
Come ogni notte la luna emergeva dal mare.
Quella notte, insolitamente, appariva ai miei occhi per metà di velluto nero e per metà di seta bianca.
Amavo la luna, sopratutto quel suo lato cosi oscuro a tratti perverso.
Frastagliava sulle onde che sciabordavano sulla scogliera impervia.
Ricordo che mi voltai, sapevo che era li, distesa sul letto, la sua carne bianca a contraltare quel suo pensiero che rasentava apocalittici scenari.
Mi avvicinai al letto mentre le sue braccia protese sembravano acclamare la mia presenza.
Cosi era. Cosi non era. Il dualismo perfetto.
I nostri corpi, gia ombre notturne, spogli di ogni indumento erano alla mercè del percepire, dell'invadere.
Chiusi gli occhi e già sentivo che i miei gesti non appartenevano che a lei.
La mia mano lenta scivolava verso il suo fianco per poi avventarsi contro la sua coscia. Mi arrestai. Non ero più io ma il velluto nero che mi avvolgeva.
Luna maledetta luna.
Il suo respiro disturbava il silenzio con armonia.
La mia mano riprese il percorso intrapreso, giu verso il ventre fino a toccar l'antro segreto del suo sesso umido.
Le sue mani a cercar carezzevolmente il mio baluardo
Ascoltarsi immobili per un istante.
Respirarsi.
Ingoiarsi attraverso un lungo interminabile scambio di baci travolgenti e lingue come spade in un duello all'ultimo sangue.
Rosso è il colore del vapore che esprimevano i nostri corpi. Passione. Sangue. Impeto.
D'improvviso pensai: "Ti amo"
Ti amo ripensai mentre sfioravo il suo grilletto con le mie dita.
Persi i sensi. Scivolai con la testa fra le sue gambe perdendomi fra le sue labbra umide.
Le sue ginocchia stringevano forte.
Il suo profumo selvaggio sulla mia lingua che affondava, era arco che si tendeva ed io la sua freccia.
Vibrava ad ogni colpo di lingua sul solco.
Amo.Ami.Amiamo.
I nostri respiri si ritmavano nel ventre.
Salivamo in un oscillare di pendolo.
Fu cosi che ad un tratto i nostri corpi si ritrovarono uniti in un amplesso vorticoso.
"Vieni. Vieni." Le sue parole suonavano al mio orecchio come sinfonia.
Vidi la luce della luna sul suo volto tirato come corda di violino.
"Insieme insieme". ritmavo ad ogni affondo.
La luna nera era li che guardava soddisfatta.
" Puttana " pensai se la spassa a guardarci, ho sempre creduto che fosse un po voyeur, ma in fondo mi piaceva.
Inviato da: cassetta2
il 14/09/2020 alle 14:09
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il 03/09/2014 alle 00:16
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il 01/09/2014 alle 17:00
Inviato da: samira.1976
il 22/12/2009 alle 00:48
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il 15/12/2009 alle 14:27