
Piccoli frammenti di delirio, ecco tutto ciò che rimane sul tavolo della cucina.
Una bottiglia quasi vuota di Cabernet, un calice macchiato di un rosso vermiglio ed un libro aperto.
«Introdursi in immagine nell'intimo d'una fanciulla è un'arte, uscirne fuori in immagine è un capolavoro» .
Buffa la vita, l'occhio cade sempre laddove il dente duole.
Adesso, mentre ti versi l'ultimo rabbocco di vino, ripensi a quel gioco di specchi nella quale qualche volta si rischia di rimanere intrappolati.
Lei era bella, meglio, era un tipo: il viso dolce non le impediva di lasciar trasparire un sorriso malizioso e bugiardo.
I capelli lunghi le scivolavano fin sopra le spalle a sfiorare la camicetta bianca che indossava e dal quale si intravedevano quelle piccole tette che avrebbero deliziato il tuo palato.
Era estate e la vista della città dalla terrazza di Pierre era magnifica.
La brezza marina carezzava le gote già paonazze degli invitati.
Fu il lieve fragore del suo sorriso a colpirti.
Due settimane dopo già le leccavi il rossetto che ne adornava le labbra morbide.
Scottava!
"So che mi vuoi" ti sussurrò quasi con aria di sfida, brandendo le tue mani e portandosele a coppa sui suoi seni.
Non portava nulla sotto la maglina, le hai dato una strizzata sentendo crescere in lei l'eccitazione.
Sentivi il tuo cuore battere all'impazzata ed il sesso indurirsi dentro i pantaloni.
“Sei la mia troia?” le hai chiesto.
Non rispondeva, allora afferrando con le mani il suo viso l'hai avvicinato a te:“Troia, troia, troia…” le hai ripetuto.
Scottava come merce rubata in una galleria d'arte.
Lei arte e tu ladro.
Già! Hai sempre amato ciò che non ti appartiene.
" Finirai all'inferno" lo diceva sempre tua madre.
Ricordi quante volte hai violato la sua mente mentre senza ombra di pudore ti gridava scopami?
Ed i sorrisi del dopo li ricordi ancora?
E’ buffo, te ne stai tutto solo a ripensare a quel gioco che amavi tanto quando eri bambino,
“ si! dai proprio quello”, quello in cui in una mano ci stava la moneta e nell’altra ...beh nell’altra una manciata di mosche, e non ne azzeccavi mai una. Oggi come allora le mosche le vinci sempre.
Ti ha guardato con l’aria di chi ti ha amato tanto.
“ Dici che anche tu l’amavi? “ Forse non abbastanza.
L’unica volta che avevi trovato quella dannata moneta ti sei affrettato a barare come se fosse l’ultima mano di un poker da strapazzo, e si sa a poker c’è sempre chi viene a vedere.
Un bottiglia vuota di Cabernet, un calice macchiato di un rosso vermiglio, un libro aperto ed una manciata di mosche. Guarda la tua vita.
Inviato da: cassetta2
il 14/09/2020 alle 14:09
Inviato da: DimmiSeTiIntrigo
il 03/09/2014 alle 00:16
Inviato da: labios.de.cielo
il 01/09/2014 alle 17:00
Inviato da: samira.1976
il 22/12/2009 alle 00:48
Inviato da: DimmiSeTiIntrigo
il 15/12/2009 alle 14:27