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vieni in un posto mistico...
Post n°29 pubblicato il 05 Aprile 2010 da wolftyz
Dopo esserci infilate in un lungo viale ricco di querce ancora semidormienti, attraversiamo il sentiero costeggiato da enormi, curati, prati verdi; la strada è delineata da una staccionata legnosa. Il comprensorio è pensato per accogliere le volontà turistiche degli avventori. Nel cuore del comprensorio, nella zona sottostante il centro termale con la sua bella piscina si scorge un sentiero; un cartello di colore verde indica il percorso per raggiungere un luogo considerato religioso. Nella seconda metà dell’ottocento, un generale di cavalleria di nome Karen amava recarsi nella dolina “Krkavce”. L’uomo gravemente malato di tubercolosi, promise di costruire un altare dedicato alla Madonna di Lourdes qualora fosse riuscito a sopravvivere a tale, orrenda, malattia. E così fu. La Cappella venne consacrata nel 1889. Per chi non sapesse, la dolina è una depressione del terreno di origine carsico. La cappella è chiusa da una nicchia semicircolare scolpita nella pietra viva e chiusa da una porta di ferro battuto. Davanti c’è un piccolo altare nel quale è posta la statua della Madonna. Tutto attorno c’è un giardino delineato da muretti carsici nel quale sono posizionate delle panchine di legno. Scalini di bianca pietra calcarea conducono fino alla cappella scendendo fino in fondo alla dolina, tante altre panchine appaiono poste in fila come poltroncine teatrali. Ci avviciniamo all’altare, lei si ferma…io proseguo per qualche decina di passi. Scelgo di lasciarla sola con la sua convinzione, con la sua fede. Mi siedo su una panchina umidiccia posta poco più in là.. La osservo. Scava nello zainetto in cerca di una monetina, prende una candela …avviene lo scambio. Accende la candela, la dispone nel posto stabilito e, con aria rasserenata, si siede sul cordolo roccioso del sentiero volgendo lo sguardo alla statuetta. Vedo i suoi profondi respiri, i suoi occhi si chiudono. I miei, invece, catturano lo scenario. Le panchine poste in fondo alla dolina sembrano affacciarsi ad un palco sul quale solo apparentemente viene presentata la stessa opera. Solo apparentemente per l’appunto… gli occhi chiusi degli spettatori immagino creino continuamente nuove scene, nuove storie vengano mentalmente rinarrate, nuove e forti aspettative attivate dalla speranza, dalla fede. La mia amica inspira l’aria e l’espressione del suo volto sereno mi incuriosisce. Sicuramente lei sta ricevendo messaggi spirituali, come ogni volta che viene in questo posto. Provo chiudere gli occhi anch’io. Inspiro anch’io…cerco l’energia spirituale del posto, cerco anch’io di scoprire se vi siano particelle mistiche oltre che umide nell’aria che respiro. Sento il canto degli uccelli. Anch’io recepisco un messaggio molto chiaro…è primavera. Forse questa è la grande differenza tra chi ha fede e chi non c’è l’ha. Lei ha affidato la realizzazione delle sue speranze e l’indicazione della strada da seguire al divino. Io spero di realizzarmi cercando di intuire la mia strada… ed ora come ora, un pezzo di formaggio con un bicchiere di_vino ci starebbe pure. I messaggi recepiti sono molto diversi ma ugualmente rasserenano i nostri volti. Lo stesso, piacevole, silenzio, accompagna i nostri passi sulla strada del ritorno. |



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