Creato da Wilcontenitore il 18/03/2010 |
DONALD MELTZER - STATI SESSUALI DELLA MENTE
Ogni singola analisi inizia con una persona relativamente malata che va a trovarne una relativamente sana per averne aiuto. Ma se gli sforzi per organizzare e mettere in moto un "processo analitico" hanno successo, le due persone vengono trascinate in un'intimità, una franchezza, uno svelarsi del pensiero e del sentimento la cui intensità, io affermo, non ha eguali. Ciò combina insieme, potenzialmente, la profondità di concentrazione di una madre che allatta al seno e del suo bimbo, la passione della coppia nel coito, l'impulso dell'artista a dar forma all'esperienza, il bisogno di verbalizzazione del filosofo, l'ardore per la precisione del matematico.
COME SONO BELLA

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la Dea Grande Madre
Post n°256 pubblicato il 07 Gennaio 2011 da Wilcontenitore
la Grande Madre sarebbe una divinità femminile primordiale, presente in quasi tutte le mitologie note, in cui si manifesterebbe la terra, la generatività, il femminile come mediatore tra l'umano e il divino. Essa attesterebbe l'esistenza di una presunta originaria struttura matriarcale delle civiltà pre-istoriche, composte da gruppi di cacciatori-raccoglitori. L'universo cultuale della Grande Madre prevedeva anche, benché non sempre, figure maschili, inizialmente descritte come figure plurime o collettive (come i Dattili di Samotracia). L'evoluzione di tali figure e la loro progressiva personificazione individuale sembrano confermare l'idea di un'origine matriarcale della civilizzazione, sia per la forte accentuazione di "figlio della dea" - e la dea rimanda alla Grande Madre, anche se ha un altro nome - che viene attribuita a talune divinità maschili particolarmente legate alla terra (Dioniso, per tutte); sia perché la modifica e l'individuazione in senso patriarcale del pantheon sono attestate in epoca relativamente tarda, quando gli uomini avevano preso coscienza della propria potestà generatrice; sia, infine, per il rapporto misterioso che corre tra la Grande Dea e il suo compagno, caratterizzato dall'essere minore di lei, per età e per poteri, e che spesso si presenta, almeno inizialmente, come una figura di giovane amante, assai simile ad un figlio (si veda in proposito la coppia Cibele-Attis). |