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Crisi E Recessione Ad Effetto Domino, Oppure....
Post n°654 pubblicato il 09 Febbraio 2013 da kekerex
Tag: api, austerity, banca, banca d'inghilterra, Banca del Giappone, banca Svizzera, basta, bce, breve termine, Brics, capitale, centrale, crisi, dell eurozona, delle economie emergenti, delle economie occidentali, denaro, economia, effetto domino, era industriale, fattori di, fed, gli interventi, inferno, le forme, morie di, nanoelementi, Nostro Pianeta, paesi magreb, paradiso, pesci, petrolio, PIIGS, proprietà, recessione, risorse energetiche, roubini, schiavitù, scie chimiche, sempre pi, terra, uccelli L'intervento di Nouriel Roubini su Project Syndicate ci avverte che il 2013 si prospetta con uno scenario di "avvitamento" economico globale.
Non si vedono positive inversioni negli interventi di sostegno delle principali Banche Centrali come la BCE, la FED, la Banca di Inghilterra e la Banca Svizzera, ai quali si unisce ora anche quello della Banca Centrale del Giappone. Si può dire che gli interventi compiuti dalla BCE nell'eurozona: sono serviti solo a tamponare gli aspetti più emergenziali della crisi, il rischio dell'implosione dell'eurozona, ma nulla è stato modificato dei difetti di costruzione del sistema dell'euro, ed è certo che tutte le contraddizioni dell'area, la sua instabilità economico-finanziaria e l'incertezza di sviluppo che ne deriva, sono destinati a riemergere con forza entro breve termine. Se queste sono le critiche condizioni delle economie occidentali, non si può non considerare che anche lo sviluppo delle economie emergenti non è esente da difficoltà come la gestione della politica economica. Considerando l'enorme incertezza del quadro geopolitico medio-orientale, con tutte le incertezza sulle risorse energetiche, e dunque sui prezzi petroliferi e sugli effetti negativi che un loro aumento, imprevisto e incontrollato, può avere sulle provate condizioni economiche delle economie occidentali.
Certamente, conclude Roubini, non è detto che i fattori di criticità elencati assumano per forza la loro forma più virulenta, ma è bene tenere a mente che si tratta di fattori reali, ciascuno dei quali si manifesterà con una qualche maggiore o minore intensità: Bisogna riportare l'uomo al centro del sistema terra, e fare in modo che mai più il denaro diventi più importante che la vita delle forme animali e vegetali del nostro pianeta, perché la natura non transige e forzatamente si riprende il suo sopravvento su tutte le forme inquinanti dell'era industriale. L'uomo è una entità che si è venuta creando dagli elementi esistenti sulla terra nei secoli, per cui è totalmente succube di questo succedersi di processi chimici, e qualora venisse a mancare la base di questa entità animale e vegetale si autodistruggerebbe senza scampo, nessuna tecnologia umana potrà contrastarlo. Basta pensare alle grandi morie di uccelli, pesci, api e quant'altro risultato dello spargimento di nano-elementi metallici o chimici, noti come scie chimiche, per contrastare la piovosità o siccità nel mondo. Inevitabilmente le varie tecnologie, come in tutte le scienze, provocano effetti collaterali che portano sempre più all'avvitamento della vita sul nostro pianeta verso l'autodistruzione totale. Sarebbe ora che l'uomo capisse che è ora di dire BASTA con il denaro, la proprietà, il capitale e l'industrializzazione per ritornare all'agricoltura ed a quello che è stato scritto anticamente nei grandi libri delle varie sette religiose il " PARADISO TERRESTRE ", prima che la Terra si trasformi nell'esplodente sfera di fuoco che altri non è che l'" INFERNO ".
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