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Roma Ecomaratona....e i ragazzi dello zoo di Cesano

Post n°98 pubblicato il 24 Ottobre 2011 da Guidobix59

Roma Ecomaratona……e i ragazzi dello zoo di Cesano!!!!

 

Il 2 ottobre 2011, in una giornata quasi estiva, una grande organizzazione è riuscita a condurre in modo perfetto due manifestazioni sportive in una; la seconda edizione della Roma Ecomaratona di 42 km e la seconda edizione dell’Urban Trail di Cesano di 10 km.

La prima era la gara clou della giornata e l’urban trail l’evento collaterale, entrambe legate da uno stesso fine, quale la conoscenza e la promozione del trail running e il rispetto per l’ambiente. La Roma Ecomaratona oltre ad essere la Maratona Ecologica di Roma, ha dimostrato che l’insieme di forze concrete, fatta di persone, può ancora fare qualcosa per non inquinare l’AMBIENTE e rendere sostenibile il modo di fare sport!

La logica che l’ASD Roma Ecomaratona, società organizzatrice, si è imposta, è proprio quella di ricercare luoghi diversi, non lontani dalla città, studiarne i percorsi e segnalarne, a chi di competenza, lo stato eventuale dei luoghi, relativamente alla nettezza, come in una sorta di vigilanza ambientale, per poi renderli fruibili a tutti.

La ASD Roma Ecomaratona è riuscita a trascinare molti appassionati di trail running in quel di Cesano di Roma, scegliendola come base logistica per partenza e arrivo.

Perché Cesano?        

Cesano è compreso nel territorio del Comune di Roma Capitale, XX Municipio e quindi rimaneva la soluzione più ovvia. Lo sviluppo dei 42 km veniva affidato alla pazienza e sagacia di Robertone Fabbri, new entry nel Direttivo della ASD Roma Ecomaratona.

Esperto dei luoghi perché residente, si è reso disponibile e propositivo sin dall’inizio in cui gli è stato presentato il progetto, ma soprattutto un collaboratore valido per il suo orientamento “Verde”!!

Dopo aver studiato un primo percorso insieme ad alcuni bikers locali, Robertone riusciva a trovare, con l’aiuto della Carta dei Sentieri dei Parchi di Bracciano e Martignano e di Vejo e con successiva verifica, un bel giro, che avrebbe interessato i due adiacenti parchi.

Quali Problemi si sono incontrati durante i vari sopralluoghi?

La scelta tra i giorni della settimana in cui poter combinare le uscite con le disponibilità di ognuno di noi;

scegliere un periodo dell’anno in cui non ci sono i ”tafani”!! Quest’anno particolarmente numerosi, per via della siccità nel Parco Regionale di Bracciano & Martignano e nel Parco Regionale di Vejo.

Presentato il nostro progetto ai rispettivi Enti Parco, ottenevamo un consenso favorevole, dove solo la denominazione “Roma Ecomaratona” suonava bene ai nostri interlocutori! 

Solo un mese prima, della data prevista, apprendevamo dai Guardaparco, che parte del percorso da noi studiato era interdetto al passaggio, in quanto nell’area di forra del Parco di Vejo in corrispondenza della Cascata dell’Inferno è sottoposta a vincolo naturalistico, per via di un piccolo animaletto, la salamandrina dagli occhiali (specie di anfibio protetto), che vi si riproduce!

A tal punto siamo stati costretti, dimostrando la nostra sensibilità anche a questo genere di problematiche, a studiare una variante insieme al Commissario del Parco di Vejo, dott. Massimo Pezzella.

Nel frattempo ci tenevamo in stand by l’altra parte di percorso e cioè i 10 km nel territorio del Parco dei due Laghi, che avremmo sicuramente misurato in un fine settimana, giorni in cui il Campo di Addestramento e il Poligono Militare di Cesano, non prevedevano esercitazioni. Durante la tracciatura, indossato il nostro abbigliamento anti-tafano, io e Robertone abbiamo avuto un incontro ravvicinato con un orbettino, animaletto simile ad una biscia con le zampette, che mi ricorda la mia infanzia sui prati accanto casa di mio zio a Genzano (Castelli Romani).

Perché la scelta del 2 ottobre 2011?

Volevamo cambiare periodo rispetto la data della prima edizione (30 maggio 2010) a Frascati, nel Parco Regionale dei Castelli Romani, per non andare ad inficiare con altre manifestazioni. Ma alla fine la scelta non è stata tra le più felici! Risultata troppo vicina al periodo estivo, non ha consentito ai più, la giusta preparazione per affrontare un impegno così duro; anche le nostre comunicazioni apparse sul sito hanno forse, spaventato gli atleti intenzionati a parteciparvi, ma con precaria autonomia!!

 

Autonomia? Che vuol dire?

Sta a significare, che oltre alla preparazione atletica, ogni iscritto, alla partenza era richiesta una dotazione di una riserva d’acqua, anche se venivano garantiti 6 ristori lungo il percorso.

Tutti i partecipanti, all’atto dell’iscrizione, hanno ricevuto una eco-tazza, una tazza in gomma alimentare; omaggio molto gradito soprattutto a chi risultava troppo ingombrante portarsi dietro borracce e quant’altro.

Bisognava dare una svolta! L’ambiente bucolico e sonnacchioso di entrambi i parchi, con annesso il piccolo Borgo di Cesano, meritava un rilancio e con la Roma Ecomaratona, ci siamo in parte riusciti. Per tornare a parlare di impatto ambientale, perché come ricordo, questo è il motivo trainante, nel breafing prima della partenza tutti i concorrenti sono stati chiamati a rigore, non a tirare un calcio piazzato, ma ad una osservanza di regole, che sono parte dell’educazione civica che ci insegnavano a scuola!!

L’ASD Roma Ecomaratona ha saputo dimostrare che si può fare del proselitismo ed educare sempre più persone; a conferma di ciò, i sentieri interessati dal percorso di gara, preventivamente ripuliti da ogni rifiuto dagli stessi organizzatori, sono risultati al termine della manifestazione, integri e privi di ogni scarto o rifiuto!!

La sfida era proprio quella di far conoscere ai concorrenti luoghi vicini alla città, spesso sconosciuti, dove correre in natura, ma con rispetto!!…non come fanno altre persone, che “conoscono” molto bene questi luoghi per andarci a sversare ogni genere di immondizia!

Bene, noi dell’ASD Roma Ecomaratona con le nostre iniziative volontarie, come quella precedentemente raccontata, di raccolte di rifiuti; ovviamente si parla di rifiuti di facile asporto, in quanto non supportati da alcuna ditta specializzata e ne da mezzi meccanici.

Nel dettaglio, l’intero percorso è stato segnalato con nastro bianco/rosso in mater-bi (proveniente dalla lavorazione del mais), da segni di vernice effimera (facilmente degradabile in pochi gg), oltre a ciò lungo il percorso, sono stati dislocati punti di controllo con personale attento ad ogni esigenza dei concorrenti. All’arrivo tutti hanno apprezzato il lavoro svolto, giungendo affaticati ma sorridenti, congratulandosi con gli organizzatori per l’ottima riuscita.

Come ad ogni manifestazione che si organizza, non è mancato il retroscena.

Marco D’Innocenti, vincitore poi della gara in 3:26’, già vice-campione mondiale sulla distanza di 100 km su strada, è stato quasi incornato da un vitello che si è visto sbarrare, transitando su un single-trek, la strada. Entrambi impauriti, ma ad indietreggiare è Marco, che scivola e nel rialzarsi viene letteralmente scalzato dal vitello e senza riportare ferite, giungeva al traguardo trionfante!    

L’altro aneddoto lo ha descritto, dopo aver tagliato il traguardo, l’amico Sandro Vecchietti, appassionato di astronomia, che ha scorto un branco di cinghiali, verso il finire di gara e prima di lasciare le limitazioni del Parco di Vejo, che erano intenti a ruspare nel terreno!

Avevamo una incombenza su come presidiare la zona di Monte Castagno, perché gli atleti sarebbero passati in una zona dove spesso sono a pascolare mandrie di Mucche Maremmane e dove un anziano proprietario aggredisce a bordo del suo trattore…..(Buzzi malvestiti!!) ogni intruso, minacciandolo di farne “polpette”. Tale compito lo abbiamo lasciato al nostro Fabbri Robertone che ha saputo tenerlo a bada con diplomazia (…e con una roncola in mano)!!

L’altro retroscena potrebbe somigliare ad un pianto recitato in una commedia greca, ma in realtà è un grido che serve da monito a chi spesso si affida a delle persone serie, che dimostrano di non essere serie!! Non so da dove iniziare, ma vi assicuro che l’elenco è lungo.

Una dalle più grandi delusioni proviene dagli sponsor, per così dire tecnici, quelli che grazie agli organizzatori, riescono a vendere i loro prodotti, in cambio del lancio pubblicitario che manifestazioni come la Roma Ecomaratona, possono offrire. Sponsor più volte stimolati che quasi mai rispondono, mostrandosi non educati civilmente! Non riesco a capacitarmi  all’idea che dette aziende siano sorde e ceche ai nostri appelli o richieste e non riescano a carpire il significato  e quindi essere sensibili al chiaro obiettivo che la manifestazione e in genere tutte le gare di trail running del Circuito Parks Trail, si prefiggono; vedi:

materiali di abbigliamento sportivo provenienti dalla lavorazione di fibre naturali e/o con nylon a basso contenuto di petrolio;

materiali provenienti dal riuso di altro materiale scartato;

valorizzare  prodotti alimentari locali per abbassare la movimentazione degli stessi e dei mezzi di trasporto occorrenti (km zero),

raggiungere le località di gara con mezzi di trasporto collettivi (pool-cars), in modo da abbattere le emissioni dei gas di scarico e via di seguito, con quelli precedenti indicati relativi alla condotta di gara da parte di chi partecipa e da parte di chi organizza.

L’autosufficienza alimentare e idrica,

la segnalazione dei sentieri con materiali biodegradabili!

Altro importante retroscena è lo scarso interesse mostrato dalla stampa, fatta eccezione del Corriere della Sera, con la rubrica on line di Corriere.it, che ha completamente disertato la indetta presentazione della manifestazione.

Per parlare di mancanza di serietà, vorrei menzionare quelle associazioni come Lega Ambiente, WWF etc. più volte interpellate e richiesto di lavorare insieme nel progetto Roma Ecomaratona, senza ottenere risposte. Forse sarà perché Roma Ecomaratona non è un loro progetto!? Probabile che escludano a priori forze nuove e nuove idee che non siano dettate da loro stessi!!! 

E’ accaduto anche con la azienda Esosport che recupera le scarpe da corsa usate, che vengono poi destinate ad altre aziende che ne riciclano i materiali componenti per la costruzione di piste di atletica o pavimentazione per parchi giochi per bambini. Noi dell’ASD Roma Ecomaratona avevamo previsto in zona partenza e arrivo un punto di raccolta di questa scarpe, ma nessuno si è dimostrato interessato!

Abbiamo pensato di organizzare un pasta party finale per tutti i concorrenti e accompagnatori, accordandoci con il proprietario dell’Agriturismo La Melazza per quanto riguardava il condimento e malgrado avessimo fatto pubblicità a suo favore, che ha prodotto diverse presenze nel suo ristorante, di atleti partecipanti alle due gare, ci ha “servito” il conto!

Un’altra “sòla” ce la rifilata la ditta dei bagni chimici, richiesti per la mancanza di bagni pubblici nel piccolo Borgo di Cesano, ma non venivano rispettati gli accordi. Dei bagni chimici, neanche l’ombra!!

Anzi, dopo qualche giorno ci siamo visti pervenire una fattura per il pagamento, senza averli mai consegnati!! Nonostante tutto, l’organizzazione è proseguita senza esitazioni, riuscendo a sbrogliare ogni difficoltà!

Quello che conta di più è che alla fine la gara ha avuto la presenza di tutti gli elementi:

Acqua: i due guadi del Fosso di Formello, accanto le Cascate della Mola di Formello;

Terra: il terreno argilloso, a tratti polvere di borotalco e la lava raffreddata, con roccia vulcanica sulla zona di Monte Musino, hanno caratterizzato parte del percorso;

Fuoco: il caldo insolito di questo periodo dell’anno;

Aria: è quella respirata a pieni polmoni per ossigenarsi e per sospirare come per ringraziare il Signore di essere al mondo.

 

Massimo Guidobaldi

 

 
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