
Non è possibile, è ancora lì. E' da mesi che non ci si frequenta più, ma lei, testarda continua a presentarmisi davanti. Non propriamente davanti, no. Io, la evito. E' stata una storia così. Un intervallo piacevole tra il nulla ed il niente. Nessun impegno, nessuna espressione di approvazione o apprezzamento. Da parte mia il più controllato silenzio. Ma lei sembrava contenta. E scontenta quando avvertiva un clima più distaccato. Che dire. Non ho mai mentito, forse solo mitigato la realtà quando mi è stata chiesta. Lei, senza dubbio, teneva a me. Anch'io, senza dubbio, tenevo a me.
E' da settimane che la vedo di tanto in tanto piantonare l'uscita dell'azienda dove lavoro. La trovo bene, nonostante tutto. A momenti mi fa pena. Spesso incendia la mia rabbia. Mi sento controllato. Mi impone un qualcosa che non posso e non voglio dare..attenzione. Ma perchè le donne la richiedono? Perchè insiste a non capire, a non voler sentire? Eppure ne abbiamo parlato, non ho più parole perchè le ho usate tutte per convincerla. Ma lei niente, caparbia, continua a pararmisi davanti. Mi sono comportato bene, le ho offerto la mia amicizia. Ogni tanto un contatto così, perchè mi fa pena. Percepisco in lei stizza. Ci tiene, è evidente che è una donna innamorata. Eccola là, guardatela, tutta tirata, pure truccata. Certamente spera di incontrarmi, spera di far ancora colpo. Poverina, ancora non ha capito che tutto è vano.
Basta non ne posso più, è da mesi che si posiziona, ferma in piedi, lì davanti. Ormai uso solo l'uscita secondaria per evitarla. Prima o poi si stancherà, si stuferà. Non può andare avanti così. Ora l'affronto e una volta per tutte le dico di lasciarmi in pace, di finire di perseguitarmi. Capisco l'amore che prova per me, ma non è corrisposto quindi...se la fili.
Scendo le scale, provo una sensazione di disagevole emozione. Quanto mi rompe questa cosa. Ma perchè non se ne è andata zitta e buona, perchè insiste ancora?
Sono al portone principale, oltre al vetro la vedo...ha l'aria felice, che mi abbia già scorso? Esco, la guardo, lei mi guarda. Respiro profondamente, il mio passo si allunga deciso nella sua direzione. Lei abbassa lo sguardo non prima di essersi guardata attorno, sembra imbarazzata...
Ciao, allora, che fai da queste parti?
Ciao, aspetto.
Che aspetti? Ti avevo detto che non c'era più nulla da aspettare.
Ma, veramente, aspetto...
Io capisco tutto, il tuo amore, i tuoi sentimenti, ma devi fartene una ragione, devi comprendere che non vi è nulla che io possa o voglia darti. Questa situazione mi è diventata pesante, mi sento controllato, non mi sento libero di muovermi come voglio, non mi sento libero.
Ma, veramente, aspetto...Luca, del reparto contabilità, terzo piano. Stiamo assieme da qualche mese. Anzi, volevo ringraziarti, se non mi avessi allontanata non avrei preso in considerazione le sue attenzioni. Ti ringrazio di cuore. Ora ti saluto. Tu, mi raccomando, stammi bene.
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il 22/03/2012 alle 21:46
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