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Breve pensiero sulla 22a Domenica dopo Pentecoste
Breve pensiero sulla 22a Domenica dopo Pentecoste:

"Nessuno troverebbe grazia presso il Signore se Egli esigesse, per darla, immacolatezza di spirito. Ma i cristiani sanno che è tempo di Misericordia da quando si sono aperti i Cieli per lasciar piovere il Giusto, e si sono riaperti per accogliere il Trionfatore che regna ed ha instaurato il suo tempo. Ossia il tempo della Misericordia.
Essa è presso il Dio d'Israele, il Dio Eterno e Immenso, e ha nome Gesù Cristo, il Divino vostro Fratello, il Figlio diletto nel quale il Padre si compiace e al quale nulla nega.
Un tempo veramente l'uomo gridava "dal profondo". Era il tempo del rigore. L'uomo tremava di Dio, di questo Dio immenso in tutti i suoi attributi [potenza, sapienza, ecc.], di una Maestà e Perfezione così sublimi che i poveri uomini, consci della loro miseria colpevole, ne tremavano e non osavano neppure chiamarlo col suo vero Nome, né alzare gli sguardi verso il suo trono. Perciò, schiacciati da tanta Infinità, gemevano nel profondo del loro abisso. Come era lontana, separata, allora, la Terra dal Cielo!
Ma ora, ma in questa ora che ha già 20 secoli, non dal profondo, ma dal sommo dell'altare di Cristo l'uomo può gridare a Colui che sa Padre. L'altare: la Croce di Gesù Cristo.
Essa era ben alta, in cima ad un colle, in quel Venerdì. Ma molto più alta, e su un monte altissimo che tocca il Cielo, ella è col suo carico di misericordia che parla per voi. Sulla Croce del Divino Martire sono stati tutti i peccati degli uomini per essere espiati. Ma sono anche tutti i bisogni degli uomini, e Gesù li ha già pagati per voi. Tutto quanto voi ottenete Egli lo ha pagato col suo Amore e Dolore. Tutto avete per i meriti di Lui.
[..] Egli vi ha insegnato la Preghiera nella quale tutte le vere necessità degli uomini sono compendiate, tanto quelle per la carne che quelle per lo spirito. E non contento ancora, dalla Croce ha pregato, e dalla Croce prega, indicando al Padre suo il suo patibolo tremendo e dicendo: "Per quello che soffrii dammi le grazie per loro".
[...] è sempre per la Croce che ottenete grazie. Per la Croce di Gesù, e per la vostra croce di vittime.
Esse tengono aperte le porte dei Cieli. Esse sostengono il mondo e innalzano i dolori dei fratelli presentandoli all'Eterno. La S. Messa perpetua dell'amore.
E la patena [il piatto sul quale il prete offre l'ostia nella Messa] è il vostro dolore insieme a quello del Cristo, è la vostra immolazione, e sulla patena sono i bisogni del mondo e dei fratelli: bisogni di perdono continuo, di continua misericordia, di lume, di guida, di salute spirituale e corporale, di cibo, di vesti, di tutto".
Fonte: M. Valtorta, Libro di Azaria, CEV 2012, pp. 259-260. Padre Berti nota "la sublimità, originalità, esattezza, chiarezza di tanti insegnamenti e consigli contenuti in questo volume" (vedi M. Valtorta, Libro di Azaria cit., p. 6, introduzione di P. Corrado M. Berti O.S.M., 2 febbraio 1972).
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