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Licantropia

Post n°4 pubblicato il 05 Gennaio 2006 da painkeeper
 
Tag: Sogni
Foto di painkeeper

Questo è il sogno più vivido che abbia fatto, e anche il mio preferito. E' totalmente in soggettiva. Risale al 2001 - 2002, non mi ricordo di preciso. Mi sembra fosse estate.


Il sogno inizia sfumato, graduale. A breve mi rendo conto di essere in una foresta di latifoglie, di notte. Il terreno era in forte pendenza e immaginavo di trovarmi nella valle scavata da un torrente.

Ad un tratto la mia visuale s'abbassa, come se mi fossi piegato in avanti. I colori diventano più nitidi, il battito cardiaco accelera, mi sento fremere, vivo e selvaggio.

Inizio a correre, e gli alberi e le foglie mi scorrono ai lati del campo visivo lasciando come delle scie al neon. Procedo zigzagando verso il basso, verso l'acqua. Sono a caccia. Mi sento pericoloso.


Mi svelgio e mi metto a sedere di scatto sul letto, ansimando, col cuore veloce. Sto così per pochi altri secondi, poi sorrido isterico e mi dico "Erik! Che cazzo fai?"

Era una sensazione splendida, ma un po' m'ha spaventato. Ho faticato a riaddormentarmi, ma quando l'ho fatto credo d'aver inconsciamente voluto dare una spiegazione razionale al sogno.

Mi capita, quando sono tra la veglia e il sonno, di poter guidare la trama del sogno. Mi pare che gli americani lo chiamino Lucid Dreaming.

Di fatto, la spiegazione che ho provato a dare è la seguente. Il sogno è ripreso con me, nudo, sul tavolo di un piccolo ambulatorio. Nella stanza c'era uno scienziato (che conoscevo) che m'ha detto d'avermi recuperato vicino al torrente. Ricordo che fuori della finestra dell'ambulatorio c'era la foresta. Dopo poco il sogno è finito, ma lì per lì ho capito che lo scienziato mi stava studiando (ed io ero consenziente), mentre non m'è chiaro se la mia trasformazione fosse innata, o se fosse la conseguenza di un suo esperimento.

 
 
 
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