuenti con il loro tenore di vita sulla base delle spese sostenute, gli italiani rischieranno, nel peggiore dei casi, di pagare fino a 9mila euro in più di tasse.
È una prima stima degli effetti elaborata dell'ufficio studi della Cgia di Mestre. Secondo l'associazione, con un maggior reddito stimato dal fisco pari a 10.000 euro, se il contribuente raggiunge l'accordo con l'Agenzia delle Entrate che gli sconta il reddito imponibile del 5%, tra maggiori imposte e sanzioni ridotte dovrà versare tra i 4.250 euro circa e i 5.640 euro. Se, invece, non accetta la proposta del fisco e fa ricorso alla Commissione tributaria e alla fine dei due gradi di giudizio perde, il contribuente dovrà versare tra 6.815 e 8.906 euro. Le simulazioni, sottolinea l'Ufficio studi della Cgia, sono state fatte su 3 tipologie reddituali: 20.000 euro, 40.000 euro e 80.000 euro. Al di sotto dell'ultima soglia, è ricordato, c'è il 98% del totale dei contribuenti italiani. Nel caso, invece, si raggiunga un "compromesso" con l'Agenzia delle Entrate che riduca il reddito imponibile del 20%, tra maggiori imposte e sanzioni ridotte il contribuente dovrà versare tra i 3.366 euro fino a 4.750 euro. Se, invece, non accetta la mediazione avanzata dal fisco e fa ricorso alla Commissione tributaria e alla fine dei due gradi di giudizio ne esce "sconfitto", il contribuente dovrà versare all'Erario, come nel caso precedente, fino ad un massimo di 8.906 euro. Con il nuovo redditometro che fra qualche mese cambierà il rapporto tra il fisco e i contribuenti italiani, secondo la Cgia, i primi avranno la possibilita' di "costruire" a tavolino i redditi dei secondi sulla base delle spese che questi ultimi hanno effettuato, anche per mezzo di una serie di indici fissati a priori. Nel caso in cui il reddito presunto dall'amministrazione superi di almeno il 20% di quello dichiarato, il fisco convoca il contribuente per chiedere di giustificare lo scostamento tra le spese effettuate e il reddito dichiarato. "La normativa - dichiara il segretario Giuseppe Bortolussi - limita la possibilità di dimostrare che le spese realizzate dal contribuente siano avvenute con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d'imposta. Inoltre, sarebbe auspicabile che si stabilisse il carattere di presunzione semplice di questo nuovo strumento, permettendo al contribuente di discutere anche su come sono state conteggiate le maggiori richieste avanzate dal fisco.
Infine, il giudice tributario dovrebbe essere messo nelle condizioni di avere un'ampia possibilità di giudizio anche nella valutazione dei risultati a cui giunge l'Agenzia delle Entrate con il nuovo redditometro". Ancora una volta la libertà viene sacrificata in un paese dove non si è ancora capito che è stato il debito, ed il credito, che ha fatto crescere una nazione come L'Italia sovrana della sua moneta, non debitrice delle banche, I nostri Ministri però pretendono di succhiare, con la scusa dell'Austerity, tutto il sangue dei lavoratori e dei pensionati perché il concetto del redditometro è basato sul concetto di spese che superano il reddito, cioè coloro che sono ricchi non avranno di questi problemi, solo la classe dei lavoratori, pensionati e qualche piccolo autonomo incapperanno in questo sistema empirico come il PIL, il pareggio di bilancio, il MES e l'Eurogendfor. Ormai la nostra Costituzione Italiana è diventata non sense, qualsiasi articolo è stato abusato con altre leggi contrarie che hanno fatto del popolo italiano lo zimbello del mondo. La realtà è che l'Italia era una potenza mondiale con la lira, la settima potenza mondiale, ora invece siamo PIIGS, e questo per la corruzione dei nostri Ministri che si sono venduti alle grandi banche finanziarie mondiali massoniche. E' vero che ogni nazione si merita il governo che ha, e cosi continuerà ad essere, visto che gli italiani non vogliono il cambiamento perché sono loro stessi i primi a non voler cambiare.
Fonte: lindipendenza.com |
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