PUNTO. E A CAPO
Minchiate assortite gusto fragola, vaniglia, rabarbaro, caffè o mais.
| « #SENZA TITOLO# | # SENZA TITOLO# » |
CRAMPI
Post n°75 pubblicato il 22 Marzo 2010 da VELENOnelleVENE
Mi sveglio da un sogno. Anzi un incubo forse. Soffoco un grido nel cuscino mentre il cuore comincia a pompare più vigorosamente. Mi oppongo al naturale impulso di contorcermi e urlare cercando di restare immobile e nascondendo i gemiti tra le lenzuola. Non voglio svegliare nessuno. Inspira. Espira. Ci vogliono dieci-quindici secondi prima che il crampo al polpaccio si decontragga. Sebrano minuti. Esausta mi accascio sul guanciale distendendo ora la gamba indolenzita per allungare il muscolo. Mi asciugo le lacrime dagl'occhi. Fa caldo. Getto via lenzuola e piumone e, ancora zoppicante, striscio scalza in cucina a bere dell’acqua. Torno in camera. Sono le sei del mattino. Ho laciato gli scuri aperti ed entra la prima luce. Ho voglia di una sigaretta. Infilo i pantaloni della tuta sopra quelli del pijama e la felpa sopra la T-shirt. Frugo nel caos della mia borsa, ne estraggo un pacchetto di Camel Blue sgualcito insieme ad uno dei miei vari accendini e me li infilo nelle tasche della felpa. Apro la finestra e mi isso a cavalcioni sul davanzale facendo perno sulle braccia. Le mie paglie hanno sempre il tabacco scompattato perché fumo assai di rado ed un pacchetto resta per mesi e mesi ad ammaccarsi tra agende, portamonete, portachiavi, cd ed altre cianfrusaglie. Me ne accendo una. Inspiro il fumo. Lo espiro con un lieve tremito del petto. Inspiro l’aria fredda del mattino. La espiro. Continuo così tra aria e fumo nei polmoni. Che cosa stavo sognando quando mi sono svegliata?! Non me lo ricordo bene. Qualcosa di buio e angosciante credo. Forse il vortice di Loris. Quello che c’è dopo la morte. A me non frega niente di quello che c’è dopo la morte. Mi dà già abbastanza pensieri la vita. A volte mi chiedo come mai la maggior parte degli uomini per cui provo –o ho provato– simpatia, affetto, attrazione o amore si portino addosso così tanto dolore e turbamento. Mi ha fatto male vedere Matteo così inacidito e depresso. Ma non avrei potuto fare di più o diversamente a suo tempo per renderlo felice. Mi dispiace vedere Michele ferito e inquieto. Ma è l’uomo con più fegato che io conosca, confido nella sua forza. Mi fa male trovare Fabrizio ogni giorno più giù, se solo capisse che non ha niente di sbagliato. Ma non sono certo io a doverglielo dire. E poi Marco. Chissà per quanto riuscirà a tenere a bada le ansie che lo divorano senza più zia a guidarlo. E infine Loris. Mi fa male leggere lo sconforto nei suoi occhi mentre gli sbatto in faccia il mio scetticismo sull’esistenza di Dio e la mia simpatia per i piaceri della carne. Ma devo essere fedele prima di tutto a me stessa. E finisce questa sigaretta mentre trovo egoismo nel mio cuore ed in testa mi resta solo questa donna. Mi chiamo Sara. E la mia vita mi sta chiamando.
|
AREA PERSONALE
"Oh, you can't help that," said the Cat "we're all MaD here. I'm mAD.
You're MAD."
"How do you know I'm mAd?"
"You must be" said the Cat "or you wouldn't have come hERe!"



Inviato da: cassetta2
il 30/11/2023 alle 10:47
Inviato da: Nera_Mente
il 27/06/2012 alle 12:10
Inviato da: VELENOnelleVENE
il 15/05/2012 alle 22:50
Inviato da: MarquisDeLaPhoenix
il 15/05/2012 alle 10:25
Inviato da: VELENOnelleVENE
il 12/01/2012 alle 00:12