PUNTO. E A CAPO
Minchiate assortite gusto fragola, vaniglia, rabarbaro, caffè o mais.
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PESSIMISMO & FASTIDIO
Post n°101 pubblicato il 25 Maggio 2011 da VELENOnelleVENE
Sono nevrotica. Ansiosa. Paranoica. Pessimista. Non ne faccio mistero. Paleso la mia indole in parole ed opere esponendomi senza vergogna allo sdegno di chi mai si comporterebbe in tal modo. Ieri sera, mentre stiamo cenando io e mio padre solamente, gli squilla il telefono. Risponde uscendo dalla cucina e dirigendosi verso lo studio. Ne fa ritorno meno di un minuto più tardi. “Chi era?” domando. “Non ho capito.” Risponde vagamente. Strano penso subito, sembrava aver inteso benissimo con chi stava parlando quando è uscito dalla stanza. “Non sono proprio riuscito a capire chi era” ripete, alimentando ulteriormente i miei dubbi. E la mia cazzo di fantasia psicolabile parte al galoppo. Puntate tutto su Prince Psycho ragazzi! Prince Psycho vincente dieci a uno! Più tardi, mentre è sotto la doccia, ficco il naso nel registro chiamate del suo cellulare. Rinvengo ed annoto il numero – sconosciuto – che lo ha chiamato e che lui ha richiamato poi in seguito. Lo so, sono una persona orribile. Queste cose non si fanno. E bla bla bla. L’ipotesi più rosea è quella che si tratti di un’amante o prostituta. Del resto non è un mistero che i miei non si vogliano più bene da un pezzo ed il loro restare sia una semplice assunzione di responsabilità. Quando mi fa discorsi “da uomo a uomo” mio padre non risparmia brutalità sull’argomento. L’idea mi infastidisce, non lo nego, ma lo considero il male minore. L’ipotesi più cupa è invece che abbia preso contatto con un medico per problemi di salute. Giusto un paio di giorni fa mi arrabbiavo con mia nonna per il pessimismo e l’angoscia con cui ammorba le nostre vite. “Tuo papà dice sempre che è così stanco. Avrà mica qualche cosa?!” mi diceva col suo solito sguardo lacrimoso da morte nel cuore. E io a farle violente sfuriate delle mie quando mi scende la catena che dopo mi sento uno schifo perché in fondo è solo una vecchia di novant’anni che ne ha passate troppe ed è ormai stanca della vita. Mi incazzo con lei perché pensa sempre al peggio e poi io sono uguale. Mi angoscio per un nonnulla. Mi costruisco nella mente futuri tragici che mi piombano nel panico e nelle lacrime. Anche le recenti brutte notizie di Matteo hanno lavorato sotto terra. Non ci ho dato peso sul momento. Ma era inevitabile. Non fu solo una complicità estrema a legarci per quel lungo, strano anno. Le nostre sensibilità si fondevano a tal punto che il dolore dell’uno era compreso ed avvertito dall’altro senza nemmeno che se ne parlasse. Immedesimazione. Un solo cuore per due persone. Un tale abominio era giustamente destinato a soccombere. Averlo sentito simulare serenità come suo solito ma avere chiara cognizione del tormento che è in lui di questi tempi mi ha spossato. E risvegliato le mie paure e vulnerabilità. Non sono assolutamente ancora pronta per fare a meno di mio padre. E so che se ne constaterà mai la necessità si concederà un’uscita di scena gloriosa. Altro reperto dai “discorsi da uomo a uomo” questo. E come dargli torto. Ma la cosa che più mi spaventa è che difficilmente sarò mai pronta. Pronta ad essere del tutto sola nell’amministrazione di questa famiglia. Perché oltretutto sospetto che la mia solitudine circostanziale debba rendersi necessaria di questi tempi e forse per molti tempi. Probabilmente non sono in grado di gestire una relazione che vada oltre il sesso. Ed al contempo non ho più voglia di relazioni programmaticamente disimpegnate. Ho gettato la spugna anche con Fabrizio benché mi piaccia ancora innegabilmente. Ciò testimoniato dall’abbattimento, piuttosto che la rabbia, che ho avvertito nel sapere che si filava una qualsiasi agganciata ad un pijama party, quando a me pochi giorni prima ancora dispensava i suoi “sto bene da solo in questo periodo”. E cavolo, mai che trovasse il coraggio di rompermi i denti con una poco politicamente corretta verità tipo “non vali il rischio che c’è a scoparti”. Con Giulio è andata molto meglio per esempio. Un lieve interesse, forse mi sbaglio, ma non credo, reciproco. Due chiacchere casualmente calcolate sulla questione. E mezz’ora dopo era già colpo di fulmine per una mia amica. Cazzo, così si fa!Stimo gli uomini che hanno l’immediata risolutezza di ammettere di non avere le palle!Sul serio, senza ironia. Comunque sia vedo un po’ di luce anche sul fronte Fabrizio. Le premesse sono buone per sigillare la questione sul piano dell’amicizia. Rapporti civili e rispettosi, contatti frequenti ma fermamente referenziali, distanze ben gestite e speriamo che il tempo curi le mie ferite. Nascondo nel portafogli il biglietto col numero di telefono rubato a mio babbo. Non lo faccio chiamare da nessuno per ora. E vedo di mettermi in pace da sola. |
AREA PERSONALE
"Oh, you can't help that," said the Cat "we're all MaD here. I'm mAD.
You're MAD."
"How do you know I'm mAd?"
"You must be" said the Cat "or you wouldn't have come hERe!"



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