Creato da Lord_vampires il 07/07/2005
Come si può continuare a vivere sapendo di aver voluto morire veramente...?

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« nel ricordo...In merito ai vizi... »

Chiamami Drake

Post n°51 pubblicato il 17 Agosto 2007 da Lord_vampires
Foto di Lord_vampires

Drake aveva sete. Non una sete perversa, da allietare subito, a rischio della sua stessa vita.. un piacevole appetito che gli stuzzicava la gola.
Il pensiero del sangue la faceva crescere, ma Drake sarebbe stato paziente. Sapeva bene che l’abbandonarsi all’istinto, sarebbe stato la rovina degli altri vampiri.
Ma lui non era come loro. Lui era forte. Più forte di tutto loro, ed imprevedibile.
Com’erano sciocchi, Valerius ed i suoi seguaci.. non pensavo altro che alla caccia. Azzannare, succhiare ed uccidere. Terrorizzavano il Popolo dei Ghiacci con i loro occhi cerchiati di rosso, la pelle diafana e gli artigli, pronti a ghermire la vittima nel sonno. Non capivano davvero.. non capivano, quanta poesia e bellezza fosse contenuta in quelle fragili creature chiamate uomini. 
La morte, vista in un’ottica diversa, aveva un qualcosa di commovente ed eroico.
“Essi danno la vita per noi. Essi donano il loro sangue affinché i vampiri vivano”
Affinché io viva.

 
Drake provava sincero disgusto per i vampiri che non sfruttavano appieno il loro potenziale. Sciocchi predatori ignari del loro fascino.. erano in grado di uccidere senza far provare dolore alla vittima, o perlomeno, di mischiare questo dolore alla gioia di morire fra le braccia di un oscuro angelo, innamorandosi dello stesso assassino.
La morte non era solo sofferenza. La morte poteva essere un’esperienza bellissima e sensuale, che gli uomini potevano scegliere di intraprendere per mano del vampiro.
Non che a Drake importasse qualcosa delle loro sciocche anime.. semplicemente, amava la complicità che veniva a crearsi fra lui e la sua preda. Drake amava sedurre la vittima, attirarla senza il bisogno di sfruttare il favore dell’oscurità più completa.. e poi ucciderla senza pietà, facendo scomparire quel sorriso di gioia sul viso di un’ingenua fanciulla.
C’era più sadismo in questo, di quanto la monotona caccia di Valerius potesse offrire nel corso di secoli.
Passi leggeri, un tenue fruscio. 

 
 
 
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