Creato da Wilcontenitore il 18/03/2010
 

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...due chiacchiere con il proprio inconscio

 

 

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7:49 Le parole per dirlo

Post n°260 pubblicato il 16 Luglio 2011 da Wilcontenitore
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Ed eccomi qua... a scriverLe, dopo un solo giorno di "pausa". Una pausa che per la mia mente sarebbe dovuta iniziare tra due giorni, ma che già sento viva dentro di me. Fantastico immaginandomi nel Suo studio, sdraiata mentre guardo fuori dalla finestra che ho di fronte... vedo le verdi foglie in balia del vento e un cielo azzurro e limpido, limpido come l'acqua dei ruscelli di alta montagna che nasce dai ghiacciai e scorre pura, giù dalle cime, tra le rocce, i boschi ed i sentieri fino ad arrivare in valle dove, quasi ad ignorare le persone che le passano accanto e che tanto desidererebbero immergersi e dissetarsi di lei, prosegue nel suo cammino, sola, apparentemente indifferente a qualsiasi cosa ma viva. Sogno quel momento ad occhi aperti e lo risogno ancora. Non La vedo, ma La sento. Sento la Sua presenza dietro di me che mi avvolge di calore, lo stesso calore che il sole regala a quel ghiacciaio, sciogliendolo fino a trasformarlo in acqua, acqua che scorre; vedo la Sua luce che m’illumina la via, come di notte la luna risplende nell’immenso cielo mostrando al ruscello le infinite strade percorribili perché possa scegliere la propria; sento la Sua voce che mi culla offrendomi uno spettacolo di emozioni che riempiono il mio corpo inerte al cospetto di tanta bellezza, come una madre che per la prima volta vede il suo bambino appena nato; percepisco la Sua accoglienza e la Sua forza che mi danno sicurezza e protezione, come una bimba che si tuffa in piscina certa di non poter annegare per via dei braccioli che indossa. E quindi mi tufferei in un viaggio profondo alla ricerca delle parole per dirlo, cominciando col parlarLe del mio sogno di due notti fa nel quale perdevo sangue e stavo a guardarlo mentre si faceva strada sul pavimento, come se vivesse di vita propria. Le racconterei di un altro sogno fatto la notte appena trascorsa che aveva come protagonista la mia felicità per il ritorno a casa, alle ore 7:49, di una persona a me cara. Le direi del libro di Marie Cardinal di cui ho appena terminato la lettura, Le direi di quanti sentimenti, pensieri e soprattutto di quanta speranza è riuscito a donarmi... speranza per la mia esistenza, per costruirmi un futuro, ma ancor prima un presente in cui io possa percepire, sentire, esprimere e vivere le mie emozioni e me stessa per quello che sono, circondandomi di persone da amare e da ascoltare, che a loro volta mi amino, mi ascoltino e si ascoltino. Una vita che attraverso l'ascolto e il dialogo, non limitati all'apparenza spesso ingannevole della comunicazione verbale, avrebbe come base il rispetto degli altri e innanzitutto di se stessi.

Penso che avrei già molte cose da raccontarLe e chissà quante altre ne troverò durante queste lunghe 7 settimane, ovvero 49 giorni. Nostalgica e furiosa, consapevole che al rientro non mi sarà possibile dirLe tutto,
                                                                                               La sogno e Le scrivo.  

 

 
 
 
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