Creato da VELENOnelleVENE il 21/09/2007

PUNTO. E A CAPO

Minchiate assortite gusto fragola, vaniglia, rabarbaro, caffè o mais.

 

 

« TRIATHLONBRONCO BILLY »

AMORE & ODIO

Post n°91 pubblicato il 26 Luglio 2010 da VELENOnelleVENE

Pensavo che l’avrei inchiodato ancora con lo sguardo omicida dell’ultima volta che ci siamo casualmente incontrati. Pensavo che gli avrei rivolto solo un gelido saluto di circostanza. Pensavo che mi avrebbe infastidito  la sua presenza. Pensavo e ripensavo. Da mesi e mesi. Di quando in quando. Quando non avevo di meglio a cui pensare.


 

Io e il mio compare siamo appena risaliti dalla spiaggia verso il bagno dopo una lunga giornata di sole e vento. E una lunga passeggiata lungo il litorale terminata in shopping per le vie del centro. La commessa cercava di dissimulare lo  sconcerto mentre la informavamo che di sicuro ce ne saremmo usciti acquistando un paio di ciabatte a testa perché era già stata abbastanza dura arrivare fin lì, a piedi nudi sull’asfalto rovente.

Li riconosco da lontano e di spalle lui ed il suo amico. Inconfondibili in coppia. Li inseguo e li raggiungo.

“Ciao stronzone!” gli grido dietro festante.

“Ehy, ciao!” mi risponde Matteo perplesso.

 

Cominciamo a parlare. Io principalmente. Gli chiedo del lavoro. Degli amici suoi che non vedo più. Di sua sorella, solo per assicurarmi che non sia lì in giro anche lei. Ho perduto l’abitudine ad inclinare indietro il capo per guardarlo negli occhi quando gli parlo. Come i primi tempi che stavamo insieme converso con i suoi pettorali. È sempre gratificante per gli occhi lo spettacolo del suo fisico statuario seminudo. Ma le mie mani non avvertono più il bisogno di accarezzarlo come un tempo. Penso con stupore che potrebbero toccarlo ancora senza problemi. Ma non ce ne è ragione. Per cui se ne stanno al loro posto.

 

Ci dirigiamo verso il bar prima che finisca l’happy hour. Tiro fuori dalla borsa l’unicorno canterino vinto –si fa per dire- un paio di ore prima alla sala giochi in fondo al viale. In realtà la pinza mi aveva tirato fuori dalla mischia dei pupazzi un’ape Maya che non mi piaceva affatto e, volendola ridare alla proprietaria, questa me l’aveva invece sostituita con un altro pupazzo a mia scelta: l’unicorno appunto. Gli accendo la pila nella schiena, lo siedo sul bancone del bar e gli stringo lo zoccoletto glitterato. Comincia a cantare il suo gingle con la vocetta omosessuale che si ritrova, muovendo a destra e sinistra la testolina. Le bariste lo scrutano con sospetto. Christopher, il capo, lo guarda invece con un sorriso sornione dal suo angolo. Oggi è uno di quei giorni in cui mi ispira un po’ di simpatia. Matteo sembra imbarazzato più che divertito.  Rimetto dunque il mio piccolo amico canterino al sicuro nella borsa e facciamo altre chiacchere. Non li lascio più andare via. Gli dico che mi sono ripresa. Che c’è voluto del tempo ma adesso ho ricominciato a guardarmi in giro. Che ci ho pure provato con qualcuno. Che ho una bella cotta per un tipo del lavoro e sotto sotto ancora non mi rassegno a mollare la pezza.

“A me invece le donne fanno ancora lo stesso effetto di quel bidone della spazzatura.”

“Questo è un problema tuo Matteo. Non mi sono lasciata da sola eh!”

“Lo so. Lo so.” 

Stemperiamo dirottando la conversazione su tatuatori e tatuaggi. I suoi e quello di Michele. Gli rivelo che il drago mi fa proprio cagare anche se è il mio tatuaggio. Esageratamente tamarro. Il mio preferito è sempre stato la tartaruga. E poi noi ci avviamo verso la macchina a prendere asciugamani e vistiti puliti e loro in direzione degli altri bagni.

“Mi ha fatto piacere rivederti!” gli dico prima che si allontanino.

“Sono contento.”  risponde lui tra l’agitato e l’imbarazzato.

“Sul serio, mi ha fatto piacere vederti. Se no non te lo direi.” Ripeto, forse più a me che a lui, alzando ora lo sguardo ad incontrare i suoi occhi .

“Lo so che non sei ipocrita. Ci vediamo dai. Tanto passeremo di qui spesso.”

“Ok. Ci vediamo.”

Mentre mi allontano serena fatico ancora a crederci. Ho impiegato qualcosa come otto mesi per smettere di amarlo. E un anno per smettere di odiarlo.

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

 

AREA PERSONALE

 
"But I don't want to go among MAd people." Alice remarked.

"Oh, you can't help that," said the Cat "we're all MaD here. I'm
mAD.
You're
MAD."

"How do you know I'm
mAd?"

"You must be" said the Cat "or  you  wouldn't have come hERe!"

[Lewis Carroll]
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

TROPPO ME!
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

cassetta2VELENOnelleVENEelegantesensualitapuffo.bluuMrJakowskinon.sono.ioScrivimiTuCamilla.si.perdeguastialbertoloryzenle_solitaireAcomeAntipaticakasia30577danil720
 
NikiTa_RodRigueZ art work
 

ULTIMI COMMENTI

Un saluto dal 2023
Inviato da: cassetta2
il 30/11/2023 alle 10:47
 
"ma già abbaiava" mi ha dato i brividi questo...
Inviato da: Nera_Mente
il 27/06/2012 alle 12:10
 
Immenso quell'album. Ma il live mi ha lasciato un...
Inviato da: VELENOnelleVENE
il 15/05/2012 alle 22:50
 
Qualcuno che ama l'autore di "Tabula rasa...
Inviato da: MarquisDeLaPhoenix
il 15/05/2012 alle 10:25
 
sì è stata un grande cane, anche se poi l'abbiamo...
Inviato da: VELENOnelleVENE
il 12/01/2012 alle 00:12
 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963