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Un blog creato da kekerex il 25/03/2011

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Crisi E Recessione Ad Effetto Domino, Oppure....

L'intervento di Nouriel Roubini su Project Syndicate ci avverte che il 2013 si prospetta con uno scenario di "avvitamento" economico globale.
La ripresa si compone infatti di tante realtà, ma soprattutto vede in prima fila i paesi delle economie emergenti ed in stagnazione quelli dell'occidente più industrializzato.
Il punto centrale su cui deve appuntarsi l'attenzione sta nel rilevare che la gravità della depressione economica va allargandosi progressivamente oltre i confini dell'eurozona, che si conferma così come l'epicentro di un terremoto economico di dimensioni straordinarie. Questo non per effetto del destino ma perché i suoi governi lo stanno perseguendo con le politiche dell'austerità.

Non si vedono positive inversioni negli interventi di sostegno delle principali Banche Centrali come la BCE, la FED, la Banca di Inghilterra e la Banca Svizzera, ai quali si unisce ora anche quello della Banca Centrale del Giappone. 
Gli interventi fiscali varati negli Stati Uniti per evitare il cosiddetto "precipizio fiscale", vedono vanificati i loro effetti a breve termine.

Si può dire che gli interventi compiuti dalla BCE nell'eurozona: sono serviti solo a tamponare gli aspetti più emergenziali della crisi, il rischio dell'implosione dell'eurozona, ma nulla è stato modificato dei difetti di costruzione del sistema dell'euro, ed è certo che tutte le contraddizioni dell'area, la sua instabilità economico-finanziaria e l'incertezza di sviluppo che ne deriva, sono destinati a riemergere con forza entro breve termine.
La recessione tenderà a cronicizzarsi e il peso del debito si aggraverà inevitabilmente, divenendo sempre più insostenibile.

Se queste sono le critiche condizioni delle economie occidentali, non si può non considerare che anche lo sviluppo delle economie emergenti non è esente da difficoltà come la gestione della politica economica.
Se si guarda alla Cina, emerge con chiarezza il problema della domanda interna, come la crescita eccessivamente centrata sulle esportazioni, che potrà mettere a repentaglio uno sviluppo così ben avviato.
Importanti problemi di consolidamento della crescita economica sono presenti anche nei paesi BRICS, nei quali l'azione pubblica dell'economia non si sta ancora dimostrando all'altezza di un reale lancio del sistema produttivo.

Considerando l'enorme incertezza del quadro geopolitico medio-orientale, con tutte le incertezza sulle risorse energetiche, e dunque sui prezzi petroliferi e sugli effetti negativi che un loro aumento, imprevisto e incontrollato, può avere sulle provate condizioni economiche delle economie occidentali.

Certamente, conclude Roubini, non è detto che i fattori di criticità elencati assumano per forza la loro forma più virulenta, ma è bene tenere a mente che si tratta di fattori reali, ciascuno dei quali si manifesterà con una qualche maggiore o minore intensità:
"Siamo appena all'inizio del 2013, ed i fattori di rischio di una recessione globale, vanno acquistando forza se non saranno presi provvedimenti reali ed esenti da interessi privati o di parte".
In effetti l'economia non regge più il passo coi tempi, c'è bisogno di nuovi impulsi e teorie che astraggano da quello che è il passato per proiettarsi nel ventunesimo secolo con nuove teorie per umanizzare quello che ora è diventato schiavitù al potere del denaro.

Bisogna riportare l'uomo al centro del sistema terra, e fare in modo che mai più il denaro diventi più importante che la vita delle forme animali e vegetali del nostro pianeta, perché la natura non transige e forzatamente si riprende il suo sopravvento su tutte le forme inquinanti dell'era industriale.

L'uomo è una entità che si è venuta creando dagli elementi esistenti sulla terra nei secoli, per cui è totalmente succube di questo succedersi di processi chimici, e qualora venisse a mancare la base di questa entità animale e vegetale si autodistruggerebbe senza scampo, nessuna tecnologia umana potrà contrastarlo.

Basta pensare alle grandi morie di uccelli, pesci, api e quant'altro risultato dello spargimento di nano-elementi metallici o chimici, noti come scie chimiche, per contrastare la piovosità o siccità nel mondo.

Inevitabilmente le varie tecnologie, come in tutte le scienze, provocano effetti collaterali che portano sempre più all'avvitamento della vita sul nostro pianeta verso l'autodistruzione totale.

Sarebbe ora che l'uomo capisse che è ora di dire BASTA con il denaro, la proprietà, il capitale e l'industrializzazione per ritornare all'agricoltura ed a quello che è stato scritto anticamente nei grandi libri delle varie sette religiose il " PARADISO TERRESTRE ", prima che la Terra si trasformi nell'esplodente sfera di fuoco che altri non è che l'" INFERNO ".

 
 
 
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